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Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia. La custode dei peccati

Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia. La custode dei peccati
Cultura
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Per ogni peccato un cibo, per ogni confessione, il silenzio.

Ho rinviato più volte la lettura di questo libro, immaginavo che mi avrebbe rivoltato come un calzino. Così è stato. Che dire? Tutte le cose che spaventano, attraggono. Il potere magnetico di questa storia è innegabile. Il libro ha qualcosa del romanzo giallo poiché scava a fondo tra gli intrighi di corte. Però è molto di più. Ciò che cattura l’attenzione, al di là della trama avvincente, è la protagonista: una Mangiapeccati. La figura è realmente esistita e non anticipo altro per non svelare troppo. Mi concentro invece sulla sua guerra interiore. Si tratta di una ragazza cresciuta ai margini della società, sfortunata per mille motivi e che si ritrova a rivestire il ruolo di custode dei peccati, suo malgrado. Non poteva la vita investirla di una maledizione peggiore. A volte il destino si accanisce sulle persone. Proprio questo è uno dei più grandi misteri dell’esistere. Ma May, la Mangiapeccati, non si lascia abbrutire dalla sorte che le è stata attribuita e inizia la sua battaglia interiore, per comprendere quale sia la sua vera identità, e, nel contempo, avvia una ribellione esteriore, per riscattarsi da una vita che non ha scelto e che non vuole. Ecco, se vogliamo trovare un termine che lega insieme tutti gli aspetti di questo romanzo, potremmo trovarlo nella parola “riscatto”. May cerca di riscattare la sua vita, ma anche quella di altre figure che casualmente incrocia nel suo percorso. Perché non si può sottostare alle bugie, altrimenti se ne diventa complici.

E anche le persone più miti e fragili, di fronte alle ingiustizie, trovano spesso una forza e una determinazione inaspettata. L’autrice del romanzo, Megan Campisi, è una scrittrice esordiente, ma avendo esperienza nella drammaturgia, ha saputo rendere la trama molto accattivante e dalle tinte  forti. È riuscita a lasciare sempre accesa la luce della speranza, anche in pagine molto oscure e a volte, nauseanti. Grazie ad una scrittura profonda e leggera insieme, l’orrore ti passa davanti gli occhi, ma non ti rimane appiccicato addosso.

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