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Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia. Mule boy e il troll dal cuore strappato di Øyvind Torseter

21 Gennaio 2022 | by Caterina Italia
Augusta | FILOFOLLIA di Caterina Italia. Mule boy e il troll dal cuore strappato di Øyvind Torseter
Cultura
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Il racconto ha tutti gli ingredienti di una fiaba tradizionale ma il loro dosaggio è diverso: non abbiamo un unico principe ma ben sette, l’aiutante è presente ma assume molteplici forme. C’è un antagonista cattivo e senza cuore, il troll appunto e tanti personaggi che animano lo sfondo.

La storia è rivolta ai bambini ma affascina anche gli adulti, proprio per questo suo rimescolare trame già note e riproporle in modo originale e inaspettato. Il racconto inizia così “C’era una volta un re che aveva sette figli maschi…”. Sei di loro vanno in cerca di sette principesse da sposare: ne cercano una in più perché Mule Boy, il più piccolo dei fratelli, rimane nella dimora del Re. La storia si complica, i fratelli infatti non fanno più ritorno e Mule Boy decide con grande coraggio di andare a cercarli. La storia si sviluppa attraverso un susseguirsi di oggetti strani, come il sassofono e personaggi improbabili come un elefante e un lupo. Fondamentale il ruolo del cuore del troll: un cuore che pietrifica e che per ridonare vita, non deve essere protetto, ma deve essere spezzato. La conclusione è a lieto fine, ma anche qui c’è un tocco stravagante, infatti la principessa e Mule Boy non vissero felici e contenti ma per lo più felici e contenti.

Un commento a parte meritano le immagini: la fiaba è in realtà una via di mezzo tra l’albo illustrato e il fumetto. Il risultato è molto tenero e delicato nonostante il tratto grafico dell’illustratore appaia piuttosto duro. Non vi si trovano le classiche immagini che generalmente si trovano nei libri dei bambini. L’autore, Øyvind Torseter, ha saputo restituire infatti con tinte forti la gentilezza del racconto: non mancano tavole contenenti ossa umane e piccoli teschi, ambienti cupi e spettrali, ma ci sono anche fiori, piante e note musicali.

Calibrare il macabro e il gioioso è un’impresa davvero difficile ma in questo caso assolutamente ben riuscita.

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