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Augusta | Fornace da calce a Campolato Basso: la Regione appone il vincolo

Augusta | Fornace da calce a Campolato Basso: la Regione appone il vincolo
Cultura
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Apposizione di vincolo demoetnoantropologico alla Fornace da calce di Campolato Basso, in prossimità di Brucoli da parte della Regione. Si tratta di un risultato ottenuto su richiesta dell’associazione Marilighea grazie alla proficua collaborazione di quest’ultima con la Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa.

L’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ha decretato un vincolo per un elemento di valore etnografico presente nel territorio di Augusta. Il decreto, richiesto dall’associazione Marilighea di Augusta, riguarda la fornace da calce (e vicino vano di pertinenza) sita in località Campolato basso, in prossimità di Brucoli, quasi a ridosso della omonima baia e rappresenta un precedente del tutto inedito poiché esso risulta essere il primo bene appartenente al territorio di Augusta a ricevere un vincolo di tipo demoetnoantropologico.

Il risultato, ottenuto dopo una lunga trafila amministrativa che ha avuto inizio nel 2015, si deve alla proficua sinergia tra la Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa diretta da Salvatore Martinez e l’associazione Marilighea. L’unita operativa ai Beni paesaggistici ed etnoantropologici, coordinata da Giuseppe Armeri con i funzionari incaricati del vincolo dell’antico impianto produttivo, esperto catalogatore Giuseppe Implatini e il catalogatore Carlo Cicero, per avvalorare l’istanza e redigere la relazione tecnica allegata al provvedimento di tutela si è avvalsa anche del fondamentale, approfondito studio eseguito da Luca Di Giacomo sull’antico stabilimento produttivo, nell’ambito della propria tesi di laurea in storia e conservazione dei Beni architettonici e ambientali, che ha fornito informazioni storiche, oltre che foto d’epoca e rilievi.

L’impianto, edificato intorno al 1939 da Matteo Di Mauro di Catania, che acquistò anche le cave adiacenti per l’approvvigionamento della materia prima, servì alla produzione di calce che veniva esportata via mare fino a San Giovanni Li Cuti, per poi da lì essere distribuita nel catanese. Dal punto di vista pirotecnologico la fornace in questione rappresenta la tipologia detta “a lunga fiamma a fuoco continuo” un metodo all’avanguardia, per i tempi in cui era attiva, perché consentiva una produzione ininterrotta. Inoltre richiedeva la presenza di un indotto che occupava diverse maestranze, con i cosiddetti pirriaturi (cavatori di pietra) tra cui si ricorda il cittadino Pietro Tortora di Brucoli.

La struttura presente a Campolato basso, come dichiarato nel testo del vincolo, è <<di interesse etnoantropologico particolarmente importante>> e questo perché costituisce un metodo di produzione non più esistente e perché l’ultimo esemplare di questa tipologia nel territorio, dal momento che altre simili esistenti nei pressi dell’attuale via Catania, di proprietà della famiglia La Ferla, vennero distrutte in concomitanza dell’espansione urbana della zona Borgata. Il risultato ottenuto grazie all’interesse ed impegno di Marilighea e alla operatività dell’ente preposto alla tutela del patrimonio scongiura la possibilità che un tassello così importante della nostra storia economica venga danneggiato o anche solo adibito ad usi non compatibili col suo carattere etnoantropologico, dandogli cosi anche un nome, un significato e un valore e risolvendo una volta per tutte le tante inesattezze divulgate finora a riguardo di quello che, data la particolare collocazione, rappresenta un riferimento visivo fondamentale nel paesaggio di Brucoli.

Infine il bene trovandosi lungo uno dei più suggestivi percorsi escursionistici dei dintorni del borgo marinaro, si presta particolarmente a divenire tappa anche di itinerari didattici pluridisciplinari che le scuole di Augusta e non solo vorranno programmare. I risultati conseguiti da Marilighea per valorizzare il territorio di Augusta e Brucoli sono divenuti oramai difficili da calcolare ma di certo resta ancora tanto da fare nelle azioni di ricerca, tutela e divulgazione del patrimonio culturale e ambientale.

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