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Augusta| “Funzionamento organi democratici a rischio”. Il consigliere Di Mare commenta così la seduta di ieri

16 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| “Funzionamento organi democratici a rischio”. Il consigliere Di Mare commenta così la seduta di ieri
Politica
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La bocciatura  della mozione  di indirizzo che impegnava il Comune a disporre la rimozione delle lastre in cemento amianto dell’edificio ubicato tra le vie Principe Umberto e Cristoforo Colombo ha scatenato la reazione del consigliere comunale, di #perAugusta, Giuseppe Di Mare, il quale ritiene paradossale e preoccupante quanto accaduto ieri in Aula.

“Non si può avere l’arroganza di amministrare a proprio piacimento la città – dichiara il consigliere – sentire per bocca  della maggioranza alcune affermazioni, dimostra l’inconcludenza e l’inadeguatezza ad affrontare le sfide ed i problemi di Augusta”. Per Di Mare non ha senso  non votare una mozione a tutela della salute dei cittadini, anche quando le richieste di tutti vengono accolte.

“La verità è che il Consiglio comunale di ieri ancora una volta ha evidenziato  proprio dai temi trattati, il tradimento del programma elettorale presentato agli elettori in campagna elettorale, il fallimento di questa amministrazione anche questioni che riguardano  il piani Amianto e del decoro urbano. Nel 2015 l’Amministrazione – ricorda Di Mare –  affidò la redazione del piano a un consulente esterno, l’allora  assessore all’Ecologia affermò che tutto era pronto e che il piano era stato mandato stranamente alla Regione per un controllo preliminare. Ebbene oggi stiamo ancora aspettando che la bozza definitiva  giunga in Aula. Sul decoro urbano ancora peggio, nel settembre 2015 abbiamo donato insieme ingegnere Marco Meloni un regolamento che ancora giace nei cassetti del Comune, solo perché porta firme antipatiche a chi concepisce la cosa pubblica come casa propria.

La tragicomica l’Aula la vive ieri, quando la maggioranza vota un emendamento che accoglieva le loro richieste, la commedia finisce con il voto contrario sullo stesso atto votato qualche secondo prima favorevolmente. Dinanzi a questo modo di “occupare” le istituzioni cittadine  – conclude Giuseppe Di Mare  –  dinanzi alla fame di “occupazione” a ogni “poltrona” disponibile che piazza parenti e amici alle competizioni elettorali, deve giungere forte un grido di allarme alla città per porre fine a una pagina che di equità, garanzia e pluralismo non ha niente ma che ormai ha assunto i connotati delle pagine più buie e pericolose che purtroppo hanno rappresentato parte della storia passata”.

 

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