breaking news

Augusta| Giornata augustana per i soci dell’istituto italiano dei Castelli

Augusta| Giornata augustana per i soci dell’istituto italiano dei Castelli
Cultura
'
0

Una giornata trascorsa ad Augusta per ammirare le bellezze storiche, artistiche e architettoniche, è stata quella vissuta, ieri, dai soci della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli, presieduto da Eugenio Magnano di San Lio docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Catania. Nel pomeriggio si è discusso a Palazzo Zuppello del Castello Svevo, e del progetto di parziale restauro che sarà eseguito a stralci ma i fondi, già stanziati, per un importo complessivo di 10 milioni di euro, devono essere resi disponibili.

La mattina è iniziata con la visita di forte Vittoria edificato nel XVI secolo per fronteggiare, unitamente al forte Garcia, i continui attacchi dei barbari e dei pirati che tormentavano, in quel tempo, le coste della Sicilia. Successivamente, accolti da Giuseppe Carrabino, presidente della Società Augustana di Storia Patria, i soci hanno visitato alcune chiese del centro storico, oggetto, tra l’altro, di studi e rilievi condotti dagli studenti dell’ateneo catanese guidati proprio da Magnano di San Lio. “Augusta deve tanto all’Università di Catania e in particolare Eugenio Magnano di San Lio – ha detto Carrabino – grazie a lui, da più di un lustro, le nostre emergenze architettoniche sono oggetto di sistematici studi che hanno permesso di far luce sulle vicende costruttive e sulle dinamiche che hanno interessato non solo l’edificazione ma anche e soprattutto gli interventi post sisma del 1693 e la committenza di ogni singolo cantiere”.

Nel pomeriggio si è tenuto nella sala Monna Lisa di Palazzo Zuppello alla presenza di autorità e rappresentanti dei club service, un  incontro sul tema: “Il Castello e le opere fortificate di Augusta” promosso dallo stesso Istituto dei Castelli. la conferenza è stata moderata da Giuseppe Brunetti Baldi, vice presidente dell’Istituto.  Ad aprire gli interventi con la relazione “Il complesso delle opere fortificate di Augusta” è stato proprio il presidente dell’Istituto Magnano che ha focalizzato l’attenzione sulle complesse e interessanti fortificazioni della città, frutto di una pianificazione che iniziata con la costruzione del castello federiciano è proseguita nel tempo con l’edificazione della cinta muraria, con le fortezze a mare di Garcia,  Vittoria e Torre Avalos e con i significativi interventi seicenteschi che cambiarono la fisionomia della città.

Successivamente ha preso la parola Fulvia Greco, dirigente della sezione Beni Architettonici Sovrintendenza di Siracusa che ha relazionato su: “Il restauro delle fabbriche federiciane – i nuovi progetti e il programma degli interventi”. Un intervento da più parti atteso, quello di Fulvia Greco, anche per capire le dinamiche che hanno interessato e interesseranno il futuro del castello.  La Sovrintendenza che  per 4 volte ha rielaborato il progetto esecutivo attende la disponibilità dei fondi già stanziati per i 2 stralci del progetto di restauro, per un importo complessivo di 10 milioni di euro, nonché il dissequestro del monumento disposto dal Tribunale di Siracusa, per poter avviare gli interventi relativi al primo stralcio. Sequestro avvenuto nel febbraio del 2016  in seguito al quale sono stati realizzati  gli interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza del Castello Svevo. I lavori si sono resi necessari e urgenti per frenare il lento e progressivo scivolamento a mare delle fondamenta dell’antico maniero. Gli interventi hanno creato una barriera di contenimento per contrastare l’azione erosiva del mare. Si è trattato di manutenzione straordinaria finanziata con un importo complessivo di 225 mila euro.

Il sindaco Cettina Di Pietro ha sollevato le difficoltà riscontrate nell’affrontare le problematiche strettamente connesse a ogni singolo monumento a causa delle diverse competenze degli organi dello Stato: Regione, Sovrintendenza e Demanio e in alcuni casi anche per le sovrapposizioni di competenze sullo stesso monumento. Giuseppe Carrabino, ha relazionato sul tema: “La Chiesa del Castello: Storia e Cronache nel Registro Parrocchiale”. Un intervento finalizzato a chiedere alla Sovrintendenza una maggiore collaborazione con la realtà locale e la società civile al fine di rendere partecipi quanti vivono in loco e potrebbero dare in maniera gratuita e volontaria il loro apporto. Carrabino nel rammentare la storia della chiesa del castello ha citato due dipinti che arredavano gli altari: “l’Immacolata” e il “Cristo della Battaglie” ma soprattutto ha invitato la Sovrintendenza ad analizzare il piano di calpestio della chiesa dove risultano documentate le sepolture di numerosi Comandanti della Piazzaforte e la probabile esistenza dei relativi chiusini sepolcrali.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Salvatore Romano, vice presidente della Società Augustana di Storia Patria che ha relazionato sul tema: “I Graffiti incisi sugli intonaci del Bastione San Bartolomeo“. Anche questo un invito a porre attenzione nel salvaguardare – durante i futuri restauri – queste testimonianze incise nel corso dei secoli, basti pensare che il più antico graffito risale ai primissimi anni del seicento.

Infine, l’intervento di Antonello Forestiere, direttore Museo della Piazzaforte che è intervenuto sul possibile “Utilizzo del Castello come sede museale”. Forestiere ha illustrato le dinamiche che favorirono la nascita del Museo nel 1986 che ebbe come prima sede il bastione di San Giacomo, poi interessato da interventi di consolidamento che comportarono dapprima la chiusura dell’istituzione culturale e successivamente, al fine di rendere fruibile le collezioni, il trasferimento del Museo in  alcuni locali al piano terra del palazzo comunale.

Nel corso della serata è emerso l’auspicio  che vangano avviati al più presto i lavori  già finanziati per consentire  una  seppur  parziale fruizione, atteso che, come ha  evidenziato Fulvia  Greco, per completare i lavori del Castello Maniace sono occorsi ben 40 anni, mentre per il Castello di Augusta siamo praticamente solo all’inizio del suo graduale recupero. Le difficoltà, tra l’altro, sono legate ai fondi che in futuro dovranno essere reperiti, fondi che nel corso degli anni sono stati chiesti e sollecitati ma, purtroppo, destinati ad altri siti,  specie a  quelli che ricadevano in aree Unesco della Sicilia. Le conclusioni sono state affidate a Maria Rosaria Vitale delegata da Bruno Messina, direttore della struttura didattica speciale della scuola di architettura di Siracusa dell’Università di Catania.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com