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Augusta | Gnl: per il M5S il sindaco mente e non prende posizione sulla localizzazione dell’impianto

Augusta | Gnl: per il M5S il sindaco mente e non prende posizione sulla localizzazione dell’impianto
Politica
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La vicenda del deposito di Gnl nel porto di Augusta continua ad essere motivo di scontro politico. Botta e riposta tra il sindaco, Giuseppe Di Mare e i consiglieri del M5S: Roberta Suppo, Marco Patti e Chiara Tringali. Per il gruppo pentastellato: “non è con le menzogne che si risolve la questione del Gnl all’interno della Rada”.

“Il sindaco, che ancora non prende posizione sulla localizzazione dell’impianto di Gnl, ha però trovato il tempo di dichiarare una grossa falsità: la vecchia Amministrazione 5 Stelle non ha avallato né mini né maxi depositi, per il semplice fatto che non aveva mai potuto valutare un progetto concreto, né tantomeno era stata chiamata a esprimersi su una localizzazione concreta dell’impianto, che è il vero nodo della contesa questione cittadina”. Così il gruppo consiliare del M5S risponde a quanto dichiarato ieri dal sindaco, Giuseppe Di Mare a seguito del rinvio da egli richiesto della conferenza dei servizi decisoria sull’impianto di Gnl. “Dal mese di dicembre siamo noi a chiedere chiarezza sul tema, dopo che alla conferenza dei servizi di novembre ha fatto seguito il più totale silenzio dell’amministrazione che non ha ad oggi reso nota la sua posizione” affermano Suppo, Patti e Tringali ricordando di essere stati loro a richiedere il Consiglio monotematico: “che però – aggiungono – si è concluso con un nulla di fatto, nel quale abbiamo registrato l’assordante silenzio del sindaco e dell’assessore al ramo”.

Il gruppo del M5S sottolinea che, da quel consiglio tenutosi lo scorso febbraio sono trascorsi 4 mesi. “Un periodo trascorso invano sottolinea – e ora arriva dal sindaco un affondo tanto veemente quanto falso. Oggi abbiamo un progetto che alloca il deposito in una precisa area. Su questo, e su nient’altro, bisogna pronunciarsi. L’amministrazione ha una posizione? Se si, lo dica chiaramente. Noi abbiamo indicato una strada dirimente: referendum. La parola – concludono i consiglieri Roberta Suppo, Marco Patti e Chiara Tringali – venga data ai cittadini: ognuno di loro ha il diritto di dire si o no a questo ennesimo impianto nella nostra zona industriale. Tutto il resto, è semplicemente melina per giustificare l’ingiustificabile”.

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