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Augusta | GNL Popolazione sia protagonista

Augusta | GNL Popolazione sia protagonista
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La Restart Consulting srl, società di consulenza strategica titolare  del progetto per la realizzazione del deposito galleggiate GNL  nel porto di Augusta,  intende manifestare la propria disponibilità a realizzare momenti di incontro e di informazione sul tema a favore della opinione pubblica e delle istituzioni locali.

Continua a far discutere la realizzazione dell’impianto GNL ad Augusta. Tuttavia, la Restart Consulting srl, società titolare del progetto per la realizzazione dell’impianto, intende chiarire i dubbi e le perplessità, seguiti al dibattito che ne è seguito sui media locali e nel territorio, e attraverso un comunicato annuncia una serie di iniziative e appuntamenti per informare i cittadini.

La presenza del polo energetico – afferma Restart Consulting srl in un comunicato – rende eccezionale per Augusta il tema della transizione energetica ed ecologica che l’Italia sta affrontando con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ogni progetto di innovazione e di trasformazione industriale deve coinvolgere i cittadini nel dibattito pubblico e, appannaggio di ciò, è nostra intenzione strutturarlo su tre filoni di approfondimento: valutazione del rischio, aspetti ambientali e sviluppo economico del territorio.

Nello specifico – continua il comunicato – la nostra coscienza ci impone che non siano concepibili interventi che mettano a rischio la vita dei cittadini. Proprio a garanzia di questo esiste un iter autorizzativo in corso, ci sono esperti del settore ed Enti pubblici preposti che stanno lavorando a garanzia del territorio tutto.

Dobbiamo sottolineare che, benché il nostro progetto sia in fase progettuale molto avanzata, l’iter è ancora alla prima fase. Sullo specifico, l’LNG, utilizzato da oltre cinquant’anni, è presente nel campo navale da oltre quindici anni, così come nel settore dell’automotive, dai camion agli autobus urbani, dai veicoli commerciali leggeri ai treni, alla generazione di corrente e all’agricoltura, ma anche nelle industrie e nelle reti cittadine che non sono ancora collegati alla rete del metano. Grande sviluppo nei prossimi anni avrà anche la riconversione a LNG del settore pesca.

In Italia stanno per entrare in servizio due depositi costieri di LNG per le navi e i camion, grandi tra due volte e sei volte quello ipotizzato ad Augusta. Altri quattro sono già stati autorizzati, mentre circolano di 3.500 camion che si riforniscono nel centinaio di stazioni di servizio attive, alcune da dieci anni. Una di queste è stata inaugurata lo scorso anno anche in Sicilia, a Catania.

Il progetto proposto per Augusta è un deposito galleggiante modulare con un’unità di bunkeraggio autopropulsa che verrà classificato secondo le norme degli Enti di Classifica navali e secondo le disposizioni degli Enti preposti alla costruzione e certificazione di apparati LNG (IGF Code). La sua capacità considerata attualmente è di 4800 metri cubi, di cui 1600 per l’unità di bunkeraggio. Le navi da crociera di nuova generazione ad LNG, come per esempio la Costa Smeralda del Gruppo Costa Crociere, verranno rifornite dalla nostra unità di bunkeraggio autopropulsa. Oggi però bisogna guardare anche al futuro del porto e delle attività economiche che ruotano attorno ad esso. Oltre alla crisi generalizzata dovuta alla pandemia, la Città si trova ad essere dinanzi ad un bivio: Augusta e il suo porto si trovano di fronte ad un contesto iper-concorrenziale dove le città-porto stanno lavorando per programmare il proprio futuro. Oggi grandi e piccoli scali, Barcellona, Marsiglia, ma anche minori, come Patrasso, Cagliari, Oristano, Brindisi, oltre a La Spezia, si sono dotati o lo stanno facendo, di impianti di LNG per intercettare il traffico mercantile e crocieristico.

La Sicilia – conclude la società – ha necessità urgente di un’installazione di più di un deposito di piccola scala per poter rifornire tutte le attività economiche che hanno creduto ed investito nel LNG nel campo navale e nell’automotive ed oggi si trovano ad importarlo dalla Spagna via traghetto attraverso il porto di Salerno, con costi che non possono essere sostenuti a lungo e che non giustificherebbero mai ulteriori investimenti futuri, il tutto a danno della transizione energetica tanto citata negli ultimi mesi”.

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