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Augusta| Goletta Verde: acque Granatello nella norma, ma non ancora depurate

Augusta| Goletta Verde: acque Granatello nella norma, ma non ancora depurate
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Le analisi di Goletta Verde al mare di Augusta, quest’anno dicono che le acque della spiaggetta del Granatello rientrano nella norma, ma resta il divieto di balneazione imposto per l’assenza di un sistema di depurazione e Legambiente stigmatizza “l’inerzia” del commissario unico Enrico Rolle. 

Quest’anno, a differenza del 2018, le analisi eseguite al Granatello da Goletta Verde, la campagna di monitoraggio e di informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane a cura di Legambiente, non hanno prodotto risultati allarmanti. Goletta Verde ha analizzato le acque del mare di Augusta prelevando un campione in prossimità della spiaggetta del Granatello, luogo  che da qualche anno è tornato a essere frequentato dagli augustani e che l’anno scorso Goletta Verde aveva annoverato tra i 17 siti più inquinati in Sicilia, perché il prelievo effettuato in quel momento dava tale risultato.

Le analisi hanno riscontrato che questa volta il campione rientra entro i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010). “Purtroppo – dice Enzo Parisi di Legambiente – nonostante ciò, quel tratto di mare rimane non idoneo a causa del generale divieto di balneazione esistente nel golfo Xifonio e principalmente dovuto alla mancanza di sistemi di depurazione. Lo scorso anno nel denunciare questa ormai storica e deprecabile situazione, addebitabile alla colpevole negligenza di chi in materia ha responsabilità di governo a livello nazionale, regionale e locale e che ha omesso di adottare i dovuti provvedimenti determinando così la vergognosa mancanza di sistemi di collettamento e di depurazione delle acque reflui,-  segnalavamo la sostanziale inerzia dei commissari di governo, il perdurante guasto ambientale e l’ingente costo economico connesso con la violazione delle norme comunitarie”.

Il responsabile di Legambiente Augusta Enzo Parisi

Enzo Parisi

Parisi ricorda che, dopo decenni di oblio, il primo commissario di governo, l’ex assessore Vania Contraffatto, è stato nominato il 5 giugno 2015 e il secondo, Enrico Rolle, attualmente in carica, è stato nominato  il 26 aprile 2017. “Ad oggi, dopo 4 anni e un mese, benché non manchino i fondi per le opere, l’unica attività prodotta è una ricognizione del 2018 sullo stato degli impianti che – sottolinea Parisi –  con  valutazioni che non condividiamo ma che non è il caso qui riprendere, ha convinto il Commissario Rolle a confermare la scelta di realizzare un impianto autonomo di depurazione a Punta Cugno. Nel consiglio Comunale del 29 gennaio 2019 il commissario Rolle aveva ufficializzato questa scelta e dichiarato che “entro il mese di febbraio, tutt’al più i primi quindici giorni di marzo, noi avvieremo la gara di progettazione, dopo la quale, naturalmente, ci sarà il lavoro che dovranno fare i progettisti per definire gli aspetti di dettaglio di questo intervento e poi avvieremo a gara il progetto che ci sarà consegnato” e aveva annunciato un crono-programma secondo il quale, dopo la gara, i lavori partirebbero entro luglio dell’anno prossimo per concludersi nel luglio del 2022. Dichiarazioni, accolte con favore dall’amministrazione e dalla maggioranza dei consiglieri comunali”.

Analisi delle spiagge

A distanza di 6 mesi dalle dichiarazioni e dall’apertura di credito che il Consiglio Comunale aveva dato, non è però accaduto niente di quanto promesso ed assicurato dal Commissario e dal suo staff. Ad oggi la gara di progettazione non risulta bandita e sembra alquanto improbabile che, come allora promesso, entro il 2022 Augusta possa disporre del suo sistema di collettamento e di depurazione. Per Legambiente, ma crediamo anche per tutti i cittadini di Augusta, è fin troppo tardi ed è ormai tempo che la struttura commissariale esca dal letargo e si ricordi della nostra città. l’associazione ritiene sia giunto il tempo che gli amministratori regionali e locali si convincano che non si può restare in attesa degli eventi ed è anzi necessario e doveroso alzare la voce e pretendere fatti piuttosto che promesse che si sono finora dimostrate vane. “Nel frattempo – conclude Enzo Parisi – mentre ci viene negato il diritto a un mare pulito e balneabile, dopo sentenza della Corte di Giustizia Europea del 31 maggio 2018 di condanna dell’Italia, paghiamo ogni sei mesi una sanzione di 30.112.500 euro e continueremo a farlo fino a quando il nostro Paese non avrà attuato le misure per depurare le acque reflue attualmente scaricate nei fiumi ed in mare come, purtroppo, avviene ad Augusta.

Legambiente chiarisce che: “il monitoraggio di Goletta Verde non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali. Esso  è una sorta di foto istantanea che punta a scovare e a evidenziare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari. I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità)”.

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