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Augusta| I figli di Patania che chiede sepoltura in città: vogliamo papà a casa.

Augusta| I figli di Patania che chiede sepoltura in città: vogliamo papà a casa.
Attualità
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Giusi, Sara, Paolo e Ivan  figli di Salvatore Patania, l’augustano malato di cancro e che chiede di essere sepolto nel cimitero di Augusta, ma il regolamento di polizia mortuaria lo impedisce, perché l’uomo non è più residente nel comune megarese scrivono una lettera aperta all’amministrazione e ai cittadini di Augusta: “Vogliamo papà a casa”: oggi la sua città lo sta rinnegando rifiutandoci una degna sepoltura.   

Lettera aperta dei figli di Salvatore Patania, malato terminale, che ha espresso il desiderio di trovare sepoltura ad Augusta, ma non essendo dal 2017 residente, ciò non è previsto dal regolamento di Polizia mortuaria vigente. La lettera che riportiamo di seguito integralmente è indirizzata all’amministrazione comunale e agli augustani.  “Vogliamo papà a casa: è l’ultimo desiderio di nostro padre è stato di essere portato nel suo paese di nascita e dove è nato e ha vissuto per tanti anni. Un paese che lui ha sempre amato e anche se nostro padre nella sua gioventù ha girato il mondo a noi figli ha sempre detto che Augusta è la città  più bella del mondo. Oggi la sua città  lo sta rinnegando rifiutandoci una degna sepoltura.

Papà lotta da 7 anni per un tumore ai polmoni e ha subito purtroppo anche un esportazione del polmone sinistro. Una tragedia per noi figli e abbiamo dovuto farlo operare scegliendo come ospedale quello di Rionero in Vulture un ospedale oncologico con tecnica migliorativa rispetto  dove non si prevedeva l’ amputazione di tre costole, rispetto ad altri ospedali più vicini ad Augusta. In questi giorni le sue condizioni sono peggiorate, pesa ormai 40 chilogrammi, ha emorragie interne e nell’aspettare il peggio prepariamo tutto vestito, scarpe, piangendo davanti alle commesse di un negozio perché non è l’ acquisto per un vestito a festa ma di un ultimo viaggio”.

“Ci prepariamo e interpelliamo le onoranze funebri di Augusta per riportarlo a casa disposti ad affrontare tutto a nostre spese perché papà merita non ci ha fatto mai mancare nulla una vita di sacrifici per farci studiare e ci insegnava a essere rispettosi corretti e umili. Nel darci da fare – spiega Giusy Patania – riscontriamo un intoppo e scopriamo l’impossibilità di far seppellire mio padre nella sua città solo perché tre anni fa siamo stati costretti a portare la residenza in Calabria da mia sorella Sara non solo per essere accudito direttamente, ma perché per avere assistenza sanitaria necessaria serve essere residente e inoltre per essere più vicini a Rionero per le ripetute visite di controllo.

Questo cambio di residenza oggi ci vieta di far seppellire papà ad Augusta. Mi mobilito subito chiamando i vari uffici di competenza del comune di Augusta telefonicamente perché io risiedo a Francavilla in Sinni Basilicata e nel frattempo chiedo a mio fratello minore di recarsi al comune dove chiede di prendere un appuntamento con il sindaco che non lo ha mai ricevuto. Nemmeno al telefono nessuno mi da una soluzione insisto nell’avere il un numero di chi di competenza ma mi viene negato. Riesco a trovare il numero del sindaco ma non mi risponde mai squillando invano. Ho parlato con il centralino del comune per chiedere incontro al sindaco e lo stesso lo fa di persona mio fratello ma nuovamente nessuna risposta.

Dopo aver aspettato per più di 10 giorni richiamo e dico se non posso parlare con il sindaco almeno posso parlare con il responsabile di competenza dell’ufficio. Mi passano l’ ufficio dove parlo con una signora e gli espongo il mio problema nuovamente ma mi viene risposto che secondo il regolamento comunale non può essere seppellito nella sua città ma lo dovrei seppellire in Calabria oppure cremarlo se proprio lo vuole portate ad Augusta e tenerlo a casa di un familiare.

Sono rimasta pietrificata dietro tanta freddezza. Ho detto alla signora se ha un padre o dei figli fuori e se non può più portarli a casa cosa farebbe. Distrutta, amareggiata, spaventata, disperata di perdere mio padre e con l’aggiunta di non sapere dove seppellirlo perché un freddo regolamento comunale me lo vieta e che nessuno dell’amministrazione mi ha risposto o ricevuto almeno solo per ascoltare il mio problema e quello di un cittadino di Augusta. Nessuno di competenza ci ha ascoltato.

Nella disperazione ho mandato una lettera a in gruppo di augustani sui social network dove sono stata degnamente ascoltata da Nico CirilloGiancarlo Triberio persone che non conosco. E scopro che dopo vari tentativi anche per loro nessuna risposta. Nella mia disperazione chiedo consiglio al sindaco del mio paese Francavilla in Sinni che si mobilita subito per parlare con chi di competenza cercando di parlare con qualcuno di Augusta uffici e amministratori ma impossibile nessuna risposta tanto da essere scioccato in quanto sindaco e ora consigliere regione Basilicata che a preso a cuore questo assurdo intoppo burocratico”.  Giusi, Sara, Paolo e Ivan Patania lanciano un accorato appello a chi amministra Augusta e a tutti i suoi cittadini affinché possano far tornare il loro padre a casa sua dove è nato cresciuto e dove è giusto che riposi in pace. 

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