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Augusta | I rifiuti saranno pescati dal mare: accordo tra il Comune e il Co.Ge.Pa.

Augusta | I rifiuti saranno pescati dal mare: accordo tra il Comune e il Co.Ge.Pa.
Attualità
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La Giunta ha approvato la sottoscrizione dell’accordo di partenariato tra il Comune e il Co.Ge.Pa. di Augusta. Un progetto a costo zero per l’Ente locale ma di cui beneficerà tantissimo il mare che verrà liberato dai rifiuti.  

Un progetto per la salute del mare che prevede la rimozione dei rifiuti. Sarà realizzato attraverso l’accordo di partenariato sottoscritto dal Comune presidente del Co. Ge. Pa. Di Augusta Salvatore Strazzulla e prevede, appunto l’intervento di “Fishing for Litter” (pesca di rifiuti) da finanziare tramite la misura del Femp 2014 – 2020. (Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura) per la protezione ed il ripristino della biodiversità degli ecosistemi marini. Si tratta di un progetto che, per il nostro Ente, è a costo zero – sottolinea il sindaco Giuseppe Di Mare –  ma per la salute del nostro mare e dei nostri fondali è a valore mille. Consentirà di raccogliere i rifiuti marini trovati in mare dalla nostra marineria incentivata ora a trattenere a bordo e depositarli negli appositi spazi dedicati” .

La sottoscrizione dell’accordo è stata approvata dalla Giunta municipale nei giorni scorsi. Insieme alle gustose triglie, i delicati naselli, i pregiati gamberi ed alle deliziose aragoste –aggiunge il primo cittadino –  le reti portano in superficie una cospicua quantità di rifiuti:  plastiche varie, bottiglie di vetro, batterie di macchine, bidoni metallici, fusti di varie dimensioni (sia vuoti che pieni di roba non meglio definita), cavi e cordame, frammenti metallici, pezzi di reti da pesca, scarpe, vestiti e tessuti, resti di elettrodomestici (come i ventilatori o i computer), elettrodomestici interi (tipo lavatrice), piastrelle di ceramica e molto altro. Il progetto Fishing for Litter consiste proprio nella raccolta di tutti questi rifiuti e incentiva i pescatori a catturare, trattenere a bordo e sbarcare parte dei rifiuti marini. Sino a qualche tempo fa, una volta a bordo, il destino di questo pattume era quello di essere restituito al fondo del mare per essere catturato da altri pescatori e nuovamente essere rigettato, innescando un cortocircuito interrotto”.

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