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Augusta | Il barcone nelle parole del Santo Padre: suggestiva cerimonia smuove le coscienze

Augusta | Il barcone nelle parole del Santo Padre: suggestiva cerimonia smuove le coscienze
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Suggestiva cerimonia di accoglienza del relitto del barcone, naufragato il 18 aprile del 2015, domenica sera nella nuova Darsena, nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna Stella Maris. Cerimonia arricchita dalle parole che Papa Francesco ha espresso durante l’Angelus di domenica mattina, annunciando l’evento previsto per la stessa giornata ad Augusta. “Questo simbolo di tante tragedie nel mar Mediterraneo continui a interpellare la coscienza di tutti e favorisca la crescita di un’umanità più solidale che abbatta il muro dell’indifferenza” ha detto il Santo Padre riferendosi al relitto. L’ evento è stata trasmesso in diretta streaming da Webmarte.

Alla cerimonia di accoglienza del relitto del naufragio del 18 aprile 2015 in cui persero la vita quasi mille migranti non erano presenti tutte le autorità come previsto, ma a dare all’evento la meritata importanza è stato Papa Francesco. che nell’Angelus domenica mattina ne ha parlato. “Ad Augusta sarà accolto il barcone. Questo simbolo di tante tragedie nel mar Mediterraneo continui a interpellare la coscienza di tutti e favorisca la crescita di un’umanità più solidale che abbatta il muro dell’indifferenza. Pensiamoci perché il Mediterraneo è diventato il cimitero più grande d’Europa”. La cerimonia è stata presentata da Cettina Saraceno, giornalista e presidente del Comitato 18 Aprile, organizzatore insieme all’Amministrazione comunale, alla Stella Maris e con la fattiva collaborazione dell’Adsp di Sicilia orientale dell’evento. Il relitto, che ha fatto ritorno ad Augusta lo scorso aprile e che si trova posizionato all’interno della Nuova darsena è stato ufficialmente accolto domenica per l’alto valore simbolico e morale che esso ricopre. E’ stata fatta memoria delle vittime del naufragio e di tutti i migranti che hanno perso la vita in mare.

Sono state recitate due preghiere, una della comunità musulmana di Augusta e una della comunità cristiana, a cura rispettivamente di Abdul Ghani Habib e di padre Giuseppe Mazzotta, cappellano della Stella Maris. Le preghiere sono state precedute da una serie di interventi. E’ poi arrivata, accompagnata da padre Francesco Scatà, la Madonna Addolorata dal mare, dove è stata lanciata una corona di alloro in memoria di tutti i caduti del mare. E’ seguita la celebrazione eucaristica dei sacerdoti di Augusta con l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Francesco Lomanto e successivamente è stata svelata una grande croce posta accanto al Barcone, la Madonna è stata sbarcata posta accanto alla croce e al relitto.  Con Maria sotto la croce: l’annuncio della maternità della Chiesa verso tutti gli uomini. L’arcivescovo ha poi celebrato la santa messa con omelia e al termine della funzione religiosa il mandato: Con Maria camminiamo sulle orme tracciate dall’Enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” (padre Enzo Zagarella) e la fiaccolata al canto di “We shall overcome”. A conclusione l’intervento del capitano di vascello, Andrea Catino, comandante della Capitaneria di porto il quale ha espresso gratitudine all’arcivescovo per il contenuto del suo intervento.

“Dopo le parole pronunciate da Papa Francesco all’Angelus Augusta e questo barcone devono diventare la coscienza che interroga le nazioni, i governi, i politici e ognuno di noi”  ha detto padre Bruno Ciceri, responsabile mondiale della Stella Maris mentre l’arcivescovo ha sottolineato che la memoria di tragedie come quella che si è consumata nell’aprile di 6 anni fa devono essere portate al cuore. Il vice presidente del Comitato 18 Aprile, Enzo Parisi ha ricordato il naufragio, il prelievo del relitto dal fondo del mare, la rimozione delle salme nel pontile Nato della Marina militare ancora imprigionate al suo interno, la partenza per Venezia nel maggio del 2019 del barcone per essere esposto alla Biennale d’Arte di Venezia e il ritorno in questo porto di accoglienza. “Meno noto – ha detto Parisi – è che prima del relitto qui arrivarono le salme ai primi di agosto del 2015 la nave Gorgona della Marina militare completa lo sbarco ad Augusta dei 58 cadaveri fino ad allora raccolti nell’area del disastro. Un anno dopo quando arriva il relitto inizialmente il solo comitato 18 Aprile e poi anche l’amministrazione comunale chiedono che resti ad Augusta quale simbolo di tutti i drammi delle migrazioni contemporanee, ma anche per alimentare lo spirito di solidarietà, di accoglienza e fraternità dimostrato dai cittadini verso le persone migranti e specialmente verso i tanti minori non accompagnati ospitati dalle strutture comunali ma anche dalle generose famiglie affidatarie che qui si sono formate. Inizia un lungo confronto con ministeri, parlamentari, prefetti, amministrazioni. Lo si salva così dalla demolizione e dal trasferimento, ma non lo si libera ancora dalla posizione di attesa al pontile Nato. Il progetto dell’artista, Christoph Büchel, per esporlo a Venezia nel 2019 sblocca la situazione e renderà ancora più noto il barcone e la storia del tragico naufragio. E’ oggi con noi anche la signora Patrizia Livigni, sovrintendente del mare della nostra regione. Dobbiamo sapere che il suo compianto marito, lo stimato archeologo e assessore regionale ai beni culturali Sebastiano Tusa chiese per primo di riconoscere il valore artistico di quella iniziativa, fu anche il suo ultimo atto prima di perdere la vita nell’incidente aereo del 10 marzo del 2019 in Etiopia, la stessa terra che è stata citata oggi da papa Francesco insieme con la nostra iniziativa”.

La cerimonia ha visto anche la testimonianza di Kamal Ekalcuri operatore del circolo Arci di Palermo anch’egli nel 2018 promotore della campagna per rendere possibile la permanenza del barcone ad Augusta.Nel 2015 stavano per arrivare qui più di mille persone piene di sogni partite dall’altra parte del Mediterraneo volevano raggiungere questo Paese. Questa barca è stata recuperata grazie a color che l’hanno fatto ma io mi appello alle rappresentanze politiche e della Guardia costiera italiana: “avete bisogno di recuperare la coscienza italiana che è ancora affondata nel mare Mediterraneo perché fino ad oggi la tragedia continua e i politici italiani continuano a descrivere, a riconoscere la Libia come un Paese sicuro”. Ha preso la parola anche Yoro Ndao, migrante che vive a Siracusa: “tutte le idee vanno rispettate – ha detto il giovane – ma il fascismo no, nero non vuol dire colpevole, un solo albero non può diventare una foresta e strumenti per lottare contro il razzismo ci sono, manca la volontà politica”. Ibraima kaba ha dato lettura della canzone di Benson Sakey.  Il sindaco Giuseppe Di Mare ha evidenziato che il barcone deve mantenere viva la memoria di un evento luttuoso, una delle più grandi tragedie del Mediterraneo e diventare un punto di riferimento per ciò che rappresenta. “Il fatto che oggi sia qui – ha evidenziato il primo cittadino – testimonia che quando le forze si uniscono si raggiungono gli obiettivi”. Il presidente del Consiglio comunale Marco Stella ha ricordato che Augusta è da sempre città di accoglienza non solo di migranti negli ultimi anni, ma anche di militari e marittimi che vi si sono trasferiti. Il governatore della Misericordia Marco Arezzi ha ripercorso il periodo degli assidui sbarchi che vedeva in prima linea i volontari per assistere i migranti. Il presidente della Stella Maris Claudio Russo si è impegnato a promuovere ogni anno iniziative nell’ambito dei festeggiamenti della Madonna Stella del mare coinvolgendo il barcone fino a quando non sarà realizzato il Giardino della memoria che lo vedrà esposto alla gente. Hanno preso la parola anche Alessandra Lombardo, rappresentante dell’Adsp di Sicilia orientale, dicendo che: “il valore della cerimonia risiede nella parola e Giorgia Mirto, ricercatrice della Columbia University di New York sottolineando che ridare dignità alle vittime significa ricostruire una nuova storia, una nuova narrazione per ristabilire verità e giustizia.

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