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Augusta | Il cantastorie Peppino Castello incanta narrando Borsellino

Augusta | Il cantastorie Peppino Castello incanta narrando Borsellino
Spettacolo
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Nel cartellone “Augusta d’Estate” anche l’esibizione di Peppino Castello, cantastorie e operatore culturale di Monterosso Almo nel ragusano.

Una scommessa per la nostra città – come ha dichiarato l’assessore alla cultura e spettacolo Giuseppe Carrabino – in una realtà dove il cantastorie mancava da parecchi decenni. I lunghi applausi della gremitissima piazza Castello hanno sancito il successo di una iniziativa che si inseriva nel contesto della giornata della legalità nel ricordo di Paolo Borsellino.

Ad introdurre le “storie” di Peppino Castello, la moglie Cettina Giaquinta, vice sindaco e assessore alla cultura del Comune di Monterosso. Cinque le storie della tradizione siciliana che sono state proposte al pubblico di Augusta: U baruni ri li Canalazzi, A morti e u miliardariu, Birritti e Cappeddi, il contrasto, Cola Pisci ed infine Falconi e Borsellinu.  

Ho conosciuto Peppino Castello nella sua Monterosso in occasione delle festività natalizie di due anni addietro – ha aggiunto l’assessore Carrabino – e subito mi ha affascinato la sua genuinità nell’esporre fatti e racconti della tradizione della nostra terra. Nel proporre le sue storie, Peppino Castello riesce a creare una bella empatia con il pubblico, con un modulo comunicativo che se da un lato è ancorato al passato, dall’altro riesce ad adattarsi ai nostri tempi con temi di grande attualità. Forse per questo motivo Peppino Castello è stato recentemente oggetto di una tesi di laurea discussa dal musicista siciliano Mario Incudine che sarà anch’egli ad Augusta il prossimo 7 agosto per uno spettacolo patrocinato dalla Regione Siciliana nell’ambito degli eventi Augusta d’Estate.

Cinque le storie proposte sul palco di piazza Castello con l’ausilio dei tradizionali cartelloni dipinti con la raffigurazione di scene frutto di un lavoro preparatorio: la preparazione dei bozzetti successivamente dipinti anche con la collaborazione di amici pittori. Quando Peppino Castello si è reso conto che avrebbe dovuto esibirsi nella grande piazza Castello aveva manifestato qualche perplessità: “il cantastorie preferisce luoghi raccolti: vicoli, ronchi, piazze di paese. Eppure, i lunghi e prolungati applausi del numeroso pubblico intervenuto, hanno riaffermato l’importanza di una tradizione che affonda le sue origini nella notte dei tempi e che dimostra come il cantastorie può avere ancora un ruolo nella misura in cui riesce a suscitare emozioni attraverso il racconto e il canto senza alcuna mediazione.

La serata si è conclusa con il racconto dei due eroi siciliani uccisi per affermare la legalità: Falcone e Borsellino. Uno studio approfondito, laborioso, soprattutto per la ricostruzione temporale degli eventi che sono stati raccontati in maniera sintetica nell’arco di un quarto d’ora. Una bella serata nel segno della tradizione che potrà trovare nuove occasioni di espressione anche attraverso la rivisitazione di storie tipicamente locali che potranno essere proposte alla maniera dei cantastorie. Penso alla fondazione della città, al racconto dell’intervento miracoloso di S. Domenico, alle vicende di cronaca che videro protagonista Carlotta Reitano fino alle storie recenti che hanno segnato la vita della comunità. Ritengo che questa forma d’arte popolare debba essere proposta ai nostri ragazzi all’interno delle scuole per aiutarli a comprendere la vivacità di una tradizione di grande attualità”.

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