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Augusta| Il capogruppo del M5S ritiene strumentale ed esasperante l’utilizzo del regolamento

10 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Il capogruppo del M5S ritiene strumentale ed esasperante l’utilizzo del regolamento
Politica
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Roberto Casuccio, capogruppo della maggioranza pentastellata al Consiglio comunale, interviene all’indomani della seduta, che ha visto, quasi tutti, i consiglieri del M5S abbandonare l’aula dopo la sospensione di pochi minuti della seduta, addossando la responsabilità di quanto accaduto al consigliere Giuseppe Schermi, che dal giugno del 2015 al settembre del 2016 ha fatto parte della compagine amministrativa  grillina dalla quale è stato estromesso poi dal sindaco, Cettina Di Pietro.

Strumentale ed esasperante sarebbe, a dire della maggioranza, l’utilizzo del regolamento da parte dell’ex assessore al Bilancio, nonché ex vice sindaco dell’amministrazione Di Pietro, che oggi siede tra i banchi dell’opposizione. Il M5S  stigmatizza e non si presta a sostenere una seduta resa incandescente dal pretestuoso “fatto personale”.

Riportiamo di seguito la nota integrale a firma del capogruppo del M5S, Roberto Casuccio.  “Presidente  chiedo di intervenire per “fatto personale”, ripetuto come una litania dal consigliere Schermi durante l’intervento del sindaco relativo alla delicata questione dell’accoglienza ed integrazione degli immigrati.  Un articolo del regolamento che consente al consigliere di richiedere di intervenire “per fatto personale”, quando censurato nella propria condotta  o sentirsi attribuire fatti non veri od opinioni contrarie a quelle realmente espresse, viene richiamato costantemente e pretestuosamente dal  consigliere Schermi senza reale motivazione. Un atteggiamento indisponente, irriverente ed esasperante che ha costretto il presidente del Consiglio comunale Marturana , dopo ripetuti richiami , a disporre una nota di biasimo. Non era mai successo da quando si è insediato l’attuale civico consesso. Ciononostante, con inusuale insolenza, l’intemperante consigliere in questione continuava imperterrito nel mancare di rispetto all’Aula  e al presidente che ha dovuto sospendere temporaneamente la seduta. Uno spettacolo indegno – dichiara Casuccio – dettato unicamente dalla volontà ostruzionistica di non consentire al sindaco di rendere  la propria esposizione. Velate insinuazioni ed offese continue nei confronti del primo cittadino  che tentava di esporre al Consiglio talune precisazioni a fronte delle argomentazioni fuorvianti è infondate addotte dal consigliere a cui da tempo è dedito. Difatti, avvezzo alle fake news che creano allarmismo e preoccupazione, pochi giorni addietro il consigliere Schermi ha rilasciato dichiarazioni irresponsabili paventando lo sgombro forzoso per 90 famiglie residenti in  contrada Scardina. Disarmante la leggerezza con cui si crea allarme sociale e preoccupazione. Niente di più falso, ha dichiarato il Sindaco, nessun sgombero forzato per i residenti della contrada Scardina. Impossibile lavorare in un clima del genere dove un egocentrico soggetto non permette la democratica espressione del proprio pensiero sfociando in insulti e provocazioni abusando ad uso e consumo del “fatto personale”. Tutto questo accade con il bene placido di buona parte della minoranza interessata, prevalentemente, al perseguimento di una politica personalistica a dispetto dell’esercizio della necessaria critica finalizzata a ristabilire la dignità del civico consesso. Il gruppo consiliare del M5S, al termine della sospensione,  non è rientrato in aula in quanto ha ritenuto che non ci fossero più le condizioni per un sereno, costruttivo e democratico dialogo. Il gesto rappresenta un chiaro segnale di dissenso inteso a stigmatizzare l’esasperante e indegno comportamento del consigliere Schermi, nonché di tutto il gruppo di minoranza, presente in aula, che si è reso in maniera compiacente  complice astenendosi da qualsivoglia critica. I consiglieri di maggioranza sono stanchi di assistere a continue accuse denigratorie, poco rispettose, farcite di nefandezze e maleducazione. Infine, si rispediscono al mittente le accuse di aver abbandonato l’aula al fine di sottrarci al confronto, è un modus operandi che non ci appartiene. E’ paradossale che una  minoranza dalla memoria corta ci rivolga certe accuse. Che vada a fare la conta di quanti consigli hanno abbandonato col fine di far cadere il numero legale con l’intento di  paralizzare i lavori e ritardare la risoluzione di questioni di interesse collettivo. Che sia chiaro il distinguo, ben altre motivazioni, come sopra riportate, hanno indotto il M5S ad astenersi dal riprendere un confronto oramai deteriorato”.

Si sono però dissociati dal gruppo i consiglieri pentastellati Vittorio Meli e Silvana Danieli che sono tornati in Aula dopo la sospensione insieme con il presidente Sarah Marturana e l’opposizione. Ciò a detta del capogruppo del M5S significa semplicemente che non sempre le decisioni vengono assunte all’unanimità  all’interno del gruppo ma ci si adegua per essere compatti. Accade spesso che ci siano voci fuori dal coro ma che alla fine si adeguano comunque alle scelte della maggior parte dei consiglieri. Tranne in quest’ultimo caso in cui i dissidenti hanno ritenuto inopportuno allinearsi a una posizione non condivisa”.

L’ex assessore, Giuseppe Schermi, durante il proprio mandato apparentemente in sintonia con la giunta e il consiglio, ma dietro le quinte poco integrato nell’amalgamato gruppo, da quando è stato dimesso dalla compagine amministrativa ha fatto ferrea opposizione al locale M5S, soprattutto dal momento in  cui, in possesso degli strumenti necessari, è subentrato in Aula al posto dell’ex consigliere dissidente e dimissionario Nilo Settipani, alle dichiarazioni del capogruppo Casuccio risponde così: “il regolamento esiste per essere applicato. In Aula è il sindaco  – sostiene Schermi – a cercare a tutti i costi lo scontro e a travisare le parole dei consiglieri. La maggioranza continua a considerare le istituzioni sedi di un meet up”.

 

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