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Augusta| Il Comune condannato a pagare le spese legali all’ex sindaco Massimo Carrubba

30 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Il Comune condannato a pagare le spese legali all’ex sindaco Massimo Carrubba
Cronaca
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“L’avvio dell’azione giudiziaria è addebitabile al comune di Augusta”. Mirabile esempio di coordinamento ed efficienza amministrativa! Quando la “mano destra” non sa cosa fa la “sinistra”: ma a chi spettava sovrintendere?

Se non fosse per il convenuto “trascinato” in giudizio dal Comune di Augusta, la sentenza emessa qualche giorno fa dal Tribunale Civile di Siracusa passerebbe inosservata e certo non assumerebbe i connotati di “notizia”. Ma trattandosi dell’ex Sindaco Massimo Carrubba, la vicenda indubbiamente incuriosisce. E forse vale la pena raccontarla, magari per ricordarla ai posteri come mirabile esempio di coordinamento ed efficienza amministrativa dell’apparato burocratico del comune megarese.

Il fatto. A distanza di un anno dalle sue dimissioni, nel settembre del 2013 Massimo Carrubba chiese al Comune di Augusta la liquidazione di alcune spettanze arretrate relative ad indennità di fine mandato per gli anni 2009/2010/2011 e 2012, nonché il rimborso per spese sostenute in alcune missioni istituzionali. Non avendo avuto alcun riscontro, né da parte degli uffici, né tantomeno dai Commissari Straordinari all’epoca in carica, assistito dall’avv. Nunzio Perrotta, l’ex Sindaco decise di adire le vie legali e presentare quindi ricorso per decreto ingiuntivo che venne concesso dal Giudice nell’Aprile del 2014 e, conseguentemente, notificato all’ente megarese nel Maggio dello stesso anno. Il responsabile del II° settore Affari Legali, Avv. Lucia Cipriano, pensò bene di ritenere  “… necessario opporsi al suddetto decreto ingiuntivo in quanto le somme richieste sono erroneamente quantificate”. In virtù di tale convinzione, poi rivelatasi errata,  l’ex dirigente del settore legale avanzò richiesta alla Commissione Straordinaria di proporre opposizione, citando quindi a giudizio l’ex Sindaco e chiedendo, tra l’altro, che quest’ultimo venisse condannato al pagamento delle spese legali a favore del Comune. Con delibera n.66 del 21.5 2014 la Commissione Straordinaria con le funzioni di Giunta Municipale puntualmente accolse la proposta dell’Avv. Cipriano, a cui venne anche conferito l’incarico per la causa instauratasi. Mentre però la solerte funzionaria comunale si affannava a coltivare  il contenzioso, nel settembre del 2014 (contestualmente a tutti gli ex amministratori del Comune) il I° settore  – personale  – liquidava all’ex Sindaco la somma richiesta e concessa nel Decreto Ingiuntivo, incautamente opposto dal Comune. Per quanto il legale di Carrubba, in  corso di causa, avesse fatto presente che la materia del contendere era nel frattempo cessata in quanto lo stesso Comune aveva già provveduto a pagare esattamente le somme richieste dal Carrubba,  l’avv. Lucia Cipriano, insistendo nella sua linea difensiva, chiedeva ostinatamente la condanna alle spese dell’ex Sindaco. Dopo 2 anni e mezzo di contenzioso, nei giorni scorsi, l’epilogo della vicenda.

La condanna del Comune. Con la sentenza n. 2255/2016 del Tribunale di Siracusa  – seconda sez. civile  – in composizione monocratica,  il Giudice Raffaella Finocchiaro,ha ritenuto  che…. l’avvio della presente azione giudiziaria sia addebitabile al Comune di Augusta” e, pertanto, oltre a dichiarare cessata la materia del contendere e revocare il decreto ingiuntivo, ha condannato l’ente megarese al pagamento delle spese legali in favore di Massimo Carrubba, liquidate complessivamente in euro 1.618,00 per compensi, oltre spese generali al 15% più IVA e CPA come per legge.

La mano destra non sa cosa fa la sinistra. Per quanto l’importo della condanna (ed il danno economico a carico del Comune) sia tutto sommato modesto, alcune riflessioni sulla gestione della vicenda però vanno pur fatte. E’ chiaro che, anche in questo caso, come in altri, è mancato un coordinamento tra i responsabili dei settori del Comune, per la serie la mano “destra” non sa cosa fa la “sinistra”. Sarebbe forse bastato che l’avv. Cipriano, anziché “partire lancia in resta”, si fosse premurata di chiedere ai colleghi e si sarebbe potuto evitare l’inutile contenzioso conclusosi con aggravio di costi a carico dell’ente. Inoltre è indubbio che chi doveva, per legge, sovrintendere al buon andamento dell’azione amministrativa non ha ancora una volta sovrinteso, rendendosi così partecipe del  danno causato. Per quanto poi sia previsto da Legge, certo appare quanto meno singolare che quando le spese legali liquidate in sentenze sono favorevoli al Comune o comunque compensate tra le parti, esse vanno  in parte nelle “tasche” del responsabile del settore Affari Legali, mentre quando invece l’Ente soccombe debba essere sempre il cittadino a pagare. Non è certo un caso che, in virtù di un regolamento approvato nel 2007 e di recente aggiornato dalla Commissione Straordinaria, proprio in questi giorni (determina dirigenziale n. 1285 dell’11.11.2016 ) all’Avv. Lucia Cipriano siano stati liquidati 35.000 euro (che vanno sommati allo stipendio e all’indennità di posizione quale responsabile di settore) per compensi di natura professionale relativi al periodo Gennaio – Agosto 2016. Ma, con i probabili controlli della Procura della Corte dei Conti, non è affatto detto che i funzionari (siano essi dipendenti comunali o commissari straordinari)  possano sempre restare indenni, soprattutto nei casi in cui, forse, è palese se non la responsabilità quanto meno la negligenza.   (R.T.)

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