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Augusta| Il Coordinamento “Smuoviamo le acque” scrive alla commissaria Contrafatto

26 Ottobre 2016 | by Sebastiano Salemi
Augusta| Il Coordinamento “Smuoviamo le acque” scrive alla commissaria Contrafatto
Attualità
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Criticate alcune sue scelte rese noto nei 3 incontri che recentemente si sono svolti ad Augusta . Secondo il coordinamento “È indispensabile non solo procedere verso il convogliamento dei reflui di Augusta verso l’impianto IAS ma è anche essenziale tutelare il patrimonio che esso, con strutture e maestranze altamente specializzate, costituisce per il territorio siracusano”.

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Di seguito riportiamo integralmente il testo del documento inoltrato alla commissaria dello Stato:

Vania Contrafatto

Vania Contrafatto

Il Coordinamento SMUOVIAMO LE ACQUE si è costituito la scorsa primavera al termine di una partecipata assemblea pubblica tenutasi per discutere sulle opere di collettamento, fognatura e depurazione ad Augusta. La mobilitazione si è resa necessaria stante l’assenza di informazioni, l’impossibilità di ottenere interlocuzioni autorevoli, la mancanza di certezza sugli investimenti, sui tempi e sulle risorse finanziarie.  Tali carenze, che rendono in gran parte illeggibile la vicenda della mancata depurazione e del collettamento delle acque reflue del nostro comune, alimentano altresì la già forte preoccupazione dell’intera comunità, anche a causa dei tanti anni trascorsi tra spreco di denaro pubblico, inefficienze politiche e disinteresse per il territorio.

Il Coordinamento constata con rammarico che è trascorso oltre un anno da quando il Governo, con il DPCM del 5 giugno 2015, ha nominato la sig.ra Contrafatto commissario straordinario per le opere di collettamento, fognatura e depurazione relative al comune di Augusta, senza che si sia verificato un sia pur modesto miglioramento del deprecabile stato di cose e senza che si conoscano appieno le azioni avviate dalla Commissaria né su quali progetti o linee guida si stia muovendo.

Le preoccupazioni della comunità e questi fatti sono stati rappresentati dal Coordinamento “Smuoviamo le Acque” al sig. Prefetto di Siracusa, che ringraziamo per averci prestato ascolto e ancor più gli siamo grati se, come ci piace pensare, scaturisce dal suo interessamento la recente visita dei giorni 14 e 15 ottobre della sig.ra Commissaria ad Augusta per incontrare la sig.ra Sindaca, Cettina di Pietro, ed altri circoli politici e civili allo scopo di confrontarsi sull’argomento depurazione.

Con franchezza dobbiamo però rilevare che tale confronto, lungi dal fare chiarezza sulla questione ha, invece, fatto sorgere nuovi dubbi e perplessità.

La Commissaria ha affermato con decisione:

  • È trascorso oltre un anno da quando, in effetti, è iniziata la sua opera poiché la legge (poi opportunamente modificata ad agosto 2016) non consentiva di operare senza che tutti i fondi necessari per l’intera partita della depurazione in Sicilia fossero nella sua piena disponibilità
  • Che nessuno dei 12 progetti (in cui è frazionata l’opera) a suo tempo redatti dalla SAI 8 – precedente gestore del servizio idrico – è stato ritenuto idoneo, dalla struttura tecnica Sogesid di cui si avvale il Commissario, a superare l’infrazione comunitaria per la quale è stata comminata la condanna della Corte di Giustizia UE
  • Che pertanto i 12 progetti sono stati respinti e non acquistati dall’ex gestore SAI 8
  • Che un nuovo progetto generale, forse suddiviso per macro-aree in due parti, sarà redatto a costo zero dalla sua struttura tecnica di supporto
  • Che il collettore a suo tempo parzialmente realizzato non ha però superato il collaudo
  • Che dovranno essere realizzati uno o forse più depuratori autonomi per la città e le sue frazioni (Brucoli, Agnone)
  • Che non è possibile convogliare i reflui urbani presso il depuratore consortile IAS di Priolo poiché questo impianto, a) pur avendo una partecipazione pubblica, è di privati proprietari, b) avrebbe bisogno di manutenzioni e, inoltre, c) il commissario deve obbligatoriamente eseguire, senza potervi derogare, gli interventi codificati nel decreto di commissariamento; in caso contrario commetterebbe reati penali quali, per esempio, distrazione di fondo pubblico a fini privati
  • Che nei prossimi mesi verranno fatte le gare per le indagini sullo stato dei luoghi, indagini propedeutiche alla elaborazione dei nuovi progetti
  • Che nella metà del 2019 le opere verranno completate.

Dalla stampa apprendiamo che nei successivi incontri con i circoli politici e civili, la commissaria ha dichiarato che occorre incrementare la dimensione degli impianti adeguandola al maggior numero di abitanti, ricalcolato sulla base delle abitazioni esistenti, e che pertanto occorrono ulteriori 17 milioni di euro.

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Ci sorprende non poco che nessuno dei 12 progetti ex SAI 8 sarebbe singolarmente idoneo ma ne prendiamo atto e chiediamo alla Commissaria di rendere note le ragioni di questo grave fatto, che è prevedibile sarà causa di ulteriori ritardi. Uguale richiesta avanziamo per quanto riguarda il collettore ed il mancato superamento del collaudo. Essendo la materia interamente di carattere ambientale, con l’occasione sollecitiamo che tutti i dati e la documentazione in possesso del Commissario siano pubblicati tempestivamente sul sito web dello stesso così come previsto dal D.L. no. 185/2005 e dal D.L. no. 33/2013.

Dobbiamo invece smentire quanto asserito circa la proprietà del depuratore di reflui industriali e civili IAS S.p.A. di Priolo. L’Industria Acqua Siracusana (IAS) S.p.A. è una società mista a maggioranza pubblica. Il socio di maggioranza è l’IRSAP, Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive, che esprime la maggioranza dei consiglieri del CdA ed il suo presidente.

A proposito dei non meglio precisati problemi tecnici che richiederebbero la manutenzione (attività questa che dovrebbe essere routinaria negli impianti industriali…), non ci pare che finora essi siano tali da aver determinato blocchi dell’attività. Ce ne saremmo accorti poiché il fermo di questo impianto avrebbe inevitabilmente causato anche quello di buona parte del petrolchimico siracusano. Rimane comunque prioritario che chi gestisce l’impianto lo faccia sempre nel rispetto delle norme ambientali e che chi ha la responsabilità dei controlli assicuri il mantenimento dei massimi standard di efficienza e sicurezza.

Perché tutti ne prendano atto, non se ne perda la memoria e le scelte del Commissario siano coerentemente frutto di piena informazione e consapevolezza dei fatti, il Coordinamento riassume qui brevemente i termini della questione:

Il depuratore IAS è nato con un progetto speciale della Cassa per il Mezzogiorno nei primi anni ’80 come necessaria risposta alla gravissima situazione di inquinamento marino provocato dagli sversamenti delle aziende industriali. Esso ha il compito di trattare sia i reflui delle industrie petrolchimiche sia quelli civili di Priolo, Melilli e parte di Siracusa. Senza questo impianto la zona industriale non potrebbe oggi funzionare.

Nella seconda metà degli anni ’90, per oscuri motivi “tecnico – economici” la Regione Siciliana, anche su improvvida sollecitazione degli amministratori comunali dell’epoca, prese la decisione di procedere alla realizzazione a Punta Cugno (a meno di cinquecento metri dall’esistente linea di collettamento dei reflui industriali al depuratore consortile IAS) di un depuratore biologico per le sole acque reflue di Augusta.

I motivi “tecnico – economici” secondo la Regione erano i seguenti:

  1. Il depuratore consortile IAS di Priolo non sarebbe stato, per “ragioni tecniche”, in grado di trattare i reflui civili di Augusta;
  2. L’esistente tratto nord della tubazione di collettamento reflui industriali al depuratore consortile (con origine da località Marcellino) non sarebbe risultato adeguato per farvi confluire anche i liquami di Augusta. Si sosteneva quindi che sarebbe stato necessario costruire una nuova linea di adduzione lunga 16 chilometri (con stazioni di sollevamento) attraversando 3 fiumi, l’area archeologica di Megara Iblea, linea ferrata, terreni privati, ecc. ecc. Ipotesi, quest’ultima, da scartare per motivi economici.

In verità i motivi addotti dalla Regione erano e  sono ancora oggi privi di fondamento. Infatti:

  1. A) Il depuratore consortile, oltre a trattare i reflui provenienti dalle aziende petrolifere, provvede anche a depurare i reflui civili provenienti dai Comuni di Priolo, Melilli e Siracusa nord. A fronte della capacità depurativa di 4.200 mc/h, la media del quantitativo orario di acque trattate era allora di circa 2.400 mc/h ed oggi è certamente minore stante la chiusura di diverse grandi utenze industriali. È quindi innegabile che il depuratore è ben in condizione di trattare anche i reflui civili di Augusta che ammontano a circa 400 / 500 mc/h.
  2. B) Nel Piano di Risanamento Ambientale dell’area Augusta-Priolo-Melilli, approvato con D.P.R. 17.1.95 e tuttora valido, sono previsti – con priorità I e II – diversi interventi (tra i più importanti quelli con codice C2-1/C e A2-5/A) tesi a diversificare la capacità depurativa dell’impianto separando i reflui civili da quelli industriali allo scopo di rendere riutilizzabili, per fini industriali, i reflui civili di Siracusa, Augusta, Priolo e Melilli. In sintesi, delle 4 linee di depurazione due verranno utilizzate per i reflui industriali e 2 per i civili. Ad interventi effettuati si recupereranno circa 12 – 18 milioni di mc/anno di acqua per uso industriale, un notevole recupero che consentirà di ridurre drasticamente i prelievi dai pozzi con un conseguente effetto positivo sullo stato della falda. Nei progetti rientrano anche quelli relativi alla separazione delle linee di adduzione reflui civili al consortile.
  3. C) Il collettore industriale nord è adeguato ed in grado di trasferire i reflui di Augusta al consortile. La condotta, in parte interrata, passa su una fascia di terreno dalla larghezza di 5 metri di proprietà dell’IRSAP (ex ASI), avendo questo consorzio a suo tempo provveduto all’esproprio. Su questa fascia è tecnicamente possibile posizionare una o più condotte di adeguata sezione per l’eventuale collettamento differenziato dei reflui di Augusta. Si possono quindi immettere, già ora e senza alcun problema, i reflui di Augusta. Giova ancora una volta ricordare che l’IRSAP è il socio di maggioranza dell’Industria Acqua Siracusana S.p.A. (IAS) e ne esprime il presidente del CdA.
  4. D) Per quanto riguarda le stazioni di sollevamento, in località varco Cantera, laddove ha origine il collettore, esiste già una stazione di sollevamento del consortile IAS, dotata di vasche di rilancio, attualmente non utilizzata – benché perfettamente funzionante – in quanto i reflui industriali sono immessi a pressione direttamente dalle raffinerie. Il collettore dista meno di 500 metri da dove si vorrebbe realizzare il nuovo (?) depuratore per le sole acque di Augusta, nello stesso luogo dove si trovano i ruderi dell’opera iniziata qualche decina di anni fa, mai completata ed oggi in completa rovina.

 Il citato Piano di Risanamento Ambientale continua a prevedere quanto segue:

Codice:    F1-1/C

Titolo:      Rete Fognaria Comune di Augusta

Titolare:   Comune di Augusta

 Situazione di Riferimento:   Attualmente la rete di raccolta dei reflui civili del Comune di Augusta è limitata ed i reflui finiscono in mare senza depurazione.  La situazione attuale è quindi di totale carenza di una struttura depurativa in grado di ridurre il carico inquinante apportato al litorale.

 Nell’area di Augusta è anche presente lo stabilimento Unicem-Cementeria di Augusta che però ha uno scarico saltuario e ridotto in mare (2 m3/h). Non si ritiene necessario raccogliere le acque provenienti dagli altri stabilimenti industriali principali dell’area Enel ed Enichem, perché già dotati di una loro struttura depurativa adeguata.

Obiettivo:   Allacciamento Reti Fognarie; Adeguamento dei Sistemi di Depurazione dei Reflui Civili.

Descrizione:   Devono essere effettuati due interventi:

allacciamento dei reflui civili alla rete fognaria e completamento della rete stessa;

depurazione dei reflui.

 Per quanto riguarda l’intervento di allacciamento, si prevede di attuare il completamento delle reti fognarie interne, la realizzazione di una stazione di sollevamento interna all’abitato, di una stazione di sollevamento generale alla periferia di Augusta e di un primo tratto di adduttrice. Tale insieme di opere ha un costo stimato di circa 5000 Milioni di Lire.

Per quanto riguarda la depurazione dei reflui, dovrà essere adottata, entro la prima revisione del Piano, una decisione circa le due possibili opzioni:

a )realizzazione di un impianto di depurazione nel Comune di Augusta (Punta Cugno);

  1. b) allacciamento della rete fognaria del Comune di Augusta all’impianto las di Priolo.

L’opzione a), attualmente prevista dal Comune di Augusta e comprensiva del completamento dell’adduttrice a Punta Cugno, prevede la realizzazione di un impianto di depurazione con ciclo biologico e terziario con potenzialità massima corrispondente a circa 120000 abitanti equivalenti ed  una condotta di scarico delle acque trattate con riciclo nell’adiacente zona industriale. Tale opzione ha un costo stimato di 18000 Milioni di Lire.

L’opzione b) prevede in alternativa la realizzazione di un prolungamento della condotta di adduzione alle infrastrutture consortili di allacciamento al depuratore IAS, senza ulteriore depurazione intermedia. Tale soluzione ha un costo stimato pari a circa 5000 Milioni di Lire.

Costo:     10000 Milioni di Lire

Priorità:    I

Tempistica di Realizzazione:   2 anni

Nota: Per l’intervento risulta disponibile per il Comune di Augusta un finanziamento sul PARF regionale pari a 10000 Milioni di Lire. II costo dell’intervento include il primo stralcio relativo agli allacciamenti, agli impianti di rilancio ed al primo tratto dell’adduttrice per complessivi 5000 Milioni di Lire. La restante quota di 5000 Milioni di Lire coprirà parzialmente la realizzazione delle opere di depurazione, che hanno un costo complessivo pari a 18000 Milioni di Lire; per il completamento dell’intervento dovranno essere quindi reperiti ulteriori fondi a valere sul PARF dalla Regione Siciliana. Nel caso in cui si scelga l’opzione della sola condotta, l’intervento risulta coperto dal finanziamento già disponibile.

È quindi indispensabile non solo procedere verso il convogliamento dei reflui di Augusta verso l’impianto IAS ma è anche essenziale tutelare il patrimonio che esso, con strutture e maestranze altamente specializzate, costituisce per il territorio siracusano. Queste maestranze oggi rischiano di perdersi, e con loro il sapere tecnico costruito in oltre 30 anni, perché la riduzione dei conferimenti industriali – dovuti alla contrazione del polo – mettono in crisi l’impianto di depurazione. Il conferimento dei reflui civili avrebbe il merito di riequilibrare la situazione e consentire il proseguimento dell’attività. All’Assessore Regionale alle Attività Produttive, sig.ra Mariella Lo Bello, chiediamo di intervenire e di contribuire a far sì che la depurazione delle acque di Augusta divenga anche garanzia per i lavoratori IAS.

Dovrebbe ormai essere evidente a tutti che la soluzione più veloce, economicamente conveniente ed efficace, garante di assetti produttivi e di occupazione degli addetti, era e rimane quella, una volta completate le opere di collettamento dei reflui della città, di collegarsi direttamente al collettore per il consortile. Qualora nel prossimo futuro si volesse differenziare l’adduzione dei reflui civili da quelli industriali, nulla lo impedirà essendo possibile posizionare una seconda condotta a ciò dedicata.

Il Coordinamento “Smuoviamo le Acque” fa propria questa proposta, già da lungo tempo formulata e caldeggiata dalle associazioni ambientaliste e da altri, e la presenta formalmente alla Commissaria Vania Contrafatto chiedendole di verificarne in via prioritaria la fattibilità e la sostenibilità con il Comune di Augusta, con l’IRSAP e lo IAS.

Inoltre, in ragione di quanto esposto il Coordinamento chiede che il Commissario si assuma anche il doveroso compito di informare con costanza e far conoscere ai cittadini di Augusta e della zona industriale lo stato delle cose nonché ciò che è nelle intenzioni e nei progetti del Commissario. A tal fine il Coordinamento ritiene indispensabile e fondamentale stabilire una giusta interlocuzione e leale collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e la Struttura commissariale al fine di garantire continuità dell’informazione circa lo stato di avanzamento dei progetti. Occorre che si definisca un canale di comunicazione trasparente e bivalente attraverso cui si possa sostanziare un democratico confronto, non solo tecnico, e verificare lo stato della vicenda. 

Nell’augurarsi, per il bene dell’ambiente e della collettività, un pronto riscontro alle presenti sollecitazioni e proposte, si porgono distinti saluti.

Coordinamento Smuoviamo le Acque

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