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Augusta| Il Gup archivia la posizione di Ciccarello querelato da un consigliere.

Augusta| Il Gup archivia la posizione di Ciccarello querelato da un consigliere.
Cronaca
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Il Giudice dell’udienza preliminare archivia la posizione del giornalista Massimo Ciccarello che era stato querelato da un consigliere comunale per un articolo ritenuto diffamatorio: soddisfazione dell’Unione Cronisti.

Il Gup del Tribunale di Siracusa ha archiviato la posizione del giornalista Massimo Ciccarello, che era stato querelato da un consigliere comunale di Augusta, (che nel luglio del 2018 si è dimesso per motivi professionali)  per un articolo ritenuto dallo stesso diffamatorio. Ciccarello aveva scritto un commento sul giornale on line LaNota7.itad un messaggio postato il 18 ottobre 2017 su Facebook dall’ex consigliere del M5S Teo Paratore, in cui scriveva: “Fatta saltare in aria a Malta Dafne Galizia, la giornalista dei Panama Papers… E poi abbiamo eroi cittadini”.

Il consigliere si oppose, sostenendo che il cronista aveva “creato inopinatamente una notizia del tutto falsa”, avendo riportato nella titolazione “parole che non erano mai state scritte”. Il pubblico ministero, nella richiesta di archiviazione ha scritto che il giornalista “ha esposto la sua opinione personale circa alcuni fatti che si sono effettivamente verificati”. Il Gup, nella sentenza di non luogo a procedere ha rimarcato “la giurisprudenza di legittimità, nell’ottica di un condivisibile allargamento delle maglie della tutela penale della reputazione in funzione di un più vasto e meno timido controllo democratico sul comportamento dei pubblici poteri”.

“Ritengo sia arrivato il momento che si scoraggi con determinazione qualsiasi tentazione di utilizzare in senso liberticida le leggi nate per ben altri scopi”, ha dichiarato Massimo Ciccarello. “Esprimiamo soddisfazione per l’esito della vicenda. Ancora una volta un giudice ha sancito il valore assoluto della libertà di stampa – ha sottolineato il fiduciario della Sezione Unci di Siracusa, Francesco Nania – il frequente ricorso alle cosiddette querele temerarie rappresenta un’insidia per i principi ispiratori dell’articolo 21 della Costituzione”.

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