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Augusta | Il Megara contro la violenza sulle donne: un’emergenza educativa

6 Dicembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Il Megara contro la violenza sulle donne: un’emergenza educativa
Attualità
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Educare contro la violenza: anche il Megara, seppur con alcuni giorni di ritardo rispetto alla ricorrenza a causa di problemi logistici, ha celebrato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Alunni, impegnati a recitare, cantare e suonare alcuni classici sul tema in oggetto.

Una mattina densa di emozioni quella vissuta dal Liceo “Megara” nel teatro comunale “Giuseppe Amato” per la la manifestazione annuale in memoria della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, alla presenza degli alunni delle classi quarte e con collegamento in diretta streaming con il resto dell’Istituto. La scuola, come ogni anno, si è aperta al territorio accogliendo la proposta del club Fidapa  e dell’associazione Nesea. Fondamentale partecipazione all’evento dei rappresentanti delle forze dell’ordine, impegnate quotidianamente in prima persona nell’azione di prevenzione e contrasto ad ogni forma di violenza e reato, con particolare riguardo alla violenza di genere: tra i presenti, si ringraziano per la gentile partecipazione il maresciallo dei Carabinieri Augusto Zaccariello e l’ispettrice di Polizia Enza Crucitti, testimoni preziosi per l’esperienza maturata sul campo.

Tra gli ospiti grazie ai quali si è reso possibile l’evento: la psicologa Veronica Russello a nome dell’associazione Nesea,, l’attore Davide Sbrogiò, l’assessore comunale alle Politiche della famiglia Ombretta Tringali, la presidente della Fidapa Anna Maria Imprescia, il presidente del Kiwanis Paolo Russotto, il presidente del Lions club Giovanni Garofalo, i rappresentanti della consulta delle famiglie. La manifestazione, animata dalla presentazione della docente Maria Adelaide Scacco, referente d’Istituto per la legalità, alla presenza del dirigente scolastico Renato Santoro, ha visto il coinvolgente alternarsi degli alunni, impegnati a recitare, cantare e suonare alcuni classici sul tema in oggetto, con le importanti testimonianze delle parti in causa, in un susseguirsi di sentimenti: commozione, tristezza, infine indignazione per gli orribili crimini rievocati.

L’incontro ha avuto inizio con le parole della rappresentante dell’associazione Nesea Simona Patania che ha ricordato chi non c’è più, con l’occupazione simbolica del posto lasciato vuoto nella società da ogni vittima di femminicidio.  La presidente della Fidapa, Annamaria Imprescia ha rievocato le drammatiche circostanze storiche del lontano 25 novembre 1960, con la feroce uccisione delle sorelle Mirabal, attiviste politiche nella Repubblica Dominicana, che diedero inizio alla sensibilizzazione internazionale contro la violenza sulle donne e alla successiva istituzione della Giornata Internazionale a cura dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’arancione è divenuto il colore manifesto dell’Orange the World Campaign- Unesco e a tal proposito Veronica Russello ha ricordato come quest’anno, d’accordo con l’amministrazione comunale, tra le altre iniziative, si sia provveduto ad illuminare con questo colore, simbolo di speranza, la Porta spagnola, emblema di Augusta.

Dopo un primo stacco musicale con “Vietato Morire” di Ermal Meta per la voce dell’alunna Aurora Gennuso, l’attore Davide Sbrogiò ha rievocato il disprezzo connesso al rifiuto di una relazione priva di amore (con il monologo di Giasone dalla Medea di Euripide), rifiuto che si trasforma in delitto nella novella La tentazione di Giovanni Verga (interpretata insieme all’alunna Maria Vittoria Cifariello della II A del liceo classico). E quindi nella scioccante testimonianza de Lo stupro, violenza realmente subita dall’attrice Franca Rame per sfregio alla sua persona da parte di gruppi politici neofascisti, concludendo il suo intervento con Il canto delle donne di Alda Merini. Le sue toccanti interpretazioni hanno coinvolto ed emozionato i nostri studenti, uno spettacolo che ha lasciato senza parole, facendo  riflettere tutto il teatro, proprio quel teatro in cui Davide Sbrogiò ha cominciato la sua carriera di attore da giovane studente.

A seguire la psicologa Annamaria Russello e l’ispettore Crucitti hanno affrontato dettagliatamente le problematiche psicologico- comportamentali connesse al fenomeno della violenza fisica ed emotiva nelle relazioni di coppia, le manipolazioni psicologiche confluenti nella sindrome da maltrattamento, l’annientamento dell’autostima femminile, nonché la difficoltà a denunciare per sensi di colpa e dipendenza economica. Ma proprio l’opera di supporto offerta da forze dell’ordine e centri antiviolenza, grazie anche all’istituzione di protocolli d’intervento standardizzati, garantisce oggi la piena protezione alla donna che decide di denunciare l’ aggressore, favorendo così l’estensione di una rete di sostegno onnicomprensiva posta a tutela della vittima. Il ricordo delle donne che hanno perso la vita per femminicidio emerge potente dalla lettura della testimonianza posta a verbale dalla madre di una vittima (letto dagli alunni Lorenzo Seguenzia della IV BL e Isabella Ferlito VBS ); in Lettera di Eligia, con cui l’attore Sbrogiò ha ricordato l’infermiera Eligia Ardita, assassinata dal marito il 19 gennaio 2015 all’ottavo mese di gravidanza; infine Arianna Pedone, Federica Ciacchella e Sofia Romano hanno ricordato le tragiche testimonianze tratte da Ferite a morte di Serena Dandini.

A seguire, altri brani musicali e letterari sull’argomento della giornata: le alunne Aurora Gennuso e Alice Accaputo hanno cantato Quello che le donne non dicono, Carlo Lodin ha interpretato il testo shakespeariano In piedi Signori davanti a una donna, Giada La Gioia e Federico Patania si sono esibiti in Io non ho paura di Emma Marrone. Tutta la manifestazione e le varie esibizioni si sono svolte con il supporto e la regia tecnica della LP nella persona di Luigi Pitari e con la collaborazione della IVBS. Hanno la manifestazione il dirigente scolastico Renato Santoro e la vicaria Gabriella Rista, che ha cita la psicologa Maria Rita Parsi a proposito dell’importanza dell’autostima personale,  del rispetto di sé contro qualsiasi forma di prevaricazione e, ricordando il triste record di femminicidi, riportato nel corrente anno, auspica l’avvento di una rivoluzione culturale, a cominciare dall’educazione proposta dalle stesse donne ai propri figli: soltanto un’approfondita attitudine alla cura dei sentimenti – e, in definitiva, all’amore- potrà un giorno sovvertire la piaga attuale con la dedizione delle future.

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