breaking news

Augusta | Il Milite Ignoto cittadino onorario del Comune megarese

14 Ottobre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Il Milite Ignoto cittadino onorario del Comune megarese
Attualità
'
0

Il Consiglio comunale, nella seduta di ieri, ha approvato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. “Questa iniziativa, così come rammentato nell’atto deliberativo, si prefigge di realizzare, in ogni luogo d’Italia, il riconoscimento della “paternità” del Soldato che per cent’anni è stato volutamente ignoto e che diventerà così Cittadino d’Italia, rientrando nella simbologia che appartiene alla nostra identità nazionale” ha sottolineato nel suo intervento in Aula, l’assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino.

E’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, nella seduta di ieri, il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del centenario della traslazione del soldato Ignoto nel sacello dell’Altare della Patria, ricorrenza alla quale, sulla scia del ricordo di tutti gli italiani che hanno perso la vita in guerra, saranno dedicate una serie di attività che culmineranno il prossimo 4 novembre. Si deve al Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e al Consiglio nazionale permanente delle associazioni d’Arma, l’avvio del progetto “Milite Ignoto, Cittadino d’Italia” per il conferimento della cittadinanza onoraria da parte di tutti i Comuni italiani.

Nel suo intervento in consiglio comunale, l’assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino, illustrando la proposta, ha avuto modo di rammentare l’importanza del conferimento della cittadinanza onoraria, al pari dei quasi 2.800 Comuni italiani che hanno già da tempo deliberato. “Questa iniziativa – ha detto – così come rammentato nell’atto deliberativo, si prefigge di realizzare, in ogni luogo d’Italia, il riconoscimento della “paternità” del Soldato che per cent’anni è stato volutamente ignoto e che diventerà così Cittadino d’Italia, rientrando nella simbologia che appartiene alla nostra identità nazionale. Esprimo gratitudine presidente del Consiglio comunale Marco Stella per aver ritenuto di inserire la deliberazione come primo punto all’ordine del giorno e permettere, pertanto, anche alla nostra città di Augusta di conferire tale riconoscimento. Un atto doveroso nei confronti non solo del soldato ignoto ma anche della memoria dei 176 caduti augustani nel primo conflitto mondiale”.

Come ricorda l’assessore alla fine della guerra si contarono sessantamila militi ‘ignoti’ che riposano nel sacrario militare di Redipuglia. Risale al periodo immediatamente successivo alla fine della guerra l’iniziativa di tutte le nazioni di onorare simbolicamente la memoria dei propri caduti ignoti attraverso un monumento eretto a ricordo del sacrificio di tali uomini “scomparsi” e che pur fecero la Storia dell’Europa del XX secolo. Fu il colonnello Dohuet a suggerire la sepoltura di un milite senza nome al Pantheon. Nell’ottobre del 1921 vennero scelte delle salme di soldati senza nome, provenienti da cimiteri di guerra o dai luoghi di battaglia. Le bare, tutte identiche e perciò non distinguibili, rivestite della bandiera tricolore, furono trasferite prima a Udine e poi nella Basilica di Aquileia. Il compito di scegliere la bara fu affidato a Maria Bergamas di Gradisca d’Isonzo, madre di Antonio morto in combattimento senza che il suo corpo venisse ritrovato. Questo rito compiuto da Maria, madre di un milite ignoto, l’ha trasformata nella madre simbolica di tutti i militi ignoti d’Italia.

Anche Augusta,  interpretando il sentimento unanime della cittadinanza, ha eretto un monumento al soldato ignoto, inaugurato con concorso di popolo il 9 maggio 1924 e che annualmente è il fulcro delle celebrazioni civiche e militari. “Con questo atto – ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale Marco Stella – interpretando i sentimenti della cittadinanza, il Comune di Augusta vuole rendere omaggio a quanti hanno dato la vita durante i conflitti armati del Novecento, lottando per la libertà, la democrazia e per il valore della fratellanza che oggi più che mai deve essere rinnovato e promosso soprattutto tra le nuove generazioni. La deliberazione, immediatamente esecutiva, è stata trasmessa al presidente della Repubblica e per conoscenza al ministro della Difesa, al capo di Stato maggiore della Difesa, al presidente della Regione Siciliana, al prefetto di Siracusa, al presidente del Libero Consorzio di Siracusa e All’Associazione Nazionale Comuni d’Italia.

La storia del Milite ignoto è legata alla figura di Maria Bergamas, il cui figlio Antonio – disertore dell’esercito austroungarico e volontario nelle fila italiane – era caduto in combattimento senza che il corpo potesse essere identificato. A raccontarne la storia è stata Sonia Riccio Bergamas, pronipote di Maria: “Di Antonio e della vicenda del Milite ignoto non si parlava mai in famiglia, il dolore era stato immenso”. Dopo che fu presa la decisione di costruire il monumento al Milite ignoto, una commissione militare raccolse undici salme non identificate, una per ognuna delle zone del fronte, trasportate poi nella basilica di Aquileia. Qui Maria Bergamas, cittadina di Trieste, in rappresentanza di tutte le madri dei caduti, avrebbe dovuto scegliere il feretro da mandare a Roma. Racconta la leggenda che Maria ebbe un mancamento davanti alla decima, che fu pertanto scelta.

Tutto sopportò e tutto vinse, da solo, nonostante. Perciò al Soldato bisogna conferire il sommo onore, quello cui nessuno dei suoi condottieri può aspirare neppure nei suoi più folli sogni di ambizione”. Queste parole, ricordate all’evento di oggi, sono tratte dall’articolo che Giulio Douhet scrisse sulle colonne del giornale Il Dovere nel 1920, proponendo la realizzazione di un monumento che onorasse tutti i soldati caduti del conflitto. Ma la storia dietro al Milite ignoto è tutt’altro che semplice, come ha spiegato lo storico Paolo Mieli, intervenendo alla cerimonia: “Secondo Douhet, il monumento al milite ignoto avrebbe dovuto rappresentare un risarcimento ai soldati dopo l’accusa rivolta loro dal generale Cadorna di avere le colpe maggiori per la disfatta di Caporetto”. Il monumento avrebbe dovuto rappresentare tutti i soldati caduti, tutte le loro famiglie, e dunque, il popolo intero. Ricorda ancora Mieli: l’Italia aveva avuto 650mila caduti, ma ad andare a vedere il treno che portava il feretro del Milite ignoto a Roma si affollarono milioni di italiani; fu il vero momento di unità del Paese”.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com