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Augusta | Il porto sede del terminal containers dello scalo di Catania

11 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Il porto sede del terminal containers dello scalo di Catania
Politica
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Sarà trasferito nel porto di Augusta il terminal container che attualmente opera nel porto di Catania. E’ una decisione assunta dal presidente dell’Adsp Francesco Di Sarcina che, a tal proposito, ha informato il Consiglio comunale durante una seduta monotematica in cui ha parlato dall’attività fino ad ora svolta delle potenzialità, delle carenze e del futuro del porto.

Il terminal containers sarà trasferito dal porto di Catania a quello di Augusta. Lo ha annunciato il presidente dell’Adsp del mare di Sicilia orientale, (di cui dallo scorso agosto fa parte anche lo scalo di Pozzallo) Francesco Di Sarcina, durante la seduta di Consiglio comunale monotematica, richiesta dall’opposizione e votata anche dalla maggioranza con l’attuale governance dell’ente portuale.    “Un incontro che abbiamo sposato in seguito alla richiesta dell’opposizione votata da tutti – ha detto il sindaco Giuseppe Di Mare–   già il presidente Di Sarcina mi aveva comunicato la sua intenzione di parlare in quest’aula ed è ciò che si sta facendo. Abbiamo creato un clima di grande sinergia. Stiamo lavorando anche su alcune misure che riguardano Augusta insieme all’Adsp e ad altri enti, penso al terzo ponte o al Federico II. Ho sempre sentito dire che il nostro porto è il vero volano della città e la possibilità presente e futura per lo sviluppo del territorio e, quindi, ci può dare tanto. Ritengo che e mi voglio augurare che, da qui a qualche anno, effettivamente lasceremo  Augusta in condizioni migliori. E’ chiaro che non si può fare tutto in una volta però, oggi ci sono risorse e possibilità per far crescere lo sviluppo economico dell’ attività legata al nostro porto, seppur in un contesto difficile. Il momento non è sicuramente dei migliori: la guerra in Ucraina, la crisi energetica e quella all’interno del nostro territorio legata alle varie vicende del petrolchimico non aiuta il lavoro di chi deve immaginare una programmazione ed attuarla, ma sono certo che, con i propositi, l’energia e le azioni che stiamo mettendo in campo riusciremo a fare tanto per il nostro territorio”.

“Quando ho assunto il mandato ho preferito non fare né promesse né dichiarazioni roboanti – ha detto Di sarcina – perché credo che questo sia uno di quei porti che, di questo  tipo di promesse ne hanno ricevute per troppo tempo”. Il presidente dell’Adsp  ha ricordato che l’Autorità di sistema portuale è stata costituita nei porti di interesse nazionale ed internazionale per promuovere e sviluppare i traffici marittimi con una riforma nel 2016 che ha previsto accorpamenti tra porti. “Lo scalo di Augusta – ha aggiunto – è in un sistema che ora è costituito da tre porti perché da agosto si è aggiunto anche quello di Pozzallo e prima era composto solo da  Augusta (capofila porto Core) e Catania. L’obiettivo fondamentale di chi li amministra è quello di cercare di farli  rendere al meglio, ma non sempre riescono a fare sistema”. Francesco Di Sarcina ha parlato di come fare sistema e di qual è il ruolo del porto di Augusta in questo sistema. Augusta e Catania sono significativamente diversi tra loro, quello etneo è piccolo ed è situato all’interno della città e svolge fondamentalmente attività di traghetti, ma anche un po’ di contenitori, pesca, diporto, crocieristica. Però a farla da patrona sono i traghetti che portano i camion. Il porto di augusta è molto grande, la sua rada è la più grande d’Italia e ci sono aspetti che con Catania non hanno nulla a che vedere: c’è il petrolchimico che è quello che ha generato lo status di porto Core per Augusta che è una realtà estremamente importante.

“Abbiamo poi la parte del porto commerciale che non si presta ad attività traghettistica ma ad attività commerciali di rinfuse e di contenitori e poi c’è una parte cantieristica non trascurabile che a Catania manca grazie alla quale vivono aziende e famiglie. E da un’analisi che ho fatto questa diversità tra i due porti è un bene non è un male perché la cosa peggiore è quando mettono insieme dei porti che fanno la stessa cosa. L’omogeneità tra i porti non è un vantaggio crea solo un’irrisolvibile concorrenza invece la diversità, se ben gestita, crea ricchezza, forza, comunità. Studiando questi aspetti mi sono convinto del fatto che, il porto di Augusta può trarre beneficio da quello di Catania e viceversa e quindi si può fare sistema per restituire ai singoli territori un valore aggiunto. Si può fare sistema con Catania razionalizzando al meglio le funzioni portuali. Augusta ha una spiccata vocazione nel settore delle rinfuse e dei contenitori, ma non si vede allo stato attuale una grossa quantità di merci tale da riempire i piazzali. Vuol dire che un insieme di cose forse non sono state messe in fila per bene nel tempo e bisogna agire per migliorarle. Se questo porto riesce ad esprimere un milione e mezzo di tonnellate l’anno con la superfice che abbiamo potremo fare decisamente di più. Quando sono arrivato ho chiesto di calcolare un dato che non era mai venuto fuori ponendo la seguente domanda: ogni metro quadrato quanti chili di merce riceve ogni anno? Ed ho scoperto che ci sono concessioni che non arrivano ad una tonnellata l’anno che è nulla di niente è pari a zero insomma, qualche altra concessione rende poco di più, ma non ci sono valor., Da un lato essendoci tanto margine di crescita ciò ci deve confortare, dall’altro siamo veramente sotto.

Ci vuole una cura ben decisa per cambiare perché questi numeri non sono degni di un porto Core. Per risolvere il problema non posso avviare i traghetti. Ciò perché le principali nonché uniche rotte di collegamento tra Catania e le altre zone d’Italia vanno tutte verso su e quindi le linee che in questo momento partono dal nostro sistema portuale hanno tutte necessità di andare verso nord per trovare traffico. Anche quando avremo un binario nel porto di Augusta ce ne faremo poco se non si realizzerà il ponte sullo stretto. Si Tratta di fortificare il valore che il porto ha nelle rinfuse e nei contenitori, abbiamo dunque preso la decisione di spostare il terminal contenitori di Catania ad Augusta perché mentre a Catania abbiamo una superfice non espandibile di 10 -15 mila mq a disposizione dei container quindi il traffico non crescerà mai, ad Augusta ci sono praterie da utilizzare e possiamo realizzare uno di quei sogni che si sono sempre raccontati qui ad Augusta quello di avere un porto hub di contenitori. In realtà il porto hub non lo avremo mai almeno da qui a pochi anni. Al momento è escluso perché prima di tutto non c’è ancora una condizione infrastrutturale del porto adeguata, e poi non ci sono queste merci. Si realizza con un volume di contenitori pari almeno a un milione di tius l’anno, per averli o ci dovrebbe essere un mercato interno siciliano che li assorbe oppure bisognerebbe avere la capacità di esportarlo in Italia che in questo momento non è facile. Il transhipment in Italia sta miseramente franando”. E quindi la cosa migliore per avviare un terminal container è partire da chi questo mestiere già lo fa.

Il presidente Di Sarcina avuto cura e cautela di andare a parlare con alcuni importanti armatori mondiali per chiedere loro se eventualmente potessero avere un interesse qualora si aprisse un terminal container ad Augusta a portare qualche nave, la risposta è stata positiva. “Pertangto –ha sottolineato il presidente dell’Adsp -siamo nelle condizioni di dire che se spostiamo i contenitori da Catania ad Augusta e gli diamo un giusto spazio (quindi non sacrificati come a Catania) c’è una concreta possibilità di far crescere il traffico ad Augusta che significa occupazione diretta ed indiretta ed altro. Appronteremo molto presto un piano di riorganizzazione degli spazi per i quali io sto dialogando con tutti gli operatori del porto di Augusta a condizione che accettino il fatto che, le cose devono cambiare perché altrimenti è inutile piangersi addosso. Si deve fare entro la fine dell’anno prossimo perché lo status di porto Core non l’avremo in eterno; ce l’ha dato la Comunità europea e come ce l’ha dato se lo riprende. Uno dei pilastri per questa qualifica oltre al petrolchimico è il fatto di avere un terminal contenitori e se ciò non avverrà entro il 2023, nel 2024 non saremo più porto Core e probabilmente neanche più sede di Autorità portuale, quindi il gioco è pesante non è uno scherzo. Io spero a gennaio di dare una proiezione dei traffici di oggi e delle prospettive, concrete e non millantate, di traffico del porto di Augusta a riorganizzazione avvenuta che vedremo crescere nel corso dei mesi.

Il vantaggio di questa operazione nella logica di sistema sta nel fatto che: il porto di Augusta prende da Catania il beneficio cioè un terminal organizzato che gli permetterà di crearne uno efficiente di contenitori. Augusta a Catania dà la liberazione di 15 mila metri quadrati dove oggi ci sono i containers e che potranno essere utilizzati per sistemare meglio il traffico traghetti che nel comune etneo funziona a meraviglia e così vuole continuare. Ricevo tante richieste di aumento di traffici di traghetti per Catania”. Un’altra operazione sulla quale il presidente Di Sarcina vorrebbe lavorare per Augusta è quella di favorire la creazione di un silos, un impianto per i grani, per i frumenti in porto. E ancora si è espresso positivamente nei confronti della cantieristica. “Esiste un mercato tale da dire – ha aggiunto – investiamo nella rada di Augusta e creiamo un hub della cantieristica che poi può essere anche da volano di crescita. La diga foranea dove realizzarlo è lontana dalla città, i fondali non mancano, gli spazi neppure, la voglia di lavorare neanche. La cantieristica dà tanto lavoro qualificato; per esempio si potrebbe qui fare quella sulle navi commerciali o da crociera”. E ancora ha parlato delle opere infrastrutturali in corso di realizzazione e della necessità di creare un deposito di Gnl.

Dopo la dettagliata relazione di Francesco Di Sarcina, presente insieme al segretario generale dell’Adsp Attilio Montalto, il presidente del Consiglio comunale Marco Stella ha aperto il dibattito. Hanno preso la parola i consiglieri: Manuel Mangano, Roberto Conti, Giancarlo Triberio, Marco Niciforo, Milena Contento, Paolo Trigilio, Roberta Suppo, ai quali il presidente ed il segretario dell’Adsp hanno dato risposta. Mangano si è ritenuto soddisfatto: “tutti hanno votato affinché lei fosse qui bene analizzare numeri e mercato. Ci sono tanti giovani che sognano di rimanere ad Augusta senza avere la necessità di trasferirsi altrove per cercare lavoro è molto importante farli rimanere qui perché chi vuole ed ha le competenze necessarie in ambito portuale deve poterlo fare”. Per Conti. “è bene attrezzare le infrastrutture del porto. Ciò che ha detto sulla cantieristica mi alletta. Bisogna togliere la concessione a chi non ha mercato altrimenti non ha senso che abbia una postazione”. “Come minoranza abbiamo chiesto questo incontro. La città da sempre spera che il porto sia quello strumento in più di sviluppo” ha detto Triberio ponendo domande su allargamento dei confini dell’Adsp e sul rigassificatore chiedendo se creerebbe problemi scoraggiando gli investitori, sulle gru realizzate e mai messe in funzione e sul ponte sullo stretto. Niciforo ha sottolineato l’aspetto politico: “Quest’amministrazione è stata seduta al tavolo che ha consentito la nomina del presidente Di Sarcina e ha creato lo spazio politico affinché questo fosse un fatto acclarato oggi. Il presidente oggi ha compiuto un’operazione verità, mostrandoci prospettive rosee e di ciò noi siamo contenti. Certo ci aspettano sfide importanti da qui ad 8 anni auspicando una riconferma alle guida del Comune e dell’Adsp. La bonifica dei fondali è un altro tema che andrebbe affrontato con una certa delicatezza e di difficile gestione a livello locale perché interviene la politica del ministero. E ancora ci sono i progetti del Pnrr da mettere a terra, i bandi, i milioni di euro in fase di gara. Occorre creare alternative di sviluppo e di crescita del porto alle industrie che sono dei privati”.

Contento ha ricordato: “le osservazioni violente” fatte dall’attuale amministrazione comunale nei confronti della precedente governance che ha dovuto gestire fusione dei due porti. Non bisogna nascondere il fatto che questo è un porto naturale ma che fonda la sua principale importanza proprio sulla zona industriale. Oggi non esiste una visione diversa perché se dovessero chiudere gli impianti, i container non reggerebbero più l’esistenza stessa del porto. Sottovalutare il rischio della chiusura della zona industriale con la chiusura dell’Ias dà una visione parziale ed incompleta. L’Adsp sarebbe dovuta intervenire in prefettura. Ben vengano le sue idee però non bisogna dimenticare il core business di questo porto che è la zona industriale”. Per Trigilio sinergia tra Adsp e Comune è una parola molto importante: “perche finalmente lavorano insieme per lo sviluppo della nostra città” ha aggiunto sottolineando programmazione e diversificazione. Ben vengano le sue idee e la fattiva collaborazione con l’Amministrazione comunale”.

Di Sarcina rispondendo a Conti ha evidenziato il fatto che, le navi possono arrivare anche domani: “non manca niente se non la volontà di farle venire, le banchine, i piazzali e i fondali li abbiamo, ma bisogna che ci sia un’organizzazione di impresa adeguata e colgo il suo invito. Gli sforzi di questo periodo sono orientati a cercare delle quadre perché di imprenditori veri e di qualità ad Augusta ce ne sono tanti”. A Triberio su allargamento confini  ha risposto dicendo che quel documento di programmazione strategica  non è stato approvato dal ministero ma sono state stralciate tutte quelle aree che non erano facenti parti della circoscrizione dell’autorità portuale. “Si tratta di vedere se l’attuale amministrazione lo vuole fare – ha aggiunto Di Sarcina – io non ho tutta questa voglia di averne di nuove. Quello che faremo non è un rigassificatore ma un deposito di gnl per bunkeraggio a largo. Il Gnl è il futuro della trazione navale. Problemi particolari con questo tipo di impianto non ce ne sono chiaramente esistono le norme di sicurezza che vanno rispettate”.

Il segretario generale dell’Adsp Attilio Montalto riguardo alle gru ha rammentato che nella fase di collaudo furono fatti errori e le gru si piegarono. “Abbiamo ribadito la necessità di smontarle da tre anni non vengono sottoposte a manutenzione. Al di là dell’aspetto di carattere penale, noi nel frattempo abbiamo dato incarico ad un progettista di fama importantissima il quale ha già redatto il progetto per lo smontaggio prevedendone i costi. Il perito del giudice di recente è venuto ad Augusta ed ha fatto un’ulteriore perizia in quota e quindi quando la consegnerà entro i prossimi tre mesi con ogni probabilità potremmo iniziare a pensare di smontarle. Ma questo aspetto si collega ad un altro del finanziamento che abbiamo ricevuto per queste gru,  che ha portato ad altre opere come quelle del prolungamento della banchina perché le gru fanno parte integrante di questo finanziamento Pon che abbiamo ricevuto (decine di milioni e che necessariamente entro il 2023 dobbiamo portare a compimento quindi oltre a smontarle dobbiamo procurarcene delle altre, cosa che abbiamo fatto e siamo riusciti a farci autorizzare all’acquisto di gru non fisse ma su gomma che a breve compreremo per completare il progetto e non perdere una quantità di denaro ingente che la Commissione europea ci avrebbe chiesto indietro.

Di Sarcina rispondendo a Niciforo ha detto: “non so cosa accadrà tra 8 anni ma colgo i lati positivi dell’osservazione. La bonifica dei fondali è vero che è importante, ma ricordo che ci sono dei temi che sfuggono al destino dell’Adsp uno di questi è proprio la bonifica che è materia del ministero dell’Ambiente, per cui noi possiamo fare, come abbiamo fatto e come faremo ancora, compulsare, sollecitare. Per il petrolchimico non mi sottraggo ai giudizi e alle considerazioni che non possono essere solo lusinghieri. Non è un caso che i temi occupazionali e del futuro del polo industriale siano trattati direttamente dai ministri a Roma perché sono argomenti di portata sovraterritoriale anche se a macchia stiamo cercando di portare avanti iniziative legate alla conversione green, da un lato dialogando con queste aziende che hanno, quasi tutte, un progetto di riconversione futuro, e cercando di favorire iniziative di implementazione di nuovi impianti di energie alternative e quindi green (solare, eolico) che si affiancheranno in una prima fase al comparto energetico tradizionale e poi nei tempi e nei modi andranno a sostituirsi. Ciò naturalmente sperando che non ci sia un effetto deleterio della crisi in atto perché non so chi potrebbe gestirlo di sicuro non l’Autorità di sistema portuale perché sono compiti del ministero.

“Per l’Ias le posso assicurare – ha continuato rispondendo al consigliere Contento – che non sono andate via navi per questo motivo perché sono pochi i porti dove si può scaricare. E se le navi ormeggiassero solo negli scali dove si può scaricare la sentina ormeggerebbero in 3/ 4 porti d’Italia e non è così. In realtà la norma prevede che quando non si può scaricare si chiede alla Capitaneria di porto una deroga e si sbarca al porto successivo. Però la nave viene, il problema è per gli operatori che non possono svolgere tale attività. Non abbiamo registrato nessuna cancellazione di servizio. Per quanto riguarda questi operatori io non mi sento di dover dire di non aver fatto nulla in quanto ho compiuto una serie di azioni che hanno portato ad un risultato, ma nei prossimi giorni abbiamo la possibilità di svuotare queste bettoline. Naturalmente in un quadro generale in cui vi è un’indagine della magistratura, oggi sono il meno adatto a garantire a queste persone certezze per l’immediato futuro perché non c’è un impianto alternativo”.

Il consigliere Suppo ha sollevato dubbi sulla collocazione dell’impianto di Gas naturale liquefatto ed il presidente Di Sarcina ha assicurato che il rifornimento delle navi di Gnl avverrà a largo. Prima dell’avvio dei lavori il vice presidente del Consiglio comunale, Biagio Tribulato, assente per motivi di salute ha inviato il seguente messaggio di cui ha dato lettura Marco Stella: “mi corre l’ obbligo, nella qualità di capo del gruppo consiliare misto, nonché di consigliere anziano con le funzioni vicarie dell’ ufficio di presidenza del Consiglio comunale della Città di Augusta, di volgere il mio personale saluto al presidente dell’ Autorità di sistema portuale ed i migliori auguri di buon proseguo del lavoro già intrapreso da diversi mesi nella valorizzazione del porto della nostra città. Sono certo che con la programmazione già messa in campo, il rafforzamento della sinergia tra le pubbliche amministrazioni e gli Enti che insistono sul nostro territorio, il consolidamento degli intenti a beneficio del nostro porto con la deputazione regionale e nazionale, le interlocuzioni costanti con gli operatori Portuali, si possa addivenire presto ad interventi concreti che riportino la centralità del porto nel più ampio piano di sviluppo del nostro territorio”.

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