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Augusta| “Il sistema Marcegaglia si schianta sul porto”

Augusta| “Il sistema Marcegaglia si schianta sul porto”
Cronaca
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Gemelli, chi è costui? Patti: “Non un cambio in Confindustria ma ascoltare necessità del territorio che ha fame di futuro”

Ma insomma, chi è ‘sto Gemelli? Su 30 persone 28 giurano di non aver mai conosciuto né incontrato lungo il corso o in piazza Duomo Gianluca Gemelli, il giovane augustano “dal ciuffo ribelle”. Un campione sparuto e magari poco convincente, da bar, ma che la dice tutta sul personaggio del momento cosi poco presente sul territorio. Eppure il suo nome venne appena apostrofato, molto più chiaramente venne espresso quello della sua fidanzata, il ministro Federica Guidi, non più di due anni fa, durante un’assemblea sindacale nello spiazzale Erg in cui alcuni ambientalisti locali ne approfittarono per mettere in rilievo il paventato scandalo sula costruenda piattaforma nelle acque “maledette” di Marina di Melilli. E proprio li si accennò al probabile inciucio Augusta-Roma. Ma torniamo al Gemelli. Dopo gli studi e i furori giovanili il volo verso la capitale sulle ali Confindustria. L’ascesa continua dell’imprenditore 40enne era sino a ieri sconosciuta ai più. Oggi il filone di inchiesta sul petrolio partito da Potenza, arriva ad Augusta in un nugolo di coincidenze. In quell’Augusta città natale del cosiddetto “golden boy”. Augusta roccaforte dei Cinquestelle. Augusta ring dove si è tenuto il braccio di ferro per l’Autorità Portuale. Augusta così tanto interessata, politicamente, alle prossime consultazioni referendarie del 17 aprile. In quella Augusta dove ogni venerdì di fine mese venivano elencati i morti per cancro e inquinamento industriale, in quella Augusta dove le bonifiche del porto non sono mai approdate, dove i pesci dalla spina bifide galleggiano più che sguazzano nelle acque antistanti al mercurio. Dove non c’è un campo di calcio ma un giacimento di pirite. Eccetera, eccetera, eccetera. Ma come si dice da certe parti, fatta la legge trovato l’inganno. E fu cosi che passò il reato ambientale e da lì controlli appurati effetto domino. Sino alla doppia inchiesta dei Pm di Potenza in cui si è trovato imbrigliato il sito megarese, ed probabilmente perché è da li che sono iniziate le fasi della ricostruzione dei movimenti di Gemelli già ai vertici di Confindustria a Siracusa, imprenditore di indole, non di razza (nessuna azienda di famiglia, insomma, da gestire), piuttosto ex marito della famiglia di un noto imprenditore (Ricciardi) e poi compagno dell’ex ministro Federica Guidi. Beh, qualcuno Gemelli l’ha notato di recente,  l’ultima volta l’estate scorsa in Contrada Cozzo delle Forche scorrazzare in barca insieme alla fidanzata, la Guidi. Trame che vengono tessute dalla magistratura sino al porto e all’area marina militare. “Trame lobbistiche” si dirà in quel porto che avrebbe dovuto dare occupazione e sviluppo. Per dirla come la sindaco Di Pietro. Nessuno si stupisce però ad Augusta. Don Palmiro Prisutto, lui si. Al parroco, assai noto perchè al centro di una vicenda di cronaca, a cui qualche settimana fa il Vescovo chiese le dimissioni, e difeso  dagli augustani per la sua lotta strenua contro l’inquinamento, questa inchiesta “fa giustizia dopo un lungo silenzio dello Stato nei confronti di una città al centro di una serie di attività non proprio politiche. Se conosco Gemelli? Non da imprenditore, era un mio studente alle scuole medie. Non avrei immaginato che sarebbe diventato noto per questo tipo di vicende”. Nessun commento invece da parte dell’interessato, Gemelli per l’appunto, che preferisce attendere prima di rilasciare dichiarazioni, ribadendo comunque la convinzione che presto il suo “nome sarà fuori da ogni ombra”. Va da se che a livello locale, ci si aspettava una reazione più massiccia. La piazza è muta. L ‘apparato istitituzionale è abbastanza assente,  anzichè prendere posizioni forti. Silenzio che poi viene rotto con la notizia della Procura di Potenza quando decide di mettere nel suo mirino una decina di concessioni demaniali marittime rilasciate al porto di Augusta. E’ uno dei filoni dell’inchiesta avviata su Centro Oli di Viggiano. I fatti. “Agenti della Polizia di Stato di Potenza, il 31 marzo scorso, su delega della procura lucana che ha indagato anche sul capo di stato maggiore della marina militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, si sono recati nella sede dell’Ente che gestisce il porto commerciale ed hanno acquisito, in copia, alcuni atti. Si sarebbero quindi spostati anche al Comando militare marittimo autonomo in Sicilia, nel porto di Augusta, dove avrebbero acquisito ulteriore documentazione. Le concessioni rilasciate riguarderebbero cantieri navali, società che si occupano di servizi, imprese portuali, i pontili e le aree a terra delle multinazionali del petrolio”.
E poi c’è il punto “ombra” Confindustria Siracusa. Una sequela di commissariamenti e di vicende “giudiziarie”che sono state riprese a più toni dal movimento 5 Stelle, non solo augustano, che grida l’ennesimo scandalo: “E’ ora che l’imprenditoria siciliana si ribelli a questo stato di cose e pretenda rigore e pulizia all’interno dell’associazione, cominciando col chiedere le dimissioni del vertice di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, big sponsor di Crocetta. Confindustria sta diventando una scomoda prigione per i suoi associati”. A dirlo è Giancarlo Cancelleri, portavoce regionale pentastellato. “Proprio Confindustria Siracusa, prima dell’arrivo di Gemelli, meno di un anno fa – ricorda – era finita sui giornali perché a dirigerla era stato chiamato un imputato per truffa. Mentre sono arcinote le vicende che hanno interessato il suo massimo rappresentante regionale, Montante, indagato per mafia. E’ ovvio che non è il contenitore che va cambiato, ma il suo contenuto, nella migliore delle ipotesi in gran parte inadeguato. Gemelli, quantomeno, ha avuto il pudore di farsi immediatamente da parte, cosa che in tanti mesi non ha pensato di fare Montante. E’ ora che a chiedere questo passo indietro siano coloro che da questa chiacchieratissima presenza sono danneggiati: gli industriali siciliani. Noi lo facciamo da tempo, mentre la politica fa orecchie da mercante”.
E spunta il nome di Ivan Lo Bello. In paese si mormora che l’ascesa di Gemelli corrisponda al 2005 quando l’allora vice presidente Confindustria e presidente UnionCamere lo volle alla guida dei giovani dell’associazione. E poi c’è un altro aspetto, l’azienda di Gemelli, ITS, favorita , cosi dicono i Pm lucani, dall’emendamento Guidi, nel portone a fianco c’è la Sga Srl, società che Gemelli gestisce in società (non più operativa) con lo stesso Lo Bello.
Il sistema Marcegaglia si schianta a Siracusa. Le mani sul porto di Augusta e il sogno di una piattaforma polifunzionale di rifiuti del gruppo Oikothen hanno scatenato un gioco di potere fuori misura. “Le notizie apparse in queste ore meritano di essere ben metabolizzate dagli addetti ai lavori per produrre una lucida ed adeguata ricostruzione dei fatti – auspica Giuseppe Patti, portavoce dei Verdi al quale appare abbastanza evidente che Confindustria Siracusa e tutto il sistema che ruota attorno al polo petrolchimico di Melilli, Priolo, Augusta e Siracusa è ormai al collasso.. “Gli interessi in gioco sono tantissimi dai rapporti con le banche (Fondazione Banco di Sicilia, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Intesa) alle quote nei vari consigli di amministrazione, dal depuratore IAS (Industria Acqua Siracusana spa) ente, tra l’altro,  per il quale lo stesso Gemelli ha ricoperto una carica imprortante, alla SAC (Società Aereoporto Catania spa), non ultimo, e forse la causa di questo collasso, il riordino delle Camere di Commercio – afferma Patti – . L’acciaio e il petrolio i due grandi inquinanti, a causa del loro ciclo produttivo, sono arrivati a sporcare anche quegli organismi “privati” che si sono eretti a vere e proprie istituzioni. Il controllo della qualità dell’aria affidata a Confindustria Siracusa con la partecipazione nel C.I.P.A. (Consorzio Industriale Protezione Ambiente), il recentissimo Tavolo del Lavoro imbastito dalla Camera di Commercio e Confindustria contro l’istituzione di una Riserva coinvolgendo anche i Sindacati, CGIL in testa, sono esempi che noi Verdi abbiamo considerato da subito una stortura del sistema. A nostro avviso – conclude Patti  – non occorre un cambio nella gestione di questi enti, ma serve un vero cambio, che non può più essere delegato a nessun altro e che consiste nel dare ascolto alle necessità di un territorio che ha fame. Fame di lavoro, fame di salute, fame di futuro”.
Rompere con la lobby dei finti innovatori. Quasi dello stesso tenore la dichiarazione di Fabio Granata, Green Italy che chiama a raccolta i suoi comitati, #labellezzanonSitrivella e CambiAugusta” per dare un contribuito per sconfiggere la sudditanza di Renzi e Crocetta verso i petrolieri e difendere una nuova idea di Sicilia legata al turismo,alla cultura,alla pesca e alla sostenibilità energetica e ambientale.Granata, che è responsabile del Comitato referendario contro le trivellazioni marine invita gli imprenditori siracusani” a “rompere”la lobby legata alla grande industria e a produrre una svolta significativa,indicando un imprenditore interprete del nuovo modello di sviluppo legato a cultura,turismo,agricoltura,energie alternative alla guida della loro Associazione” . “Il triste epilogo di un finto rinnovamento di Assindustria,sempre invece legata a doppio filo con gli interessi della industria petrolifera e rappresentato dalle gravissime responsabilità configurate nei confronti di Gianluca Gemelli ,ex vertice Confindustriale della nostra provincia,devono determinare finalmente una vera svolta da parte degli imprenditori siracusani- afferma l’ex di AN – ,soprattutto quelli che rischiando hanno scommesso su settori che guardano al futuro,dal turismo ai servizi,dalle rinnovabili alla rigenerazione ambientale e agricola. Questi imprenditori fuoriescano definitivamente dalla egemonia “fossile”(in ogni senso)che rappresenta il passato e che ha determinato l’attuale disastro ambientale,economico,sanitario e industriale della provincia di Siracusa. Serve coraggio e dignità per scrivere una pagina nuova che archivi il passato e smascheri alcuni finti innovatori”. (rosa tomarchio)

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