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Augusta| In arrivo da Houston un altro carico di petcoke destinato alla cementeria Buzzi Unicem di Augusta.

11 Maggio 2016 | by Sebastiano Salemi
Augusta| In arrivo da Houston un altro carico di petcoke destinato alla cementeria Buzzi Unicem di Augusta.
Cronaca
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Legambiente chiede ancora una volta alle amministrazioni  comunali di opporsi e di intervenire per la messa al bando del petcoke

Dopo le discariche avvenute a gennaio e a febbraio, rispettivamente di 15.000 e di 7.500 tonnellate, è ora in arrivo ad Augusta un’altra nave, si tratta della “Interlink Parity” ed è prevista arrivare il prossimo fine settimana con circa 11.500 tonnellate di carbone da petrolio (petcoke) proveniente da Houston e destinato alla cementeria Buzzi Unicem. A denunciarlo è il dirigente regionale e responsabile della locale sezione di Lega Ambiente, Enzo Parisi. “Il petcoke – spiega – è una sorta di carbone da petrolio – ciò che resta sul fondo del barile dopo aver raffinato ed estratto tutto il possibile – nel quale si concentra un’alta percentuale di zolfo e di metalli pesanti. Solo grazie ad una legge emanata dal governo Berlusconi nel 2002 per salvare la raffineria ENI di Gela che lo produceva e la centrale termoelettrica che lo bruciava, quello che era allora classificato come rifiuto è diventato un combustibile. Checchè  ne dicano i suoi strenui difensori (che risultano non degni di fede nè meritano alcuna  replica le loro pelose dichiarazioni quando si presentano come tecnici imparziali, mentre in realtà sono stipendiati dalle aziende interessate), il petcoke, assieme al carbone, è uno dei combustibili fossili più inquinanti e tra i maggiori corresponsabili dei cambiamenti climatici. Un pessimo scarto che nessuna legge può trasformare in un buon combustibile. Le stesse cementerie giustificano la richiesta di impiegare il CSS (Combustibile Solido Secondario derivante dal trattamento dei rifiuti) in parziale sostituzione del petcoke proprio per migliorare  le loro emissioni e contribuire al raggiungimento dell’obbiettivo nazionale di riduzione della CO2. Per esempio, la La Buzzi Unicem di Vernasca (PC) nella documentazione presentata per l’utilizzo del loro CSS (chiamato CarboNext o CBN) afferma:“Tenendo conto dei risultati delle indagini analitiche, eseguite dalla Stazione Sperimentale dei Combustibili di Milano, sui combustibili utilizzati dal settore cemento italiano, il petcoke, combustibile fossile tradizionale più utilizzato nei forni da cemento, ha un fattore di emissione pari a 93 kgCO2/GJ (ovvero 3,21 tCO2/t), mentre il CBN è caratterizzato da un fattore di emissione di circa 43 kgCO2/GJ (ovvero 0,95 tCO2/t), inferiore di oltre la metà di quello del combustibile fossile tradizionale, a parità di energia termica generata.  Pertanto, il risparmio di 60.000 t di CO2/anno, può essere conseguito attraverso la sostituzione del fabbisogno termico annuale derivante da circa 35.000 t di petcoke, che emettono in atmosfera 112.000 t di CO2, con circa 54.000 t di CBN, che emettono 52.000 t di CO2. Come già dicevamo a gennaio in occasione della prima discarica dell’anno, ad Augusta, dove si susseguono incessanti i fenomeni di disturbo olfattivo causati dalle emissioni maleodoranti della zona industriale, anziché potenziare ospedale ed offerta sanitaria e depotenziare rischi e impatti ambientali e sanitari, si consente invece l’ulteriore insediamento o l’ampliamento di impianti per il deposito ed il trattamento di rifiuti e si continua ad utilizzare un pessimo combustibile come il petcoke con il suo alto contenuto di zolfo e di metalli pesanti”. Per questi motivi a tutte le amministrazioni comunali dell’area a rischio di crisi ambientale, ed in particolar modo a quella di Augusta ed al suo assessore all’ambiente che sappiamo sensibili al tema,  Legambiente ribadisce la richiesta di intervenire per la messa al bando del petcoke a cui si deve pervenire anche attraverso l’adozione e la rigorosa applicazione di un piano regionale della qualità dell’aria che ripristini condizioni di vivibilità e salubrità per le popolazioni.

 

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