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Augusta | In fumo 240 mila euro destinati ai cantieri lavoro

19 Novembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | In fumo 240 mila euro destinati ai cantieri lavoro
Politica
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La Regione ha revocato un finanziamento, pari a 240 mila euro, assegnato l’anno scorso al Comune di Augusta per l’avvio di 4 cantieri di lavoro che avrebbero dato occupazione a 34 persone. A sollevare il problema è stato, stamattina, il consigliere di opposizione Giancarlo Triberio in conferenza stampa.

C’erano una volta 4 cantieri di lavoro e adesso non ci sono più, con la triste conseguenza della perdita di altrettanti interventi utili per il decoro urbano e la messa in sicurezza di alcuni angoli della città, ma soprattutto di occasioni per occupare 34 persone senza lavoro, di cui 30 operai e 4 tecnici. Il Comune di Augusta ha perso finanziamenti per un totale di 240 mila euro. A rendere noto il non lieto fine di questa storia è stato, carte alla mano, questa mattina il conigliere di opposizione Giancarlo Triberio in conferenza stampa. E’ stata la Regione che aveva assegnato, nell’ottobre dell’anno scorso assegnato questi fondi al Comune di Augusta, a revocarli per il mancato avvio dei cantieri di lavoro. Dure critiche sono state lanciate al governo cittadino dal consigliere di minoranza.

 “Non perderemo un euro di finanziamento” é lo slogan ripetuto ad ogni occasione dal sindaco e dalla sua amministrazione di Destra populista, che oggi  si dimostra capace solo di gettare fumo negli occhi dei cittadini”. Così ha esordito Triberio rendendo noto il fatto che: “la Regione ha revocato un finanziamento per 4 cantieri lavoro per disoccupati, perché il Comune non li ha avviati nei tempi previsti nè si è degnato di rispondere agli avvisi ricevuti. “In un periodo di gravissima crisi economica con risvolti davvero drammatici sull’occupazione, e con la crisi della zona industriale che rischia di gettare la nostra città, il nostro porto e tutta la provincia in un baratro occupazionale, la Regione amministrata dalla stessa parte politica dell’amministrazione Di Mare si riprende i 4 finanziamenti per altrettanti cantieri lavoro. Con D.D.G n 2723 2724, 2725 e 2726- riferisce il consigliere – l’assessorato regionale della Famiglia, Politiche Sociali e del Lavoro ha revocato i 240 mila euro già assegnati al Comune di Augusta ad ottobre 2021, in quanto il Comune non ha nemmeno risposto ai solleciti dell’assessorato regionale che aveva avvisato della eventuale revoca”.

Giancarlo Triberio ha elencato le 4 mancate opere che il l’Amministrazione comunale aveva programmato di svolgere. “Pertanto gli studenti del Megara e del I Istituto comprensivo Principe di Napoli non avranno più ripristinati i muri della recinzione della cittadella degli studi. Così come non saranno ripristinati i muri di recinzione del plesso polivalente delle scuole Domenico Costa e Salvatore Todaro. E non verranno ripristinati i cordoli delle aiuole del cimitero e dei giardini pubblici. Sono stati mandati in fumo 331 giorni di lavoro per disoccupati e tecnici da impiegare in opere importanti per la sicurezza ed il decoro delle scuole dei nostri ragazzi – stigmatizza Triberio – ma anche per il cimitero e i giardini pubblici. Quando non si tratta di fare sponda alle aziende ma di occuparsi di semplici disoccupati, questa amministrazione Di Mare perde non solo i finanziamenti regionali, ma anche l’occasione di metterci la faccia. Venerdì a Siracusa per manifestare sulla crisi occupazionale nel Petrolchimico c’erano tutti, tranne l’amministrazione di Augusta, e quella politicamente gemella di Avola. Assenze che fanno male soprattutto ai lavoratori, anche se non ci stupiscono: si nascondono perché sanno che a Roma come a Palermo, i loro governanti di Destra sono incapaci di trasformare la propaganda elettorale in azione di buon governo”.

E ancora il consigliere che siede tra i banchi della minoranza ha colto l’occasione per puntualizzare che: “il sindaco di Augusta è assente sulla problematica occupazionale legata alle crisi Lukoil e Ias, dove la soluzione devono trovarla i suoi riferimenti politici, e cosa ancora più grave è “assente” quando tocca alla sua amministrazione farsi parte attiva per alleviare il problema disoccupazione nella sua città. La situazione sociale è grave e il clima è avvelenato, anche a causa di chi dovrebbe invece dare per primo esempio di compostezza e correttezza istituzionali: perciò – ha aggiunto in conferenza stampa – preferisco leggere una dichiarazione, invece di andare a braccio, in modo che non ci possano essere fraintendimenti e strumentalizzazioni. Dopo l’ennesimo schiaffo in faccia alle problematiche della disoccupazione, non vorrei che ogni manifestazione di indignazione diventi occasione per strumentalizzazioni auto-assolutorie, un comodo alibi per scaricarsi di responsabilità insinuando che ci sia chi “dice e non dice”, solo perché evidenzia le storture di metodi amministrativi che sono sotto gli occhi di tutti. O peggio ancora che qualcuno, esponendo il proprio pensiero critico su scelte amministrative opinabili e dalla dubbia imparzialità, sia considerato un “inquinatore di pozzi”, o addirittura un “rancoroso perché fuori dalla giostra”.

Affermiamo con forza che la politica deve essere a servizio di tutti i cittadini, a prescindere da chi votano alle comunali o alle regionali, ribadendo che non indietreggiamo di un millimetro sul diritto di critica dei consiglieri e della società civile. Ma soprattutto da parte dei cittadini socialmente più fragili, che hanno solo la voce dei social per farsi sentire. Anche chi percepisce un reddito di cittadinanza ha diritto a criticare chi lo governa senza temere “ritorsioni”, che ripugnano proprio per la disparità di forza di chi lo vuole opprimere. Nessuno, nemmeno in stato di bisogno, deve essere costretto a rinunciare a un diritto fondamentale per il cittadino. Contrasteremo con vigore qualsiasi tentativo di negare la democrazia ai più deboli, e qualsiasi tentativo di instaurare un clima di larvata intimidazione abusando delle entrature istituzionali. Ci metteremo sempre di traverso a qualsiasi tentativo di silenziare – conclude Giancarlo Triberio – il dissenso per non disturbare il “giostraio”.

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