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Augusta| In politica occorre, innanzitutto, il rispetto degli altri

Augusta| In politica occorre, innanzitutto, il rispetto degli altri
Politica
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Facciamo Squadra e #perAugusta: “Ci auguriamo che la maggioranza (o chi ne guida le sorti) abbia in sé un sussulto di orgoglio e ritrovi la voglia di lavorare per la Città, insieme a tutti coloro che, pur nella diversità di ruolo, hanno a cuore il futuro di tutti”.

Nel gioco delle parti che è la politica occorre, innanzitutto, il rispetto degli altri. Primo perché chiunque entra in politica porta con sé idee e progetti, la propria storia, l’incoraggiamento ed il sostegno di tante persone che hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri concittadini.

Secondo perché solo a partire dal rispetto reciproco può nascere un rapporto sano tra chi amministra e chi è opposizione. Infatti essere all’opposizione non è sinonimo di essere contro; significa essere alternativi, con un altro progetto, ma con in testa il bene comune, sempre e comunque.

Terzo perché quando ci si impelaga in un rapporto conflittuale a prescindere, si va a finire in una lite continua senza speranza di pacificazione. Eppure la nostra città ha bisogno di pace; quella pace necessaria alle coscienze per poter vivere serenamente e progettare un futuro. Invece siamo qui a dover sottolineare, ancora una volta, la mancanza delle norme basilari del rispetto democratico.

Una maggioranza di ferro (17 consiglieri su 30, il 57% circa) in Consiglio non può giocare con i numeri degli altri e rimpallare responsabilità sul numero legale. È chiaramente solo una scena teatrale, quella di addossare colpe all’opposizione, quando questa svolge solo il proprio ruolo. Scena che da commedia si va trasformando in farsa… Farsa che sconfina nel ridicolo quando la presidenza del Consiglio comunale scivola su battute a dir poco infelici.

L’ufficio del Presidente del Consiglio comunale è quello di coordinare i lavori e tutelare tutti i membri, soprattutto la minoranza che, per definizione, ha meno voce in capitolo. Invece siamo costretti ad assistere ad un continuo duetto tra la Presidente ed il suo gruppo di riferimento che, spesso, scade in quadretti da commedia dialettale.

L’uso a fine propagandistico dell’aula comunale lascia l’amaro in bocca a chi credeva nella possibilità di un dialogo costruttivo tra le varie parti politiche; non è gettando colpe sempre e soltanto sugli altri che si affrontano e risolvono i problemi della Città. Restano lì sul tavolo, nascosti dalle mille baruffe intavolate quotidianamente dalla maggioranza, senza soluzione, se non quella di rinviare e ancora rinviare.

Che dire poi dell’uso dei social al solo scopo denigratorio? Assistiamo, oramai da qualche anno invero, ad un uso della comunicazione al solo scopo di demonizzare gli avversari, o comunque tutti coloro i quali non si allineano al grillismo megarese.

Denigrare, offendere, augurarsi che gli avversari politici “devono morire pazzi” non solo rappresenta un modo di pensare che noi non apprezziamo, ma racconta tanto del livello dello scontro politico; definirlo terra terra può solo essere un complimento.

Ci auguriamo che la maggioranza (o chi ne guida le sorti) abbia in sé un sussulto di orgoglio e ritrovi la voglia di lavorare per la Città, insieme a tutti coloro che, pur nella diversità di ruolo, hanno a cuore il futuro di tutti.

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