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Augusta| In viaggio con papà si è concluso il progetto del carcere e NaxosLegge.

3 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| In viaggio con papà si è concluso il progetto del carcere e NaxosLegge.
Attualità
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Si è concluso, nell’area area verde della casa di reclusione di Augusta, il progetto “In Viaggio con Papà”; viaggi da fermi per conquistare il mondo”, nato dalla collaborazione tra il carcere di contrada Piano Ippolito e NaxosLegge, festival della narrazione, della cultura e del libro che ha già collaborato in diverse occasioni con il penitenziario.

Il direttore dell’istituto penitenziario, Antonio Gelardi ha sottolineato come il progetto nasca dalla riconosciuta importanza della tutela della genitorialità in carcere, tema al centro dell’attenzione del ministero della Giustizia, oltre che dell’associazione nazionale Bambinisenzasbarre, che ha come obiettivo quello di evitare che persone che non hanno commesso reati, i bambini, siano penalizzati nella relazione con il loro genitore/detenuto. Allo stesso modo il tema, come ribadisce il direttore, è oggetto di particolare attenzione anche nel decreto legislativo di recente emanazione, nella parte in cui prevede, per i locali destinati ai colloqui con i familiari, una dimensione riservata del colloquio ed inoltre recita che particolare cura venga dedicata ai colloqui con i minori di anni 14.

Il progetto, inaugurato nel mese di giugno, ha inteso proporre il libro e la lettura quali strumenti pedagogici non solo di rieducazione e cultura ma soprattutto come un mezzo di evasione che consentisse ai detenuti che hanno preso parte al progetto insieme ai loro figli di riappropriarsi della “ genitorialità negata” e di esprimere quella emozionalità che in frangenti tanto particolari come la detenzione si tende, spesso, a sacrificare. Gli incontri di “ In viaggio con Papà” si sono svolti nell’area verde della casa di reclusione durante i mesi estivi e oltre; ai quattro detenuti, oltre alle tradizionali ore di colloquio, sono state donate ore supplementari da trascorrere solo con i loro figli, leggendo i libri che loro stessi avevano scelto in giugno ed immaginando insieme un viaggio che hanno poi trascritto dando vita a veri e propri cahier di viaggio che sono stati oggi letti davanti ad un numeroso, attento e commosso pubblico. Quattro i detenuti che hanno richiesto di partecipare al progetto, con i loro bambini (in tutto 6 minori, dagli anni 4 agli anni quattordici)  Come ha dichiarato Mariada Pansera, referente di NaxosLegge nulla in questo progetto è stato tralasciato e, dunque, anche le mogli e madri dei minori, seguite in uno spazio diverso, da due esperte psicologhe, hanno avuto modo di esprimere se stesse e le difficoltà di crescere i loro bambini senza una figura paterna presente nella quotidianità della gestione familiare.

Il progetto ha visto l’ampia e commossa partecipazione della comunità esterna, tra cui rappresentanti di associazioni di volontariato, il presidente, Sebastiano Gulino e soci del Kiwanis club Augusta dinnanzi alla lettura di un viaggio di emozioni, alla cui stesura i detenuti sono stati guidati dalla docente Mariada Pansera, che li ha sostenuti nell’esternazione di sentimenti d’affetto e di forte senso di responsabilità genitoriale. Anche i bambini hanno voluto raccontare il loro viaggio tanto sperato con il loro papà, mentre le madri hanno lasciato parlare una di esse a nome di tutte, per esprimere sentimenti identici sebbene nella loro unicità di donna e di percorso di vita. Denso di significato l’intervento delle figure coinvolte la progetto, la psicologa Falco e Fulvia Toscano, presidente della associazione Naxoslegge, la quale ha salutato il progetto evidenziando come in una società ove la figura del padre assume sempre meno rilievo, si imprime come forte l’esigenza per il figlio di ricercare ad un certo punto del  proprio percorso di vita, il padre, come un nuovo Telemaco alla ricerca di Ulisse. Emerge, inoltre, forte l’intento della direzione di far si che tale esperienza possa trovare nuovi tempi e nuovi spazi per dare senso e luce al trattamento penitenziario  ed evitare che non sia, pena aggiuntiva alla privazione della libertà, la difficoltà di esercitare il ruolo paterno.

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