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Augusta| Incontri culturali a cura della Società augustana di storia patria per i soci dell’Unitre

7 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Incontri culturali a cura della Società augustana di storia patria per i soci dell’Unitre
Cultura
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L’aula magna dell’Istituto “Gaetano Arangio-Ruiz”, sede degli incontri culturali dell’associazione Unitre di Augusta, presieduta da Giuseppe Caramagno,  ha ospitato  il terzo degli incontri programmati dall’Unitre in collaborazione con la Società Augustana di Storia Patria. Dopo  la trattazione nel mese di gennaio a cura del presidente della società augustana, Giuseppe Carrabino  sul tema “Splendori della fede, Argenteria sacra nelle chiese di Augusta” e “Augusta sacra, reliquie e reliquiari”, è stata la volta di Salvatore Romano, il quale cogliendo l’occasione del 325° anniversario del terribile terremoto che nei giorni 9 e 11 gennaio 1693 devastò il Val di Noto, ha svolto una relazione sul tema “Il ricordo del terremoto del 1693 nell’epigrafi augustane”.

Ha ricordato così la menzione del sisma riscontrabile sulle epigrafi affisse su tre edifici religiosi augustani: chiesa di Gesù e Maria, convento di San Domenico, convento dei Frati Minori Osservanti e chiesa di San Francesco di Paola; nella trascrizione dell’epigrafe della distrutta chiesa di Gesù e Maria; sull’antica lastra tombale della famiglia di Pietro Tringali scolpita nel quarto decennio degli anni 1740, rinvenuta verso la fine degli anni 1980 negli scavi archeologici della piazza San Domenico.

Romano, avvalendosi di una proiezione multimediale ha esposto l’argomento, ricordando il luogo geografico identificato come Val di Noto ed evidenziando come quella catastrofe divenne all’epoca anche l’argomento di moltissime cronache locali, di osservazioni scientifiche e di rappresentazioni artistiche. Ma per meglio descrivere cosa succedé ad Augusta, ha preferito ridar  voce all’anonima monaca benedettina del convento di Augusta, leggendo la breve cronaca redatta dalla suora alcuni giorni dopo il terremoto. Quindi la proiezione delle immagini delle epigrafi nei cui testi in latino si menziona il  terremoto. I testi sono stati resi anche nella traduzione italiana curata dal compianto Preside Prof. Giovanni Satta.

Ancora una volta l’Unitre-Augusta ha partecipato numerosa: segno questo dell’interesse e sensibilità verso la storia della nostra città. A nome dei suoi soci il presidente Caramagno ha espresso soddisfazione e gratitudine per la collaborazione offerta dalla Società Augustana di Storia Patria, “che – ha detto Caramagno – propone all’attenzione dell’Unitre argomenti nuovi, talvolta inediti, è anche quando non lo sono essi destano comunque interesse, grazie alla cura con cui vengono preparati e all’uso dei nuovi strumenti multimediali.”

Intanto prosegue la campagna adesioni dei Soci sostenitori alla Società Augustana di Storia Patria. Con l’adesione e il versamento della quota sociale di quindici euro si ha diritto a ricevere il “Bollettino” con i contributi di quanti si occupano della storia, della tradizione, del vissuto della comunità.

 

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