breaking news

Augusta| Intervista su “La Repubblica”: Il ministro Graziano Delrio “scarica” il commissario straordinario dell’autorità portuale di Augusta Alberto Cozzo

Augusta| Intervista su “La Repubblica”: Il ministro Graziano Delrio “scarica” il commissario straordinario  dell’autorità portuale di Augusta Alberto Cozzo
Politica
'
0

“Non mi sembrava un fulmine di guerra” –  “E qualcuno le ha mai suggerito il nome di Cozzo?”   “Solo una persona lo ha fatto. la sindaca di Augusta 5 stelle me ne ha parlato bene. E le ho detto che non mi sembrava così bravo”,  ma Di Pietro smentisce – Iniziati i “giochi” per il nuovo presidente?

Per quanto breve, l’intervista al Ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio pubblicata stamattina dall’autorevole quotidiano “La Repubblica”, e ripresa da tutti i mass media nazionali, non può passare inosservata, soprattutto per i risvolti locali dei temi toccati. Essa è destinata sicuramente a destare scalpore tra le acque già agitate della politica augustana. Che un ministro (il cui nome è venuto fuori dalle intercettazioni nell’inchiesta di Potenza sul “Petrolio”) per tutelare la sua reputazione presenti un esposto alla Procura è più che legittimo; che poi lo stesso ministro si interroghi se sia stato oggetto di una vera e propria attività di “dossieraggio” mirata ad indebolirlo sul piano politico è pure questo comprensibile. Inquietanti piuttosto appaiano gli interrogativi a cui Del Rio chiede immediata risposta, se cioè “…pezzi dello Stato tramano contro altri pezzi dello Stato…”  e “…se la gente  – non solo un ministro  – può fidarsi delle Istituzioni…”  posto che in un colloquio telefonico intercettato l’alto burocrate ministeriale Valter Pastena riferisce testualmente a Gianluca Gemelli – l’imprenditore augustano convivente dell’ex ministro Federica Guidi –  che “I carabinieri sono venuti a portarmi in ufficio   un regalo. Usciranno le foto di Del Rio a Cutrò con i mafiosi…”. Il navigato uomo politico dovrebbe però pur sapere (il suo non è certo il primo caso) che la lotta politica – a qualsiasi livello – ormai da tempo si fa con tutti i mezzi, leciti e non, comprese denunce penali più o meno pretestuose ed infondate ed attività di “dossieraggio”, magari con complicità e/o connivenza di rappresentati delle istituzioni infedeli. Così come l’ “ingenuo” Del Rio non può non capire che se – a suo dire – il potente Ivan Lo Bello  non gli ha mai parlato della riconferma di Alberto Cozzo è solo perché probabilmente non aveva nessuna ragione per esporsi visto l’orientamento generale perseguito dal ministro di procedere, nelle more dell’entrata in vigore della nuova legge sul riordino del sistema portuale, alla riconferma di tutti (o quasi tutti) i commissari in carica. D’altronde Del Rio non può – come suol dirsi  – “cadere dal pero” sul ruolo preponderante, seppure a volte impalpabile, giocato da Ivan Lo Bello all’autorità portuale di Augusta sin dai tempi della sua istituzione. Ruolo esercitato, a volte partecipando personalmente ai lavori del comitato portuale sotto la presidenza dell’Ing. Pippo Spanò, poi con la presenza all’interno dell’ente portuale di uomini a lui direttamente o indirettamente riconducibili. Come ad esempio negli anni 2008 – 2013 quando a ricoprire la carica di presidente dell’autorità portuale di Augusta fu il dott. Aldo Garozzo, uomo “ERG” e Presidente Confindustria SR per tanti anni,  (ma fortemente voluto anche dal potente – all’epoca – ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo). Era il periodo in cui si discuteva dell’accordo di programma per la bonifica della rada di Augusta e dei 780 milioni di euro di finanziamento  promessi ma mai arrivati o dell’interessamento dei “cinesi” per il porto megarese a cui solo Garozzo e qualche giornalista etneo, tra lo scetticismo generale, credevano. Ma, a ben leggere, la dirompente intervista di Del Rio suona come una vera stroncatura sotto il profilo gestionale e professionale per l’attuale commissario dell’autorità portuale di Augusta Alberto Cozzo e, nel contempo, svelerebbe retroscena inimmaginabili di cui sarebbe protagonista la Sindaca di Augusta
del rio4logoMaria Concetta Di Pietro
, che però in tarda mattinata ha tempestivamente postato su facebook la propria smentita, innescando la miccia per uno scontro istituzionale senza precedenti per la realtà augustana. Ma andiamo con ordine. Del Rio – si sa – è politico equilibrato e non certo incauto. E non può pensare che la sua intervista, rilasciata ad uno dei giornali più letti in Italia, possa essere priva di conseguenze. Se egli ha ritenuto di denunciare pubblicamente una sorta di immobilismo (a fronte di mirabolanti annunci) sugli investimenti nel porto di Augusta è evidente che qualche problema esiste, a maggior ragione se riferisce pure di un “affiancamento” dell’A.N.A.C. (autorità nazionale anti corruzione guidata da Raffaele Cantone) “…per evitare problemi”. Se poi lo stesso Ministro delle Infrastrutture si spinge ad affermare (utilizzando un linguaggio non certo istituzionale) “..che con questo Cozzo ho un carteggio in cui cerco proprio di stimolarlo a muoversi…” la delegittimazione è chiara. Ora, se per capire quali siano “i problemi” a cui si riferisce il ministro Del Rio bisogna forse attendere gli sviluppi delle inchieste che le procure di Potenza e Siracusa stanno conducendo, sul piano logico (e politico) le conseguenze dovrebbero essere inevitabili. Ad Alberto Cozzo, così platealmente sfiduciato sui media nazionali, non resterebbe che rassegnare le proprie dimissioni al più presto. Se così non fosse, non sarebbe da escludere un intervento diretto a breve termine del ministro in persona, altrimenti non si capirebbe la sua dura presa di posizione. Del Rio, uomo forte del Governo Renzi, infatti non può correre il rischio di passare agli occhi attenti della politica come “uno che dice ma non fa”; ne perderebbe in autorevolezza. D’altronde la prima nomina di Cozzo risale al novembre 2014 quando al ministero delle infrastrutture sedeva Maurizio Lupi, numero 2 dell’N.C.D. facente capo al ministro Angelino Alfano. Non è escluso che l’intervista di Del Rio abbia aperto la difficile partita per la nomina del futuro presidente del sistema portuale integrato Augusta – Catania. E, in questo momento, “sbarazzarsi” di Cozzo potrebbe servire per lanciare un segnale alle ambiziose truppe renziane che gravitano tra Siracusa e Catania e, nel contempo,  quietare gli animi di chi ha “puntato” la prestigiosa carica. Ma non finisce qui.  Secondo il ministro Del Rio il nome di Cozzo non lo suggerisce nessuno;  a dire di Del Rio “ Solo una persona lo ha fatto. La Sindaca di Augusta, del movimento 5 stelle, me ne ha parlato bene. E le ho detto che non mi sembrava così bravo.”. Decisa e tempestiva la smentita della sindaca di Augusta che, come detto, in tarda mattinata ha negato categoricamente tale circostanza; anzi, come sua indole, è passata subito all’attacco liquidando l’intervento del ministro Del Rio come un misero tentativo di “…trascinarci nel fango con lui.”, ammettendo inoltre di aver incontrato Del Rio  ma “…una sola volta nei suoi uffici..” per parlare del porto “Core”. In verità (ma è giustificabile una dimenticanza), la sindaca il ministro Del Rio lo ha incontrato almeno in un’altra occasione: esattamente ad Augusta, appena eletta, in quell’assolato sabato pomeriggio del 22 Giugno, quando –  tutti i presenti ricordano – lo stesso Del Rio, finita la parte ufficiale della visita al Porto alla presenza delle autorità civili e militari, volle appartarsi con il primo cittadino. Indubbiamente bene ha fatto la Di Pietro, senza alcun timore reverenziale, ad attaccare frontalmente il Ministro Del Rio, cercando di sgombrare il campo da qualunque ombra o sospetto. In effetti, riesce difficile credere come una “pura” militante del M5S, immune per “statuto” ad inciuci e accordi della politica, possa sedersi con “Graziano”  per spartirsi poltrone, senza alcuna consultazione dei cittadini e valutazione dei “curricula” per cariche così importanti. Ma è altrettanto irrealistico immaginare, salvo prova contraria, che un ministro della Repubblica possa mentire così spudoratamente. Anche qui delle due l’una: o mente la sindaca o mente il ministro. Difficile se non impossibile scoprire come sono andate in verità i fatti. Ma poco importa:  contrariamente a quanto succede negli altri Paesi, in Italia chi mente non si dimette. L’unica certezza può essere data dalle dimissioni di Cozzo, che al momento non sono ancora arrivate. (r.t)

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com