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Augusta| La campana dell’eremita ha ripreso a suonare

2 Gennaio 2018 | by Rosa Tomarchio
Augusta| La campana dell’eremita ha ripreso a suonare
Cultura
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Good New. Quattro giovani augustani riprendono la leggenda di padre Paolo Serra che nel 1551 salvò gli augustani dallo sbarco dei Turchi. Oggi la costa rocciosa è un luogo ameno per i diportisti. Oggi potrebbe essere molto di più grazie anche al video di Francesco, Giovanni, Saretto e Michela.

La Campana dell’Eremita non è un semplice video. Pochi giorni fa, proprio per la Notte di Natale, da queste pagine lanciammo a voi tutti, noi redazione Webmarte compresi, una nuova sfida 2018: aprire una finestra riservata solo ed esclusivamente alle Good News. Oggi è con vivo piacere che annoveriamo una vostra buona notizia che merita la pubblicazione. Se non altro perchè nasce dal genio e dal cuore di giovanissimi augustani che amano profondamente la propria città, non solo.
Hanno manifestato vivo interesse per la storia del loro territorio, hanno studiato, si sono applicati giungendo ad una conclusione: senza la memoria non si va da nessuna parte. Non c’è futuro. E il fatto che lo hanno compreso dei giovanissimi già fa ben sperare per un futuro certamente migliore. Un progetto culturale, il loro, che meriterebbe l’attenzione dei più grandi. per esempio dell’associazione Storia Patria o del Sindaco o dell’assessore alla Cultura o alle Politiche Giovanili. Bisogna ascoltare quanto hanno da dire. Da raccontare. 

Loro, uomini e donne di domani, sono Francesco, Paolo, Saretto, Giovanni e Michela. Quattro amici, qualcuno lo diventerà strada facendo, nel vortice di una passione per l’arte che lega tutti. E allora, come dicevo nell’incipit, “La campana dell’eremita” non è un semplice video. E’ molto di più per quanto già detto sopra e per quello che racconterò attraverso le loro stesse parole.
Tre ragazzi un giorno decidono di fare un progetto insieme. Non andare a zonzo per il corso o per Brucoli. L’idea iniziale di questo progetto era sicuramente di divertirsi insieme unendo le proprie passioni, le riprese video, la musica, la fotografia, la danza.  Quindi accade che Francesco Anfuso, pilota certificato Enac di drone e produttore del video in questione, contatta inizialmente Giovanni di Mauro, giovane musicista violinista, per vedere se era interessato a realizzare un video mentre lui suonasse.
Dopo qualche oretta (è proprio vero quando c’è passione le cose scorrono veloci!) Francesco e Giovanni contattano un terzo amico, Saretto Giuffrida (dj, autore e compositore) con l’intento di coinvolgerlo nel progetto: realizzare una colonna sonora per il video con musiche originali. Magari qualcosa che non si era mai sentita prima. Inedito, si dice. Ed ecco che nasce questo bel motivo coinvolgente. 

Ma i tre non si fermano mica qui. Il violino da solo non basta. Bisogna rendere questo suono soave linguaggio universale ad uso e consumo principalmente “giovane”. L’idea di realizzare il video allo sbarcatore dei Turchi nasce casualmente, e come si sa le cose che nascono in questo modo sono sempre le migliori. Fatte le prime riprese con Giovanni, Francesco comincia a creare una bozza ma si rende subito conto che non basta un semplice video per riuscire a coinvolgere il pubblico. Serviva una storia!
“Dopo qualche idea buttata qua e la – racconta Francesco Anfuso – mi si accende la lampadina e sono voluto andare a capire il vero significato del nome di quello scoglio dalla vista spettacolare. E come si evince anche dal video nasce questa idea di raccontare un pezzo di storia di Augusta. Ecco, appunto, la storia del frate eremita Paolo Serra il quale morì per cercare di salvare la popolazione augustana”.
Ma il progetto necessita di una figura femminile, gentile ed eterea. E così arriva Michela Fichera, la ballerina, per dare il senso della pace e della tranquillità prima dell’attacco dei turchi. Non poteva mancare nelle scene finali la comparsa del frate (stavolta Saretto Giuffrida è in veste di attore) per rievocare quell’uomo che il 17 luglio 1551 morì da eroe, morì per cercare di salvare la popolazione di Augusta dall’attacco dei pirati saraceni (I Turchi).
La storia ci restituisce oggi un pezzo di memoria di un luogo poco valorizzato, assai noto solo a chi ama il mare incantato e incontaminato. Ancora oggi, poco prima della scogliera, una targa, apposta sul muro di una casa privata, ricorda il sacrificio di “Serra Paolo (contrada Serpaolo) il quale all’alba del 17 Luglio 1551 suonando una campana sembra destò gli Augustani dal loro riposo consentendogli di difendersi e di mettersi in fuga dall’invasione degli Ottomani che quel giorno, come in tante altre occasioni, avrebbero messo a ferro e fuoco la cittadina“.
La storia di Francesco, Giovanni, Saretto e Michela invece continua. Il nostro augurio è che il loro progetto veda la luce nelle sedi opportune. Nel nostro piccolo abbiamo raccontato una “good new”, abbiamo preferito esaltare in questa sede innanzitutto l’operato disinteressato di questi giovani augustani e non tanto la location già nota e bella di per sè. Ognuno tragga le sue conclusioni. Al progetto hanno collaborato anche l’istruttrice di danza Giorgia Gulino, Rosario Giuffrida (il monaco).
(Rosa Tomarchio)
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