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Augusta | La Casa di Reclusione diventa una “polveriera”

Augusta | La Casa di Reclusione diventa una “polveriera”
Cronaca
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I sindacati di Polizia penitenziaria intervengono sui gravi episodi di violenza e sangue che caratterizzano ormai da mesi la Casa Reclusione di Augusta e vede vittima il personale di Polizia Penitenziaria.

Una situazione intollerabile e insostenibile. Viene definita così l’attuale situazione della Casa di Reclusione di Augusta da parte delle segreterie provinciali dei sindacati di polizia penitenziaria USPP, GGIL, CISL, CNPP e SIPPE, che intervengono sull’ultimo episodio di violenza di un detenuto che ha aggredito, al rientro dal campo sportivo e per futili e inspiegabili motivi, un Assistente Capo comandato di servizio di vigilanza, colpendolo ripetutamente con violenza.

“Non si può consentire che i servitori dello Stato – affermano in un comunicato le segreterie provinciali dei sindacati di polizia penitenziaria USPP, GGIL, CISL, CNPP e SIPPE –   vengano impunemente aggrediti da oltre 6 mesi ad Augusta. Chiediamo l’invio urgente degli Ispettori Ministeriali per valutare le criticità che alla Casa Reclusione di Augusta danno spazio a qualche detenuto convinto che presso questo istituto si possa aggredire il personale di Polizia Penitenziaria senza pagarne pesantemente le conseguenze. Abbiamo anche chiesto – continua il comunicato – l’avvicendamento della Autorità Dirigente di questa struttura dopo aver più volte denunciato alle Autorità superiori le gravi condotte antisindacali.

Si chiede di attuare immediatamente le disposizioni sui trasferimenti per ragioni di ordine e di sicurezza ai sensi dell’art. 42 O.P. e di valutare proposta di attivazione della procedura volta all’applicazione del regime di sorveglianza particolare ex art. 14 bis O. P. in base, anche, alla recente circolare GDAP del 23 Luglio 2020 n. 3689/6139 a firma del Sig. Capo del Dipartimento e del Sig. Vice Capo del Dipartimento sul tema delle “aggressioni al Personale – Linee di Intervento”. Si ribadisce la necessità di fornire al personale di adeguati sistemi di contenimento, strumenti che consentono alla Polizia Penitenziaria di poter intervenire in sicurezza e nel rispetto delle leggi, senza rischiare di incappare nel reato di tortura per chi dà un apporto su questo tipo di evento critico come le aggressioni.

Riaffermiamo – conclude il comunicato –  la richiesta di riapertura delle carceri di Asinara o Pianosa isola ove confinare quei detenuti che della violenza fisica ne fanno elemento di vita all’interno degli istituti penitenziari”.

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