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Augusta| La chiesa del Cimitero non risale al XVIII secolo

Augusta| La chiesa del Cimitero non risale al XVIII secolo
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A sostenerlo è il cultore di storia e tradizioni popolari Giuseppe Carrabino.

Giuseppe Carrabino

Giuseppe Carrabino

Da qualche giorno, a distanza di poco meno di ventisette anni dal terremoto del 13 dicembre 1990, sono stati avviati i lavori di consolidamento e restauro della Chiesa di Gesù Redentore ubicata all’interno del Cimitero Comunale.  L’avvio del cantiere è stato salutato da un generale clima di consensi, anche perché le strutture metalliche che erano state realizzate all’indomani del sisma per sostenere le fragili murature con le profonde fessurazioni, si presentavano ossidate mentre le parti in legno da tempo presentavano evidenti cedimenti.

Negli anni, in occasione delle celebrazioni di Ognissanti e per la commemorazione dei Defunti, la chiesa interdetta al culto ma soprattutto il portale puntellato, costituivano il segno di poca attenzione per la “città dei morti”.  Tuttavia occorre fare una precisazione in merito alle notizie che reiteratamente sono state fornite a mezzo stampa. Si è detto che la chiesa risalirebbe al XVIII secolo quale luogo di preghiera per i contadini della zona, edificata ancor prima del Cimitero.  La notizia è priva di fondamento ma soprattutto si tratta di un errore che mi auguro ponga fine ad una querelle che si trascina ormai da parecchio tempo.

Diciamo innanzitutto che la chiesa di Gesù Redentore è stata benedetta e aperta al culto il 29 Maggio 1904 contestualmente all’inaugurazione del nuovo cimitero comunale. L’equivoco su un luogo di culto già esistente nel XVIII secolo è stato determinato dalla documentazione prodotta dai tecnici che hanno elaborato il progetto di restauro.  Per dovere di cronaca occorre ricordare che in effetti in località Pezzagrande, attigua al vecchio cimitero – demolito nel 1978 per consentire la costruzione nell’area di risulta di un magazzino comunale – sorgeva la chiesa rurale di S.Vito di pertinenza del feudo della famiglia Martelli-Zuppello. L’edificio sorgeva nei pressi dell’abbeveratoio dal quale prendeva nome tutta la contrada; denominazione conservata tuttora malgrado la scomparsa dell’antica fontana. Si trattava di una chiesetta frequentata di buon mattino dai contadini prima di recarsi nei campi. Per intenderci la chiesa di S.Vito era ubicata nel punto dove oggi sorge una rivendita di mangimi per animali e attrezzi per la campagna. Non conosciamo la data di edificazione della chiesa, i documenti confermano solamente che fu distrutta dal sisma del 1693 e prontamente ricostruita con le rendite della famiglia. Il 31 gennaio 1696, agli atti del Notaio Pietro Ferrara, il Barone Don Ercole Martelli fondò una Cappellanìa Laicale amovibile per la celebrazione delle SS. Messe nelle Domeniche e feste di precetto. Per questa fondazione assegnò in dote cinque onze destinate al Cappellano e per le spese di cera e suppellettili. Da un documento datato 16 agosto 1741 a firma del Sacerdote D. Emanuele Martelli, apprendiamo che nel feudo vi era “un trappeto per uso di macinar sale ed olive, oltre ad un magazzino con un riposto, ……..la chiesa vecchia, ed altresì un altro riposto collaterale alla stalla novamente fatta”. Del resto, il ricordo del tappeto è ancora vivo in tanti augustani che fino a qualche decennio orsono vi si recavano per la macina delle olive. Ancora nel 1877, da una relazione del Sindaco inviata al Regio Subeconomato dei Benefici Vacanti per la Diocesi di Siracusa, si evince che la chiesa era di somma utilità per la popolazione rurale dei dintorni, ma per la sua vetustà si è ridotta in una condizione deplorevole mancando di quasi metà di tetto, di porta ed altro, così non si è potuto tenere aperta per le celebrazioni delle messe nelle feste e domeniche. Con la stessa relazione il Sindaco inviò una perizia per le urgenti riparazioni da eseguirsi.

Nel corso del Novecento i locali della chiesa furono riadattati a magazzino e successivamente demoliti per consentire la costruzione di un edificio privato con piano rialzato. Mi auguro pertanto che sia stata fatta definitiva chiarezza circa la datazione dell’attuale chiesa del cimitero che non è del XVIII secolo ma del 1904”.

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