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Augusta | La città rivive la lunga giornata del Venerdì Santo

Augusta | La città rivive la lunga giornata del Venerdì Santo
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Grande partecipazione alla processione del simulacro del Cristo Morto dell’alba, portato fuori dalla chiesa di San Giuseppe dall’omonima confraternita alle 5 per farvi rientro poco prima di mezzogiorno. La scorsa notte e ieri sera si sono rispettivamente rinnovate la tradizione della tromba e il flash mob: “Una luce per Augusta”.

La lunga giornata del Venerdì Santo ad Augusta, caratterizzata dalla doppia processione del Cristo morto, è tornata dopo la pausa forzata dettata dell’emergenza Covid ad attirare una moltitudine di gente. Ha avuto inizio alle 5 con la processione curata dalla Confraternita dei “mastri” di San Giuseppe, che per l’occasione indossano il tipico abito penitenziale risalente al periodo della dominazione spagnola. La processione con il simulacro del Cristo morto, adagiato nell’urna ricoperta di camelie, ha attraversato le vie del centro storico per fare ingresso in ogni chiesa dove è stata esposta solennemente l’Eucarestia.

Nel pomeriggio, l’altro atteso momento, quello previsto dalla liturgia ufficiale con la processione cittadina del Cristo morto a cura della confraternita dell’Immacolata. Oggi alle 19 in piazza delle Grazie tradizionale “A scisa a cruci”. Il seicentesco simulacro venerato nella Chiesa ex conventuale della Grazia, viene posto sulla croce, dopo l’omelia del sacerdote, il Cristo viene deposto nell’urna per attraversare le vie cittadine. In via Xiacche angolo via  Xifonia, ha luogo il tradizionale incontro con il simulacro dell’Addolorata venerata nella chiesa di San Francesco di Paola. La processione seguirà il seguente percorso: piazza della Grazia, via Roma, via Xiphonia, via Alabo, via Megara, via della Rotonda, via Principe Umberto, via Roma, dove all’angolo con via Xiphonia prima del rientro in chiesa del Cristo Moprto avrà luogo il tradizionale rito della “Spartenza”.

La notte scorsa si è invece rinnovata la tradizione della notte del Giovedì Santo. Da poco prima  della mezzanotte  alle prime ore del mattino le vie di Augusta  sono state percorse  da una tromba e da un tamburo. Due strumenti per riproporre una struggente melodia che nel silenzio della notte provoca tristezza e nel contempo vuole essere un invito alla preghiera e alla memoria  per ricordare il dolore di Maria alla ricerca del Figlio. Una tradizione che ai giorni nostri, viene rinnovata da due musicisti del corpo bandistico “Federico II – Città di Augusta”: il maestro Gaetano Galofaro alla tromba e Emanuele Di Grande al tamburo. A partire da ieri sera, invece, per il terzo anno consecutivo ha registrato partecipazione l’iniziativa promossa dalla Società di Storia patria: il flash mob: “Una luce per Augusta” nell’aprile del 2020 durante il primo lockdown con lumini accesi e posti sui balconi e sui davanzali delle finestre.

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