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Augusta| La didattica inclusiva a scuola: al Corbino corso di aggiornamento per insegnanti

17 Novembre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| La didattica inclusiva a scuola: al Corbino corso di aggiornamento per insegnanti
Attualità
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Si sta svolgendo, nel 2° Istituto Comprensivo “Orso Mario Corbino” di Augusta, diretto da  Maria Giovanna Sergi, un corso di aggiornamento su “La didattica inclusiva a scuola: principi, metodologie, esempi di buone prassi”. Rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado dell’Istituto, tende a implementare e migliorare conoscenze, abilità ed atteggiamenti (competenze), in tema di programmazione, gestione e valutazione di interventi didattico-educativi in una scuola inclusiva.

“La didattica inclusiva a scuola: principi, metodologie, esempi di buone prassi” è tema del corso di aggiornamento in corso nel II Istituto comprensivo “Orso Mario Corbino” del dirigente scolastico Maria Giovanna Sergi. Il corso, rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado dell’Istituto, tende a implementare e migliorare conoscenze, abilità ed atteggiamenti (competenze), in tema di programmazione, gestione e valutazione di interventi didattico-educativi in una scuola inclusiva. Avviato il 30 settembre, il corso, della durata di 30 ore, è organizzato su 3 differenti moduli formativi: il primo, basato sull’approfondimento delle raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, ha approfondito i principi, le dimensioni e gli ambiti di applicazione dell’educazione inclusiva, soffermandosi sulla comunicazione, sulle relazioni e sul ruolo dell’insegnante e proponendo modelli pedagogici rilevanti per la gestione delle criticità a scuola.

Il secondo affronterà l’approccio didattico all’educazione socio-emotiva, la didattica cooperativa e metacognitiva e la didattica basata sulle differenze. Infine il terzo tratterà  dell’Adhd, sia dal punto di vista clinico sia fornendo esempi concreti di programmazione educativa e didattica; porrà attenzione all’autismo e alla gestione dei comportamenti-problema e l’utilizzo di strumenti comunicativi efficaci nella pratica scolastica. Esperti formatori del corso oltre a Francesco Sciuto (medico specializzato in psichiatria e neuropsichiatria infantile, già difensore dei diritti del bambino del Comune di Siracusa, esperto dei disturbi dello spettro dell’autismo, di inclusione scolastica e di riabilitazione neurologica), sono Veronica Russello, psicologa e psicoterapeuta e Antonio D’Aquino pedagogista e consuelor. Il corso si arricchirà anche della testimonianza speciale di un giovane con autismo ad alto funzionamento per meglio chiarire, capire, affrontare vissuti, episodi, esperienze didattiche  e socio-emotive dalla retrospettiva di un ex alunno con disabilità. Si concluderà il 12 febbraio 2020.

One Comment

  1. La scuola è l’istituzione preposta dalla comunità politica per preparare le future generazioni di cittadini ad essere formati e consapevoli di diritti e doveri del sistema di convivenza civile, regolato da usi e costumi da una parte e imposizioni comunemente accettate per la difesa della pace reciproca.
    La scuola ha il compito difficilissimo di contrastare la mentalità spontanea, tradizionalista, chiusa a cambiamenti e tendente alla riduzione di interesse sempre più in ambito stretto, localistico e campanilistico, effimero e codificato in comportamenti futili, autolesionisti, acritici, irrazionali, che si afferma in cultura tribale.
    Il sistema scolastico deve sollecitare le coscienze degli alunni ad una interpretazione della società dinamica, evolvente, in progressione demografica, sociale, economica, culturale, come comunità aperta al confronto con il mondo intero, dialogante criticamente ad ogni stimolo proveniente da contatti fisici e digitali dall’esterno, saper filtrare e metabolizzare conoscenze utili e lanciare le proprie idealità nel processo di dialogo fecondo che affronta i piccoli problemi propri, del proprio gruppo scolastico, allargando sempre più lo sguardo ai problemi più grandi della comunità locale e interessandosi alla collocazione logica, intuitiva, della posizione del proprio territorio nella globalità, nell’umanità differenziata e in conflitto di interessi.
    Solo se si riesce a rendere cittadini cosmopoliti, politicamente attivi, formati e critici, inclusivi per mentalità e curiosi alla multiculturalità, spazzando via ogni forma di sciovinismo, bullismo e xenofobia, la scuola avrà avuto successo alla propria missione di formazione culturale. Purtroppo il meridione offre un quadro statistico molto preoccupante su ogni livello, sia demografico con la riduzione della propria popolazione per denatalità ed emorragia d’emigrazione, sia culturale per l’affermarsi della cultura del familismo degenerativo e campanilismo tribale, veri e propri freni alla modernizzazione democratica e palla al piede al sistema paese per l’emancipazione e apertura dell’Italia al mondo aperto, alla competitività, coesione sociale e civile che si traduce in operosità culturale, sociale e alla fine economica, in trasparenza e reciprocità, per arricchire la comunità dentro l’impegno di ogni singolo, nella cooperazione e solidarietà. Unici valori che possono difendere la pace.
    Il Consiglio dell’Unione Europea, proponente dell’intervento di riformulazione dei processi didattici di ogni grado, con corsi verso il corpo insegnanti, mira proprio all’abolizione degli stereotipi medioevali regnanti in varie realtà territoriali contro la differenza tra sessi, abilità, colore, razza, cultura, togliendo l’ostacolo di mentalità diffusa al dialogo e cooperazione, allargando la base sociale e includendo ogni presenza umana nella formazione della propria identità multipla.

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