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Augusta | La Ricetta di Malta da restaurare con fondi che il Comune prova a reperire

27 Gennaio 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | La Ricetta di Malta da restaurare con fondi che il Comune prova a reperire
Attualità
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La settecentesca commenda dell’Ordine melitense, conosciuta come Ricetta di Malta, nei mesi scorsi acquisita al patrimonio comunale sarà consolidata e ristrutturata con somme che l’amministrazione Di Mare intende reperire partecipando a bandi pubblici. Intanto le indagini archeologiche sono state affidate all’archeologa Simona Sirugo.

La Ricetta di Malta, settecentesca commenda dell’Ordine melitense, di recente acquisita al patrimonio comunale sarà consolidata e restaurata con fondi che la civica amministrazione Di Mare tenterà di reperire con la partecipazione a bandi pubblici. Nel frattempo gli interventi relativi alle indagini archeologiche sono stati affidati all’archeologa Simona Sirugo che dovrà svolgere l’attività preliminare. Contestualmente, come spiega l’assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino, si sta rivedendo il progetto risalente a 20 anni fa per adeguarlo ed ottenere i pareri necessari (in quanto quelli rilasciati dagli enti preposti precedentemente non risultano più validi)  per poter procedere a ritmo serrato per il consolidamento e il restauro dell’immobile, che insiste in via Epicarmo in Augusta isola,  e rendere così fruibile questo sito che darebbe anche lustro all’intero quartiere. Nel mese di dicembre l’assessore alla Cultura in un incontro con il sovrintendente ai beni culturali di Siracusa Salvatore Savi Martinez ha stabilito le azioni da adottare per dare risposte ad una comunità che attende da decenni interventi risolutivi. In questo contesto si inserisce la Ricetta di Malta con il progetto rispolverato che ritiene di poter inserire a bando nel più breve tempo possibile.

Dopo l’acquisizione al patrimonio comunale della Ricetta di Malta”, avvenuta l’anno scorso il sindaco Giuseppe Di Mare ha subito dato disposizione di avviare tutti gli adempimenti necessari per il recupero conservativo del monumento. A seguito della conclusione della fase propedeutica con la donazione dell’immobile da parte della famiglia Palumbo Fossati al Comune è stato immediatamente avviato l’iter per la destinazione dell’edificio a centro culturale. Il primo atto è stato la pubblicazione dell’avviso pubblico per la “selezione di un archeologo per l’esecuzione di verifica preventiva dell’interesse archeologico”. Un atto necessario per studiare gli interventi da porre in essere. Nel contempo l’assessore alle Politiche comunitarie Rosario Sicari studia tutte le possibilità di finanziamento disponibili, a livello sia ministeriale sia europeo. Il progetto, che è stato esaminato dall’amministrazione comunale con il responsabile del settore Lavori pubblici Carmelo Bramato, era stato redatto nei primi anni duemila dagli architetti Antonio Roggio e Domenico Garsia e va rivisto alla luce delle normative vigenti sia dal punto di vista strutturale, con l’applicazione dei coefficienti antisismici, sia dal punto di vista funzionale per la destinazione che si intende dare al monumento. L’intento è quello di realizzare un contenitore culturale di alto profilo con uno spazio aperto su via Epicarmo, un auditorium da ricavare nel palazzo del ricevitore.

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