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Augusta| “La Sicilia al tempo dei Borbone – Politica, economia, società e arte della Sicilia tra Settecento e Ottocento”

10 Giugno 2016 | by Sebastiano Salemi
Augusta| “La Sicilia al tempo dei Borbone – Politica, economia, società e arte della Sicilia tra Settecento e Ottocento”
Cultura
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Il Convegno si è svolto nel salone “Rocco Chinnici” del Municipio a cura di qualificati relatori e alla presenza di cultori di storia e di un folto pubblico.

Promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Augusta in collaborazione con l’Associazione “Briganti” si è tenuto nel corso della mattinata di giovedì 9 giugno nel salone di rappresentanza del palazzo municipale, il convegno “La Sicilia al tempo dei Borbone – Politica, economia, società e arte della Sicilia tra Settecento e Ottocento”. Dopo il saluto del Sindaco Cettina Di Pietro, ha introdotto i lavori l’assessore Giusy Sirena che ha presentato i relatori. Ad aprile i lavori Giuseppe Bartiromo dell’associazione “Briganti” che ha parlato di verità storiche e verità scomode del risorgimento e in particolare di una identità fuorviata dalla volontà indotta dai vincitori sabaudi. Ha fatto seguito l’intervento del consigliere comunale Giacomo Casole, presidente dell’associazione Due Sicilie che ha presentato il quadro generale della dominazione borbonica in Sicilia concludendo che presenterà ufficialmente una richiesta per l’intitolazione di una importante arteria cittadina a Carlo III di Borbone. Il prof. Pierluigi Catalfo, docente di economia aziendale all’Università di Catania ha trattato il tema della contabilità e della gestione finanziaria pubblica nel periodo in esame con particolare riferimento al sistema d’avanguardia che caratterizzava il Regno delle Due Sicilie.    Giuseppe Carrabino, già presidente della Commissione Comunale di Storia Patria e Coordinatore delle Confraternite di Augusta ha illustrato il tema “Chiesa e Società in Augusta dal XVIII al XIX secolo – Il ruolo delle Confraternite” ribadendo che queste forme di associazionismo laicale hanno assicurato assistenza caritativa e promosso culto e devozione, sepolture e suffragi. Nel 1777 la città ottenne la dignità senatoria e nel 1808 Re Ferdinando autorizzò l’istituzione della Collegiata suggerendo però che sarebbe stato più opportuno pensare ad una nuova parrocchia nell’ambito dei quartieri poveri della città. Infine una “chicca” a proposito di un artista poco noto che ha dipinto nel 1845 una “Flagellazione di Cristo” per la cappella del Crocifisso della chiesa Madre. Si tratta di Emanuele Infatino che ancora nel 1846 risultava abitante nella strada Ferdinandea (attuale Corso Umberto). Dalle indagini archivistiche pare si trattasse di un rivoluzionario che partecipò ai moti del 1848 e trovò riparo in Augusta. Carrabino ha concluso presentando una rassegna di opere architettoniche, oltre a dipinti, sculture, argenterie prodotte o commissionate in Augusta nell’arco del XVIII e XIX secolo, un patrimonio in parte disperso con l’Unità d’Italia a seguito delel leggi eversive dell’asse ecclesiastico.  Di arte nel periodo borbonico ha relazionato Iorga Ivano Prato, scrittore e ricercatore storico. Ed ancora Maria Stella Gianino, Responsabile dell’Archivio Storico Comunale di Augusta che ha presentato un inedito carteggio relativo all’assistenza dei bambini protetti da parte del Comune di Augusta. Ha concluso Giuseppe Bartiromo che ha rimarcato la necessità che si faccia chiarezza su quel periodo storico per rendere giustizia ai siciliani e al meridione d’Italia rispetto ad un Nord che in effetti ha depredato le potenzialità economiche e morali di un popolo.

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