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Augusta | La terra non smise di tremare

9 Gennaio 2023 | by Federico Tringali
Augusta | La terra non smise di tremare
Attualità
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Il ricordo del sisma avvenuto l’11 gennaio del 1693, così come quello del dicembre 1990, è parte della storia collettiva della comunità.

Un fortissima scossa di magnitudo 7.4. Questo è il terremoto che nel 1693 colpì la costa orientale della Sicilia, tra Catania e Siracusa.

Noto come “terremoto del Val di Noto”, distrusse più di 45 centri abitati causando almeno 60 mila vittime, causando un maremoto nel mar Ionio, le cui onde arrivarono fino in Grecia.

Uno sciame sismico durato qualche giorno: due giorni prima, la sera del 9 gennaio 1693, un altro forte terremoto, ma meno violento di quello dell’11, interessò la zona, facendo crollare alcuni edifici e provocando dei morti.

Il sisma che si verificò l’11 gennaio fu seguito, nei due anni successivi, da più di 1.500 scosse d’assestamento.

Bilancio apocalittico: a Catania morirono 16.000 persone; a Ragusa circa 5.000; a Lentini 4.000; a Siracusa 4.000; a Militello 3.000.

Si tratta del più intenso terremoto della storia d’Italia, il secondo sisma più disastroso della penisola, preceduto solo da quello del 1908 nello Stretto di Messina (che fu di magnitudo 7.2, ma provocò oltre 120.000 morti) e il 23° come terremoto più disastroso della storia di tutta l’umanità (quello dello Stretto è al 12° posto).

L’evento non risparmiò nemmeno la città di Augusta, con l’intero centro storico completamente raso al suolo, Augusta, con un maremoto dall’altezza stimata intorno ai 10 metri e le acque che penetrarono per circa 200 metri nell’entroterra.

Seguì una ricostruzione volta a valorizzare il barocco siciliano, lo stile architettonico con cui furono ricostruiti i centri distrutti da quel sisma nel corso del ‘700, contribuendo a rendere le città Noto, Ragusa, Catania, Siracusa e diversi altri centri grandi e piccoli del sud est della Sicilia patrimonio artistico di valore inestimabile.

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