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Augusta| L’addio ad Andrea Fazio questa mattina in chiesa Madre

Augusta|  L’addio ad Andrea Fazio questa mattina in chiesa Madre
Attualità
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Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto ad Andrea Fazio, il sottufficiale della Marina Militare, rimasto vittima di un incidente nel Mediterraneo centrale, durante un’attività addestrativa notturna programmata, il 5 aprile scorso.

I funerali di Stato alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano e del capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Valter Girardelli, sono stati officiati questa mattina dall’ordinario militare, monsignor Santo Marcianò e concelebrati dall’arciprete di Augusta don Palmiro Prisutto e dal cappellano militare di Marisicilia don Nicola Minervini con la partecipazione dei parroci della città. Il feretro del maresciallo augustano è stato accolto da un picchetto militare all’ingresso della chiesa Madre. Picchetto d’onore anche all’uscita della salma dal luogo di culto.  Parole di stima per il suo alto senso del dovere, l’altruismo, la passione per la cultura e la conoscenza e per l’alta competenza nell’attività lavorativa, che il compianto specialista di volo svolgeva con diligenza e dedizione, sono state espresse dall’arcivescovo Marcianò, dall‘ammiraglio Girardelli e da Gianluca Fazio, uno dei fratelli di Andrea che, con parole pronunciate dalla voce accorata dalle lacrime ha toccato l’anima dei numerosissimi presenti alla cerimonia, tra cui familiari, parenti, amici, conoscenti, il sindaco, Cettina di Pietro, il prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, il contrammiraglio di Marisicilia, Nicola De Felice e poi ancora i vertici militari, fra i quali il capo di Stato maggiore dell’aeronautica, il generale Enzo Vecciarelli.

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“Andrea – ha evidenziato nell’omelia monsignor Marcianò – ha obbedito a un ideale alto di servizio, alla giustizia e alla pace, credendo con forza che l’impegno per la difesa della vita, dell’ordine, dell’ambiente, del bene comune, possa veramente cambiare il mondo e, come diceva Madre Teresa di Calcutta, lasciarlo migliore di come lo abbiamo trovato. Lo ha fatto nel suo compito quotidiano, nelle sue operazioni straordinarie e nelle missioni internazionali per la pace”.

“Mio fratello – ha detto Gianluca Fazio – aveva tanti pregi era un ragazzo gentile, profondo, sensibile, innamorato della vita, dei suoi amici, dai suoi familiari e in particolare dei suoi nipoti e del suo lavoro. Non era un santo, anche lui aveva i propri difetti, era molto pignolo, organizzava tutto alla perfezione e non di rado si innervosiva se le cose non si mettevano come lui le aveva programmate, ma come pochi i suoi difetti li riconosceva, come pochissimi sui propri difetti sorrideva. Quando sorgeva un problema si abbatteva, ma il giorno dopo era pronto a ripartire. Ho parlato con tanti ragazzi in questi giorni, con colleghi e  amici di Andrea, con i nostri parenti e, tutti erano concordi nel dire che mio fratello migliorava gli ambienti in cui viveva, non lasciva nessuno indifferente, non metteva nessuno da parte, per lui tutti erano speciali. Ognuno era una risorsa per Andrea, ognuno poteva dare qualcosa. In ognuno di noi ha lasciato qualcosa. Tutto per lui era amore ogni cosa della sua vita.

E infine ha preso la parola il capo di stato maggiore della Marina sottolineando che Andrea era particolarmente esperto nel soccorso dei migranti in mare. “Compagni, amici e conoscenti, chiunque è qui perché ha avvertito un sentimento. Augusta ha dichiarato il lutto cittadino, la vicinanza ai familiari del maresciallo Andrea Fazio arriva anche dallo Stato che è qui presente con il ministro della Difesa. Il  presidente della Repubblica mi chiesto di estendere la sua vicinanza. Sono tutti uniti nel dolore per salutare chi ha perso la vita in mezzo al mare mentre svolgeva il proprio dovere e per questo l’ordinario militare nell’omelia lo ha definito un eroe. Lo specialista di volto – ha detto l’ammiraglio Girardelli – faceva la propria attività, come la fanno oggi  tutti gli uomini e le donne della marina militare a servizio del Paese”. Al termine della funzione religiosa il corteo funebre ha attraversato la via Principe Umberto fino a raggiungere i giardini pubblici. Per volontà dei familiari non sono state consentiti scatti fotografici e  riprese video all’interno della chiesa Madre.

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