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Augusta| “L’AP non si sposta!”, ma vince Bianco

27 Gennaio 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| “L’AP non si sposta!”, ma vince Bianco
Politica
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Da destra a sinistra coro unanime contro lo spostamento “provvisorio” della sede dell’Autorità Portuale a Catania. Tutti d’accordo eppure non si riesce a piegare la logica del decentramento voluta da Delrio-Crocetta-Bianco. Indignati ma inermi i deputati nazionali e regionali siracusani.

yap recordingAutorità Portuale di Augusta, una vicenda su cui non si riesce a venirne a capo, tanto sono le contraddizioni che caratterizzano questo iter che dura da un lustro almeno. Una vicenda che, purtroppo, metti in gran risalto la vacuità della politica, di una classe dirigente locale che, pur essendo tutti d’accordo al di là delle bandiere, non riesce ad imporsi al governo regionale e nazionale. Ha ragione il deputato Pippo Zappulla, quella del porto megarese è una bruttissima pagina di squallida mediazione politica contro la logica economica e progettuale. Zappulla si dice indignato contro il nefasto ruolo svolto dal presidente Crocetta.

Anche la parlamentare nazionale PD Sofia Amoddio punta il dito contro il presidente della Regione Sicilia: “il suo è un parere vincolante contro Augusta”, dice non nascondendo la sua delusione per la scelta di attribuire a Catania la sede della Autorità portuale del mare di Sicilia orientale. Come si diceva, quella del porto di Augusta è una tematica su cui tutti indistintamente si ergono a paladini, dimenticando i colori dei propri partiti.

Tutti d’accordo perché la sede dell’Autorità Portuale resti ad Augusta, eppure, questa sorprendente unità d’intenti non riesce a spuntarla su Crocetta, Delrio, Bianco. (E Di Pietro?). 

Giunge cosi la nota di Failla ed Inzolia di Fratelli d’Italia: “Spostamento provvisorio dell’Autorità Portuale a Catania? Le cause sono sotto gli occhi di tutti: l’inerzia, l’incompetenza, gli interessi inconfessabili della classe politica che ha governato, compresa quella attuale”.

300x250 Cacciaguerra Onoranze“Una vergogna – esclama il deputato regionale NCD Enzo Vinciullo, scippati nonostante la legge. E annuncia la mobilitazione generale per sventare il furto tramite un movimento di protesta che raggiungerà Catania e Palermo. Ma bisogna essere in tanti e compatti. Chi sceglierà di scendere in piazza al fianco di Vinciullo, forse i tre sindaci che si affacciano sul porto (Melilli, Augusta, Priolo)? Come spiega Vinciullo: “Ieri, è stato firmato da parte del Ministro Delrio un decreto, assolutamente illegittimo, con il quale la provincia di Siracusa e la città di Augusta vengono scippati dell’Autorità Portuale e, attraverso accordi politici e personali, in contrasto con le norme comunitarie e italiane, fa sì che, unico caso in Italia, Augusta, porto Core, non sarà Autorità Portuale, mentre Catania, unico caso in Italia, pur non essendo porto Core, sarà Autorità Portuale”.  Di fronte a un provvedimento così iniquo, così ingiusto e così insopportabile da digerire, sento tutto il disgusto umano e politico che si può provare quando la Legge viene calpestata da chi la dovrebbe fare rispettare, quando la Legge viene derisa, quando la Legge viene stuprata e violentata da chi, invece, dovrebbe adoperarsi affinché ciò non debba mai accadere. Disgustato, offeso, umiliato e ferito come la mia Terra, che dal Governo regionale e dal Governo nazionale ha subito l’ennesimo schiaffo, l’ennesimo torto. Sappia chi oggi plaude a questa evidente operazione di ingiustizia che oggi è il giorno della memoria, è il giorno in cui le vittime hanno avuto la meglio sui carnefici. Non è umiliando la nostra provincia che la vicina provincia di Catania potrà trovare ricchezza, potere economico e splendore. Invito, quindi, i cittadini tutti a mobilitarsi, a ribellarsi e ad opporsi a questo atto di arroganza politica, perché, ha proseguito l’On. Vinciullo, sia chiaro che non solo protesteremo e contesteremo, ma non ci sarà giudice in Italia a cui non chiederemo giustizia, a cui non chiederemo il rispetto della Legge, a cui non chiederemo l’applicazione delle norme comunitarie e nazionali, perché sappia il Ministro Delrio che nel nostro Paese non vi è alcuno che possa definirsi “legibus solutus”, cioè al di sopra delle Leggi e del Diritto. Anche noi, ha concluso l’On. Vinciullo, come il mugnaio di Berlino, troveremo un giudice che ci darà ragione, che riporterà il diritto leso e che alla fine farà trionfare la giustizia.

bloggif_5885d3a95cd61Dello stesso tenore l’intervento di Zappulla (PD): “A dispetto delle rassicurazioni e delle garanzie  che ho e abbiamo ricevuto dal Ministero, dei criteri tecnici ed economici, dei Porti Core il Ministro Del Rio – cedendo alle evidenti pressioni – ha assunto una decisione che considero una squallida operazione  politica che risponde esclusivamente alla geografia elettorale. Evidentemente  Crocetta ha contato gli abitanti di Catania e non i metri delle banchine del Porto, gli elettori piuttosto che i servizi e le potenzialità degli scali. Purtroppo la scelta della sede e della governance il Ministro è vincolato a concordarla con il Presidente della Regione e questo pastrocchio è il risultato.  Per questa ragione Crocetta non è piu’ il mio Presidente della Regione.  La sede dell’Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Orientale non è stata mai una questione di campanile o una guerra provincialistica tra Siracusa e Catania. La scelta è stata sempre legata a criteri rigorosamente tecnici, ai traffici merci, alla classificazione di Porti Core e alle potenzialità di ogni scalo portuale. E i criteri oggettivi portavano e portano – senza se e senza ma –  a individuare Augusta quale sede della nuova Autorità Portuale di Sistema.  La scelta assunta, invece, è un pasticcio che non fa onore a chi lo ha sollecitato e a chi lo ha firmato. Sono pertanto indignato per una decisione  senza senso economico e contro il territorio, contro la piena funzionalità del sistema portuale e marittimo della Sicilia Orientale. Leggo di una soluzione di chiaro aggiramento dei criteri oggettivi attraverso una sorte di  mediazione che vedrebbe i primi due anni a Catania per poi  tornare ad Augusta. Una ipotesi assurda e incomprensibile: se infatti Catania ha le caratteristiche tecniche è giusto che mantenga sempre il ruolo, se li ha invece Augusta – come è evidente a tutta Europa –  non si capiscono questi due anni. Inoltre se di soluzione di mediazione politico-elettorale si tratta, come sono convinto,  mi chiedo con chi Del Rio ha concordato una simile soluzione , ovvero chi ha dato il consenso per il Porto di Augusta!?. Perché, per evitare oltre al danno anche la beffa di una sempre incombente strumentalizzazione politica, è bene conoscere e pubblicamente chi e perché ha espresso il giudizio positivo per questa indegna operazione. Infine a quanti sottolineano ed evidenziano le appartenenze politiche ribadisco che i fatti dimostreranno che non si tratta certo di questioni di partito né di schieramento e, in ogni caso, quando in discussione ci sono gli interessi economici ed occupazionali del mio territorio e considero giuste le battaglie non ho mai avuto e non ho alcun timore a schierarmi anche contro il governo regionale e nazionale. Per queste ragioni,  a difesa e sostegno dello sviluppo economico ed occupazionale dell’intera Sicilia Orientale e per affermare i diritti e la dignità di un territorio  per quanto mi riguarda la battaglia continua ad Augusta, a Palermo, a Roma, a Bruxelles”.

Delusa la deputata nazionale PD Sofia Amoddio: “Esprimo tutta la mia delusione per la scelta di attribuire a Catania la sede della Autorità portuale del mare di Sicilia orientale”. Così Sofia Amoddio deputato nazionale PD. “Ho seguito la vicenda porto di Augusta dal primo momento, interfacciandomi innumerevoli volte con il Ministero e ricevendo sempre risposte tranquillizzanti, ma qualcosa è cambiato negli ultimi giorni in favore di Catania”. “Le responsabilità sono ben chiare e non possono essere attribuite ai deputati che si sono adoperati per fare in modo che l’autorità portuale venisse destinata ad Augusta”. “La responsabilità di questo scippo ai danni di Augusta è del presidente della Regione Rosario Crocetta che ha forzato la mano e scelto inspiegabilmente Catania”. “La legge prevede che la sede della Port Authority debba essere individuata nel porto Core, quindi Augusta, ma prevede anche l’intesa vincolante con la Regione”. “Il Presidente Crocetta ha volontariamente ignorato le caratteristiche dello scalo megarese, il suo ruolo di principale porto petrolifero italiano e la sua centralità lungo le rotte del traffico internazionale del Mediterraneo e adesso dovrà renderne conto ai cittadini della provincia di Siracusa”. “Di fronte al parere vincolante di Crocetta, il Ministero – che si era sempre dimostrato favorevole alla scelta di Augusta – ha dovuto mediare per affidare per i primi due anni l’Autorità portuale a Catania e per i successivi due ad Augusta, evitando così uno stallo che avrebbe danneggiato tutti perché avrebbe mantenuto il commissariamento”. “Confido che il presidente Crocetta chiarisca pubblicamente quanto prima le ragioni di questa scelta scellerata e spieghi ai cittadini siciliani per quale motivo continui ad avvantaggiare le città metropolitane a discapito delle altre aree della Regione”.

I coordinatori cittadini di Fratelli d’Italia di Augusta, Marco Failla e Enzo Inzolia, partito guidato da Giorgia Meloni, intervengono a seguito delle recenti novità relative all’Autorità portuale di Augusta: “La sede dell’Autorità di sistema portuale sarà “temporaneamente” a Catania. Insomma, tanto tuonò che addirittura diluviò! Perché si sa che in Italia niente è più definitivo del provvisorio, perché non avrebbe alcun senso né logica spostare nuovamente tra un paio di anni la sede dell’Autorità; esattamente come non ha senso né logica ubicarla (in spregio a tutte le regole, comprese quelle della ragione) al di fuori di Augusta. Le cause sono sotto gli occhi di tutti: l’inerzia, l’incompetenza, gli interessi inconfessabili della classe politica che ha governato e, non se la prenda chi ormai da quasi due anni amministra la città, governa Augusta. La democrazia, tanto decantata e sbandierata a parole, ci dice che abbiamo l’arma del voto; ebbene, tra non molto saremo chiamati alle urne e Fratelli d’Italia si augura che quel giorno gli augustani abbiano buona memoria”.output_l2vs8d

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