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Augusta| Le scuole dicono no alla mafia

30 Gennaio 2017 | by Federico Tringali
Augusta| Le scuole dicono no alla mafia
Attualità
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Continua il percorso di educazione alla legalità con il progetto “Coltiviamo i frutti della legalità: dagli orrori delle mafie ai sapori della terra”: protagonisti gli alunni delle sei scuole della rete “Graziella Campagna”.

bloggif_5885d3a95cd61Per il quarto anno consecutivo un progetto di educazione alla legalità della Rete di scuole “Graziella Campagna” ha ottenuto il finanziamento della Regione Siciliana nell’ambito dell’art. 14 della L.R. n. 20 del 13.09.1999, “Nuove norme in materia  di  interventi  contro  la  mafia  e  di  misure  di solidarietà in favore delle vittime della mafia e dei loro familiari”.

La rete “Graziella Campagna” è costituita da sei scuole siracusane, il VI Istituto Comprensivo “N. Martoglio”, il XIV Istituto Comprensivo “K. Wojtyla”, il IV Istituto Comprensivo “G. Verga”, il XIII Istituto Comprensivo “Archimede”, il IV Istituto Comprensivo “S. Quasimodo” di Floridia e il IV Istituto Comprensivo “D. Costa” di Augusta, diretto da Michele Accolla e capofila del progetto.

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Il progetto elaborato quest’anno ha per titolo “Coltiviamo i frutti della legalità: dagli orrori delle mafie ai sapori della terra”.

“La tematica che si è scelto di sviluppare – afferma Michele Accolla, dirigente scolastico presso l’Istituto Comprensivo “Domenico Costa” – è quella dei beni confiscati alle mafie, un argomento ritenuto significativo per le nuove generazioni per approfondire la dimensione etica, culturale ed economica dell’uso sociale dei tali beni sottratti alla criminalità organizzata.

I riflettori – continua Accolla – saranno rivolti verso la Fattoria didattica di Lentini, gestita dalla Cooperativa “Beppe Montana”, coinvolta nel progetto, aderente alla rete di Libera Terra, realizzata proprio in una proprietà confiscata alla mafia.

Gli alunni avranno modo di verificare come la confisca di un bene alle organizzazioni mafiose e il suo utilizzo a fini sociali rappresenta nella provincia di Siracusa un fronte nuovo della rinascita etica e culturale.

Trasformare case, masserie e terreni di un boss in una fattoria polifunzionale significa creare servizi, vivibilità e riaffermare il primato della legalità.

Gli alunni saranno guidati a percepire concretamente il bene confiscato come “laboratorio” di legalità, “nodo” di una rete di relazioni positive fra le istituzioni, le scuole, i Comuni e la società civile.

Attraverso la sperimentazione da parte degli alunni delle sei scuole della valorizzazione sociale del bene confiscato alle mafie – conclude Michele Accolla –  si vuole raggiungere la consapevolezza del valore della di trasformazione dei luoghi dove si sono consumati atti di barbarie terribile in luoghi della memoria e dell’impegno contro la mafia, affinché l’orrore e la vergogna si trasformino in testimonianza di impegno civile, in coraggio per costruire un luogo di vita, di cultura, di pace e di crescita sociale.” (Federico Tringali)

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