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Augusta| Leu – Centopassi su Hot spot, visita del sottosegretario Sibilia e sede Adsp.

15 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Leu – Centopassi su Hot spot, visita del sottosegretario Sibilia e sede Adsp.
Politica
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“Augusta non diventi il simbolo dell’intolleranza pentaleghista, lo stop all’Hot spot sia accompagnato dal ritorno immediato della sede dell’Adsp”: dichiarazioni del circolo e del gruppo consiliare di Leu-Centopassi sulla  conferenza stampa con il sottosegretario Sibilia per comunicare novità sul costruendo Cpsa (Centro di primo soccorso e accoglienza per migranti), convocata per lunedì a mezzogiorno dal sindaco, Cettina di Pietro.

L’onorevole e sottosegretario grillino agli Interni, Carlo Sibilia, sarà presente lunedì nel salone di rappresentanza del municipio per comunicare alla cittadinanza importanti novità sul tema dell’hotspot di Augusta. Il circolo e il gruppo consiliare di Leu-Centopassi attendono di verificare se l’esponente del governo pentaleghista darà sostanza alle voci, che circolano in questi giorni negli ambienti portuali, secondo le quali il ministro anti-immigrati Matteo Salvini stia fermando la realizzazione dell’hotspot a Punta Cugno. “Se così è – dice il consigliere comunale Giancarlo Triberio, portavoce del Circolo e capogruppo consiliare di LeU -Centopassi – speriamo che il sindaco sia pronto a seguire i nuovi indirizzi del Viminale, con la stessa obbediente solerzia con cui ha prestato piena collaborazione quando si è trattato di far realizzare un centro accoglienza nelle banchine commerciali. Considerato che i flussi migratori sono crollati per effetto della crisi libica, che ha dirottato i trafficanti di uomini sulla rotta Marocco-Spagna, lo stop all’hotspot nel porto sarebbe un fatto logico che, fra l’altro, porrebbe rimedio all’evidente stortura di usare uno scalo marittimo in attività, penalizzandone i traffici.

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Però – prosegue Triberio – non vorremmo che un atto dovuto nei confronti della spesa pubblica e dell’economia di un territorio fosse un cavallo di Troia, che nasconde ben altre ragioni. Il governo più reazionario della storia repubblicana, e “l’ufficiale di governo” che lo rappresenta  al Municipio, non usino lo stop dell’hotspot per trasformare Augusta nel simbolo della loro politica anti-immigrati, che ha già fatto finire l’Italia sotto indagine dell’Onu per i rigurgiti di razzismo. Questa città si è candidata a simbolo italiano dell’accoglienza con la deliberazione unanime del Consiglio comunale di non far trasferire il “barcone della morte”, emblema dei migranti naufragati nel Mediterraneo, per realizzare un giardino della memoria in questo territorio, diventato la Ellis Island delle future generazioni di italiani multietnici. L’hotspot nella banchine portuali non si sarebbe mai dovuto fare per ragioni di opportunità sui traffici mercantili, e se si deve cancellare deve essere solo per rimediare a quell’errore, non per inaugurare la stagione dell’intolleranza in questa comunità, che sin dai primi sbarchi si è distinta nella gara di solidarietà.

Se è la piena funzionalità di Punta Cugno che il sottosegretario pentastellato Sibilia, e la nostra obbediente amministrazione 5 Stelle hanno a cuore, allora siano conseguenti e sollecitino il loro ministro grillino alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, anche attraverso il senatore augustano Pino Pisani, a rimediare allo scippo operato da Catania e a revocare subito trasferimento della sede dell’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia orientale da Augusta a Catania.  L’Adsp deve tornare nella sua sede naturale, e deve avvenire subito, per afferrare le opportunità date dalle nuove rotte della Cina con l’Europa: solo così la cancellazione dell’hotspot a Punta Cugno trova una giustificazione economicamente e umanamente accettabile, altrimenti diventa esclusivamente inaccettabile propaganda politica sulla pelle dei più disperati.

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