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Augusta| LO SCUDO ECOLOGISTA DI DON PALMIRO PRISUTTO

Augusta| LO SCUDO ECOLOGISTA DI DON PALMIRO PRISUTTO
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Da una turbolenza di parrocchia a un caso nazionale.

Sull’uscio del panettiere ho visto un pensionato arroventarsi sul caso delle dimissioni di Don Palmiro Prisutto. È bastata la battuta infelice di un astante – “Aora u mannanu” – per far fibrillare l’anziano signore. Quanta agitazione può provocare un urlatore davanti all’uscio del panettiere! Molti sono accorsi a sentirlo gridare di questo coraggioso parroco “che ci sta difendendo dall’inquinamento”.

Don Prisutto, com’è noto, ha incarnato la disperazione di coloro che hanno avuto lutti in casa a causa di tumore; ha incarnato la paura di coloro che non ne hanno ancora avuti; ha incarnato l’irritazione di chi, dal puzzolente polo industriale, non è riuscito nemmeno a cavarne un lavoro. Strano, perché se è vero che ogni famiglia del famigerato “triangolo” industriale ha sperimentato i dolori della malattia da inquinamento è altrettanto vero che ogni famiglia di detto luogo ha beneficiato di un reddito direttamente o indirettamente collegato alle industrie.

Ma non è questo il problema che riguarda le dimissioni di Don Prisutto chieste dal vescovo. Anzi, proprio non c’entra niente.

La questione è molto più paesana. Si tratta di dissapori tra parroco e confraternite che non avendo avuto pacifico componimento all’interno della diocesi augustana sono andati a finire sul tavolo del vescovo. Il quale non gli ha chiesto di svestire i panni del prete, come urlava il pensionato sull’uscio del panettiere, ma di occuparsi magari di un’altra chiesa della città.

Ma la questione si è attorcigliata e ha cambiato piano: da paesana è diventata nazionale. Don Prisutto, oltre che arciprete di Augusta, è un ambientalista spinto. La sua messa in memoria dei morti di tumore si è rivelata un successo dal punto di vista mediatico. Ha attirato l’attenzione di testate giornalistiche importantissime. Roba che nessuno ad Augusta. Dallo sdegno di un’ecatombe all’ingegno di saper concentrare i riflettori sul “caso Augusta”. Amplificando i mal di pancia della gente il Don ha fatto palpitare i cuori di una intera comunità di fedeli.

Attorno al prelato ecologista si è consolidata l’aura della guardia popolare. Così, all’apice della notorietà, Don Prisutto è diventato quasi intoccabile. Anche fossero questioni interne alla diocesi, in ogni caso Palmiro non si tocca!

Ma quando si ragiona di pancia difficilmente si accettano tutti gli aspetti della storia. Alcuni dei quali rimangono relegati in un canto per ingenuità o per scaltrezza. La vicenda delle dimissioni di Padre Prisutto, che rivolava nelle turbolenze interne alla comunità parrocchiale, improvvisamente ha deviato confluendo nel torrente in piena della difesa dell’ambiente. Con tanto di tesi complottistiche. La bega cittadina è virata in mostro da prima pagina.

Il tempo e la ragionevolezza ricomporranno la storia. La tempesta dentro il bicchiere d’acqua, così com’è montata, si acquieterà.

Alessandro Mascia

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