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Augusta| Lo Spi Cgil chiede la restituzione dei servizi sottratti agli anziani col trasferimento di Villa Salus

26 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Lo Spi Cgil chiede la restituzione dei servizi sottratti agli anziani col trasferimento di Villa Salus
Sanità
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“La chiusura di Villa Salus rappresenta, senza dubbio, un ulteriore impoverimento della città in termini di offerta sanitaria per gli augustani”. Ad accendere i riflettori sul recente trasferimento della clinica privata, che ha sottratto al territorio megarese l’ennesimo servizio, sono Carmelo Lo Turco e Valeria Tranchina, rispettivamente segretari dello Sp Cgil locale e provinciale.

“Si tratta di un fatto – sottolineano i sindacalisti – che sta passando senza troppo clamore, ma con tanti proclami entusiasti dei rappresentanti della sanità. Se da una parte si parla di un nuovo polo sanitario, dall’altro gli augustani e in particolare gli anziani di Augusta, che si recavano a Villa Salus per un manifesto bisogno di cure, si trovano ora a fare i conti con grandi veri problemi”.

Di fronte a tale situazione lo Spi Cgil territoriale di Augusta e provinciale si fanno portavoce del disagio dei tanti anziani e delle famiglie ed esprimono la loro preoccupazione. A tal proposito, dunque, il sindacato dei pensionati della Cgil si rivolge al sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, interpellandolo sia in qualità del responsabile della sanità cittadina sia in veste di politico, nonché di donna che ha a cuore la propria città, la propria comunità e il suo futuro, affinché rappresenti al commissario dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta i reali disagi a cui andranno incontro le persone anziane, le persone in situazioni di disabilità e le loro famiglie.

Lo Spi –Cgil invita, inoltre, direttamente Brugaletta a prendere atto del problema “definendo un piano sanitario- dichiarano Lo Turco e Tranchina – che assicuri le prestazioni di cui gli anziani hanno goduto e di cui hanno necessità, creando le condizioni infrastrutturali all’interno dell’ospedale Muscatello per non arrecare ulteriori disservizi e sofferenze alle persone non più giovani che come la maggior parte della popolazione anziana, oggi sono costretti o per difficoltà economiche o per impossibilità di fruire dei servizi sanitari nel  proprio territorio a non curarsi”.

Lo Spi –Cgil si dice fiducioso della sensibilità e umanità dei destinatari della missiva e consapevole dell’attenzione delle istituzioni responsabili della sanità, confida nella volontà degli stessi a trovare riposte concrete assicurando che, in mancanza di segnali evidenti di presa d’atto della gravosa situazione e di soluzione valuterà le azioni da mettere in atto per sollecitare  il confronto.

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