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Augusta| Luca Campisi sulla vicenda “Cisma”

Augusta| Luca Campisi sulla vicenda “Cisma”
Politica
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Il responsabile ambiente di GD Sicilia, chiede che l’Assessore Danilo Pulvirenti, unitamente all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Croce e all’ Assessore Regionale alla Salute Gucciardi, convochino un’assemblea pubblica in cui sia possibile essere messi a conoscenza degli ultimi fatti, nonché di quali misure i vari livelli di governo intendano approntare per fronteggiare la situazione a breve, medio e lungo termine.

“L’operazione “Piramide”, condotta su delega della Direzione distrettuale Antimafia della procura della Repubblica di Catania dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania e del Nucleo Operativo Ecologico, apre un’altra ferita nella provincia di Siracusa, sempre più deturpata e violentata da sporchi interessi di livello nazionale.

Già dal 1949, gli insediamenti industriali legati alla fervida vita economica del porto, portarono a un cambiamento evidente nel tessuto lavorativo e sociale della città. “Fonte permanente di lavoro, di sicurezza e tranquillità. E’ scomparso il bracciante agricolo che lavorava 100 giorni all’anno; si è formato l’operaio: evoluto e moderno”, si ascolta in un documentario RAI Storia, in cui si racconta della Rada Megarese e della sua industrializzazione.

Fonte di lavoro? Certamente. Tuttavia mi chiedo: fonte di sicurezza e tranquillità? Decisamente no. Non a fronte di un inquinamento ambientale, e in particolare atmosferico, come quello dell’ormai così denominato “Triangolo della Morte” di Augusta, Priolo e Melilli.

La Sicilia sta diventando (o forse già lo è) la pattumiera d’Italia. Prima che l’illegalità getti nel baratro del disastro ambientale irreversibile il nostro territorio, è importante quindi denunciare, mobilitarsi, mettere in campo misure concrete volte a impedire il proliferare di casi come quello della discarica CISMA  di Melilli, venuta alla cronaca per gli scarti Ilva depositati illegalmente in essa. Diossina, mercurio, benzene, piombo, arsenico entrano nei polmoni dei cittadini e si trasformano in tumori. Così, leggendo i vari comunicati stampa e reportage OMS, nonché il registro tumori dell’ ASP Siracusa, si vede scorrere il destino dei futuri cittadini augustani. Destini di vite brevi, malate, inquinate. La legge Regionale n. 5/2009 di riforma del servizio sanitario siciliano prevede l’individuazione con decreto assessoriale di prescrizione in materia di prevenzione individuale e collettiva, diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria per le patologie derivanti dagli insediamenti industriali e le specifiche risorse.  Il cittadino deve essere informato, deve avere la consapevolezza di quello che sta accadendo attorno a lui e dei rischi che sta correndo il territorio d’appartenenza. Mi chiedo: a fronte di questo intervento legislativo, in che modo intende muoversi concretamente il governo regionale e locale? Dopo una battaglia di vent’anni, finalmente, anche in Italia con L. 68/2015 è stato inserito nel Codice Penale (Libro Secondo) un nuovo Titolo, il VI-bis, interamente dedicato ai delitti contro l’ambiente. Tra le nuove fattispecie di reato previste abbiamo: l’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, l’omessa bonifica. Con la sua approvazione, il Governo Renzi ha dimostrato come il tema ambientale sia centrale e strettamente connesso ai temi della legalità e della salute dei cittadini: quando si ha un cortocircuito in questo trittico ambiente-legalità-salute, a rimetterci sono, rovinosamente, i cittadini; gli abitanti della nostra Rada, in questo caso.

Come responsabile territorio e ambiente dei GD Sicilia auspicherei un interesse condiviso, vivo, che riesca anche ad andare oltre le divisioni politiche. Vorrei ravvisare la volontà di perseguire strenuamente l’unico obbiettivo sensato dell’intera vicenda: tutelare la salute dei cittadini. Invece, niente di tutto questo sotto il cielo inquinato della nostra bella terra.  Bisogna affrontare questo argomento con tutta l’importanza e le priorità del caso.  Chiedo, quindi, che l’Assessore al ramo di Augusta Pulvirenti, unitamente all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Croce e all’ Assessore Regionale alla Salute Gucciardi, convochino un’assemblea pubblica in cui sia possibile essere messi a conoscenza degli ultimi fatti, nonché di quali misure i vari livelli di governo intendano approntare per fronteggiare la situazione a breve, medio e lungo termine. La sfida ambientale, alla sostenibilità, sarà uno dei fulcri della vita, politica e non, dei prossimi anni.

Spetta a tutti noi decidere se Augusta sarà ancora una volta fanalino di coda della tutela ambientale. Anzi, vista la situazione, il tubo di scappamento”.

 

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