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Augusta | L’Uomo del Faro, in mostra le opere del guardiano e pittore Antonio Coria

Augusta | L’Uomo del Faro, in mostra le opere del guardiano e pittore Antonio Coria
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Una mostra delle più significative opere di Antonio Coria, “L’uomo del faro”, nella location a lui tanto cara e dove ha vissuto per anni, prima di lasciare questo mondo. E’ stata allestita per l’intera giornata di ieri al “Flamingo Soul Sea Restaurant” . Fare il guardiano per Antonio è stato sempre un dovere, una responsabilità. L’idea di allestire la mostra è stata della figlia Miriam.

Veniva chiamato il guardino del faro perché, nei locali che troneggiano in una delle località balneari più amata e frequentate dagli augustani, ha vissuto una parte della sua vita, svolgendo un lavoro che, purtroppo, non è stato adeguatamente riconosciuto, Antonio Coria, venuto a mancare il 24 aprile scorso all’età di 61 anni. Per l’intera giornata di ieri al “Flamingo Soul Sea Restaurant” sono state esposte le sue opere più significative. La mostra è nata da un’idea della figlia Miriam.  Il pittore è quasi un personaggio fantastico dalle idee originali e con una prospettiva dai colori accesi. Di Antonio Coria ricordiamo quella figura che per anni ben 14 ha fatto la custodia ad uno dei posti più belli e significativi per la cittadinanza augustana, direi pure questo il simbolo del nostro paese. Stiamo parlando del faro Santa Croce, tanto che lui stesso, ma anche le molteplici persone che lo conoscevano e lo andavano a trovare, si definì l’uomo del faro. Lo legava a tale posto non solo un senso civico del dovere, ma anche affettivo visto che per vicissitudini familiare per lui questo luogo fu casa.

Erano tante le ore che trascorreva ad ammirare la bellezza del luogo di questo mare alle volte sereno e pacifico, altre arrabbiato ma pur sempre incantevole ed imponente. L’immensità dello spazio, l’ indeterminatezza dell’orizzonte del mistero che lo avvolgeva diedero lo spunto da Antonio per dare vita a molte delle sue creazioni pittoresche. In ogni sua composizione le onde hanno una luce differente, cielo e mare sono come due specchi che di giorno si riflettono, di notte si ascoltano. In ognuna delle sue opere non c’è mare che la terra non abbracci e non c’è terra che il mare non lambisca. E poi c’era lui “Il Faro”, questo affascinante sentinella dall’infinito, questo fascio di luce brillante il cui scopo è quello di guidare le navi e i suoi equipaggi in acque sicure.  Pioggia o nebbia, tempesta o foschia, la luce è sempre là, dietro la lente di cristallo. Fare il guardiano per Antonio è stato sempre un dovere, una responsabilità. Bisognava essere predisposti.

Le difficoltà erano moltissime, ma almeno lui, perso nell’incanto nella vastità di quella distesa senza confine la solitudine non la sentiva. “A noi tutti piace pensare – dicono i familiari dell’uomo del faro – che adesso tu Antonio sarai immerso nel blu del tuo mare a dipingere una delle tue tele, dove si nascondevano messaggi d’amore per la tua terra ….”Amuri D’Austa”. Tu che con la tua bontà e con lo sguardo colmo di meraviglia, come di chi contempla è un’opera d’arte, accarezzavi le tele con i tuoi pennelli dando vita a dipinti che trasmettevano amore”.

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