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Augusta| Mancata bonifica campo sportivo e porto. Oltre al danno la beffa

Augusta| Mancata bonifica campo sportivo e porto. Oltre al danno la beffa
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Il Comune di Augusta costretto a pagare una sanzione pari ad oltre 388 mila euro. La denuncia di Legambiente.

“Nel nostro comunicato dello scorso 8 gennaio 2016 – spiega Legambiente – con cui rendevamo noto che a metà dicembre 2015 il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva formalmente diffidato il Sindaco di Augusta ed il Presidente della Regione a provvedere alla bonifica dell’ex campo sportivo di Augusta e avvertiva che avrebbe fatto ricorso al commissariamento nel caso in cui non si fosse provveduto entro i termini assegnati, dicevamo anche: “La diffida non lo dice ma è altamente probabile che in caso di ulteriore inadempienza la sanzione comminata dalla Corte Europea (400.000 euro l’anno per ogni sito non bonificato dai rifiuti pericolosi) venga addossata dal governo nazionale all’Amministrazione  Comunale e/o alla Regione. Sappiamo bene che le minacce di commissariamento e di multe salate non sono finora servite a cambiare o a risolvere le scandalose vicende della disastrosa gestione dei rifiuti e delle mancate bonifiche in Sicilia. È però vitale e doveroso nei confronti di Augusta e della salute dei suoi cittadini che questa storia infinita della bonifica del campo sportivo e delle aree limitrofe venga portata a termine. Ci aspettiamo quindi che l’Amministrazione Comunale attivi tutte le sue competenze ed energie – incalzando anche la regione – perché si giunga finalmente a mettere la parola fine allo scandalo ed ai guasti”. Quanto allora ipotizzavamo si è oggi puntualmente verificato. Con una nota datata 1 aprile 2016 è stata avviata l’azione di rivalsa da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) nei confronti di 11 comuni siciliani, tra i quali Augusta. Il nostro comune è chiamato in causa per la mancata bonifica sia del campo sportivo contaminato dalle ceneri di pirite e, incredibilmente, anche per i fondali del porto Megarese nei cui sedimenti sono accumulati enormi quantità di metalli pesanti ed altri veleni. E così i cittadini di Augusta, mentre sono costretti a subire i danni dell’inquinamento del loro territorio, saranno pure obbligati a pagare, nonostante le catastrofiche condizioni delle casse comunali, quasi 800.000 euro per la quota parte di infrazione, gli interessi e la sanzione semestrale (200.000 euro per ciascuno dei due siti). Pagamento che  si dovrà ripetere ogni sei mesi”.  “È paradossale e tragicomico – dice Enzo Parisi dirigente di Legambiente Sicilia e responsabile locale – che il Comune di Augusta – le cui responsabilità sulla mancata bonifica sono di modesta entità e più che altro di carattere politico, specie per la sua scarsa incisività nel “pretendere” il risanamento – sia chiamato a pagare una multa al posto del Governo, del Ministero dell’Ambiente, della Regione Siciliana e dei suoi Commissari ai quali spettava e spetta l’onere di attuare le bonifiche. Che si possa poi pensare che il  Comune potesse e dovesse provvedere alla bonifica dei fondali del porto (un’opera colossale per la quale occorrono miliardi di euro!) è il segno più evidente dell’inadeguatezza e dell’incapacità dei governi nazionale e regionale non solo ad affrontare e risolvere questa problematica ma anche semplicemente a spiegare al MEF che Augusta non c’entra e non è il soggetto a cui far pagare l’ammenda.  Scandaloso ed inaccettabile il fatto che nel caso il Comune non voglia o non possa pagare una sanzione per omissioni di altri, il Ministero dell’Economia e delle Finanze “procederà  al recupero delle risorse in questione a carico dei singoli Enti interessati ai sensi della normativa vigente”. Vale a dire che lo Stato, responsabile della mancata bonifica, per pagare la multa derivante dalla sua inazione, toglierà le somme dai fondi dei trasferimenti ordinari destinati ad Augusta. Ma non c’è solo il lato ridicolo, c’è anche quello tragico delle popolazioni sempre più abbandonate a coabitare con i veleni, il territorio contaminato, una burocrazia cieca e una pessima classe politica incapace di governare le emergenze che si trascinano da decenni. Legambiente chiede a gran voce che il governo regionale e quello nazionale avviino finalmente le bonifiche e chiamino a rispondere dei guasti chi li ha causati e chi, con comportamenti omissivi, ha consentito che venissero commessi”. Legambiente conclude invitando i cittadini, l’Amministrazione Comunale e tutte le forze sociali e politiche a riflettere su questa vicenda e ad opporsi a quella che appare come l’ennesima prepotenza verso la popolazione ed il territorio.

 

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