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Augusta | “Mare negato” polemiche per il costo del parcheggio al faro

Augusta | “Mare negato” polemiche per il costo del parcheggio al faro
Politica
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“Mare negato: ancora problemi all’orizzonte; il parcheggio doveva essere pubblico, ma l’amministrazione, invece di tutelare i cittadini ha deciso di non decidere”. Lo dichiara il consigliere di Articolo Uno, Giancarlo Triberio, capogruppo di “Nuovo patto per Augusta”, che siede tra i banchi dell’opposizione stigmatizzando il fatto che, bisogna pagare un biglietto per lasciare in sosta l’automobile per fruire di una pubblica località balneare.

Dal primo giugno scorso il terreno privato, presente nella località balneare di Faro Santa Croce è aperto al parcheggio delle autovetture inizialmente con un costo di 1 euro e 50 centesimi. Allo stato attuale però le cose sono cambiate, per l’intera giornata la somma è pari a due euro, ma solo se la vettura viene lasciata ininterrottamente in sosta. Nei prossimi giorni per le prime due ore costerà due euro e dalla terza ora 50 centesimi ogni 60 minuti. “Nella panoramica megarese, all’oggettiva difficoltà per la balneabilità, dovuta sia al miraggio di una  depurazione delle acque che si ferma ancora ai soli e sbandierati annunci di inizi lavori (e che non riesce da decenni ad andare oltre), sia alle perpetrate e ripetute chiusure degli accessi al mare di nuove e vecchie autorizzazioni per la costruzione di abitazioni, si aggiunge l’emblematico caso del Faro Santa Croce, che, luogo simbolo della stagione estiva di tutti gli augustani e per questo da sempre frequentatissimo soprattutto dalle famiglie, diventa adesso fruibile solo a pagamento”. E’ quanto dichiara il consigliere comunale di Articolo Uno, Giancarlo Triberio, capogruppo di “Nuovo patto per Augusta” che siede tra i banchi dell’opposizione.

Triberio stigmatizza il fatto che, i problemi di viabilità, sosta e parcheggio, ereditati dalla precedente amministrazione, “invece di essere risolti, sono stati pari pari consegnati, senza alcuna supervisione e quindi senza tutela alcuna per i cittadini e del bene comune agli operatori economici. Operatori che, dovendo attivarsi per l’organizzazione della stagione lavorativa, gestiscono ora parcheggi a pagamento che nessuna attenzione hanno per i residenti come, invece, avviene nelle diverse località turistiche e che, di fatto, limitano la fruibilità di un bene pubblico che, senza autovettura non è facilmente raggiungibile. Lo scudo di sentirsi adesso maggioranza, non dovrebbe far dimenticare le mozioni consiliari e la petizione in cui si chiedeva la definizione del progetto di parcheggio pubblico con procedura di esproprio a beneficio del bene collettivo, coerenza, correttezza e lungimiranza politica al servizio dei cittadini non dovrebbero solo essere slogan elettorali, ma si dovrebbero dimostrare concretamente con atti a beneficio dei cittadini tutti, soprattutto dei più deboli”.

Per il consigliere comunale di minoranza: “il problema, di cui si era bene a conoscenza, meritava una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione che avrebbe dovuto affittare e gestire i parcheggi ad uso gratuito o a prezzi calmierati per i residenti investendo gli eventuali introiti in quei servizi che da noi restano utopie, e che ne avrebbero giustificato la spesa. Rimane l’auspicio che questa sia una soluzione solo temporanea, nell’attesa di un’attenta pianificazione logistica inerente a strade, vie di fuga e parcheggi. Non serve promuovere documenti che contrastino la povertà, promuovere la Consulta delle famiglie o eventi culturali ad ogni ricorrenza di comodo quando, poi, si decide che un bene comune come il “Faro” e il suo mare non debbano più essere a beneficio di tutti, ma solo di chi può permettersi di pagare.

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