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Augusta| Mercato “Campagna Amica”. Come una iniziativa lodevole può trasformarsi in un clamoroso “autogol”

28 Ottobre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Mercato “Campagna Amica”. Come una iniziativa lodevole può trasformarsi in un clamoroso “autogol”
Politica
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Il comandante della polizia municipale Barbera si affretta a smentire divergenze con la sindaca Di Pietro prendendosi la paternità della determina. Ma non fa che peggiorare le cose. L’opposizione però deve essere credibile… e Schermi non lo è.

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Schermi - Di Pietro

Schermi – Di Pietro

L’iniziativa non è posta in discussione. Unanimemente da tutti fronti viene riconosciuta come valida, intelligente ed utile, ma purtroppo, dopo l’esposto al Prefetto dell’ex Vice Sindaco Giuseppe Schermi, l’iter burocratico seguito rischia di esporre la Sindaca Maria Concetta Di Pietro e alcuni funzionari del Comune a serie conseguenze, e non solo amministrative. L’istituzione del mercato “Campagna Amica” infiamma il dibattito politico e, come ormai consuetudine, le fazioni pro e contro Amministrazione Comunale incrociano le “lame” sui social. Se da qualche mese a questa parte l’opposizione può contare sull’agguerrito consigliere comunale M5S Nilo Settipani (simbolo storico del movimentismo grillino in città), essa pare che abbia ingrossato le proprie fila con l’arrivo dell’ex Vice sindaco, assessore alle Finanze ed attività produttive Giuseppe Schermi che, seppure senza alcuna carica istituzionale, cerca ancora di mantenere un ruolo nello scenario politico augustano. Sulla vicenda “Campagna Amica” se però l’opposizione del consigliere Settipani è sicuramente  genuina, coerente e priva di ombre, quella di Schermi appare calcolata e “ritorsiva” e, quindi, non credibile. E’ singolare che l’uomo che più di ogni altro sembra l’incarnazione vivente dei conflitti d’interesse, accusi (ora) di “gestione familiare” l’Amministrazione Comunale (tollerata però sino a quando era in carica), si accorga (ora) di “palesi e reiterate violazioni del regolamento”, renda note (sempre ora) “divergenze” ma  soprattutto denunci eventuali illegittimità amministrative sul mercatino agricolo istituito in Piazza Unità d’Italia dove traspare anche qui (come sulla questione Faro Santa Croce), un interesse conflittuale tra la sua posizione di imprenditore agricolo interessato e le legittime decisioni assunte dall’Amministrazione Comunale.  In effetti con il passare dei giorni e con le dichiarazioni rilasciate dai soggetti protagonisti dell’iter amministrativo, la determina sindacale n. 16 del 14 ottobre 2016 (leggi qui), ad una attenta lettura, un po’ di “acqua” la fa. Se infatti essa, con una ardita ricostruzione sistematica di norme, da una parte MARITIME_581204dd43eebrivendica la competenza sindacale, agganciandola all’art. 11 comma 3 della L.R. n. 18/ 1995, dall’altra è anche vero però che non fa alcun cenno all’art. 8 comma 13 della medesima legge regionale secondo cui “l’istituzione, il funzionamento, la soppressione e lo spostamento di luogo o di data di svolgimento di mercati o fiere locali sono decisi dal Consiglio Comunale, sentita la Commissione comunale di cui all’art. 7”. Già, perché una cosa è l’istituzione di un mercato, altra è l’individuazione dell’area su cui esso deve svolgersi. E cosa ancora più diversa è l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico.  Qui la faccenda si fa però più tecnica e si presta ad interpretazione. A confondere le idee poi è giunta la precisazione della Sindaca Maria Concetta Di Pietro (rilasciata ad una webradio locale) secondo cui “ non si tratta di un mercato ma di una fiera”, affermazione improvvida che cozza con il dispositivo della stessa determina a sua firma dove invece essa stessa autorizza “..il dirigente del Settore VIII “Polizia Municipale” a concedere, in forma provvisoria, l’autorizzazione ad occupazione di suolo pubblico per l’istituzione del mercato degli agricoltori “campagna Amica”…” . A ben vedere quindi quello che doveva essere un atto politico/amministrativo teso ad istituire un mercato (o sagra o fiera che dir si voglia) in realtà si sarebbe concretizzato in una sorta di “invasione di campo” da parte della Sindaca su competenze esclusive che stanno in capo ai burocrati dell’ente. E’ proprio curioso che un responsabile di settore di un Comune, dotato per legge di ampia autonomia decisionale,  debba essere autorizzato dal Sindaco (addirittura con determina) ad espletare semplice attività gestionale ordinaria, quale è il rilascio di una autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, in questo caso competenza esclusiva del comandante dei Vigili Urbani. E certo non aiuta a fare chiarezza, a seguito della pronta richiesta di accesso agli atti, nemmeno la risposta data al diligente consigliere Nilo Settipani dal Comandante P.M. Antonino Barbera (che, contrariamente a quanto scritto in determina, dirigente non è) che, con imbarazzo, deve pur ammettere di aver dato “parere verbale attinente all’aspetto viabilistico” (senza dubbio di pregio l’aggettivo), mettendo nero su bianco come l’iniziativa “…essendo una manifestazione occasionale e limitata nel tempo, va considerata non come mercato bensì alla stregua di fiere e sagre e assimilabili”. Se dunque si tratta (per ammissione della stessa Sindaca ma soprattutto per l’interpretazione autentica fornita dal solerte funzionario responsabile Barbera) di fiere o sagre, a dirimere la intrigata vicenda può giungere allora in soccorso l’art. 1 comma 4 lett. F della legge n.18/1995 secondo il quale “per fiere o sagre si intendono i mercati che si svolgono in occasione di festività locali e circostanze analoghe”. Se è così, è chiaro che il mercato “Campagna Amica” non potrebbe essere equiparato a fiere o sagra posto che non si svolge in occasioni di festività locali (né tanto meno in circostanze analoghe), ma piuttosto con cadenza settimanale per mesi. Ma se poi si riflette un po’, potrebbe anche sorgere il dubbio che le norme richiamate in determina (art. 11 comma 3 L.R.N. 18 del 1/3/1995 – art. 41 L.R. 26/93 collegato all’art. 15 L.R. n. 44/91) andrebbero forse armonizzate con la Legge “Bassanini” entrata in vigore successivamente (1997) che ha, in maniera chiara, tracciato i confini tra competenze dell’organo politico e quelle dell’organo burocratico/gestionale. In definitiva, fatte salve le eventuali competenze del Consiglio Comunale, ciò che poteva essere fatto con una semplice atto di indirizzo politico che demandava al responsabile del settore la cura degli atti consequenziali di natura squisitamente gestionale, è stato incautamente reso complicato.  Chi sia stato l’artefice di tale “pasticcio” e perché faro-300x250bislo abbia fatto resta un mistero. O meglio restava un mistero sino ad ieri pomeriggio. Mentre scrivevamo il pezzo (ormai “chiuso” e pronto per la pubblicazione), in riferimento all’articolo del Ns direttore Rosa Tomarchio titolato “Augusta la Sindaca scivola …” (Leggi qui) è giunta in redazione una “nota di chiarimento” (leggi qui) in cui il giudizioso Comm.rio A. Barbera C/te P.M. non solo si assume la paternità della determina, rivendicandone la piena legittimità tanto da affermare che essa “…è stata materialmente redatta presso il comando dei Vigili Urbani…”, ma si premura di “sgomberare il campo da ogni equivoco e rendere noto che nessun contenzioso è in atto tra Sindaco e Comandante dei Vigili Urbani in merito alla vicenda riguardante la campagna Amica”. Ma se la nota “chiarificatrice” del conciliante Barbera, da una parte, tranquillizza la cittadinanza circa i suoi rapporti con il capo dell’Amministrazione Comunale (in effetti se ne sentiva proprio la necessità!), dall’altra però, contrariamente alle intenzioni, non fa altro che alimentare i dubbi e le perplessità sulla correttezza del percorso amministrativo seguito, sul quale forse la Sindaca si è fidata troppo. I dubbi e le perplessità cominciano proprio dai “pareri favorevoli espressi dai responsabili di settore in ordine alla regolarità tecnica e contabile” che nella determina sindacale redatta presso il Comando dei Vigili Urbani. si danno per “Visti” e non per “sentito”. Sarebbe stata una operazione di trasparenza veramente lodevole e da ammirare se tali pareri fossero stati allegati alla determina o, comunque, pubblicati sul sito del Comune.

Antonio Barbera

Antonio Barbera

Se poi, per rimanere alla “leggerezza più macroscopica”, il Comandante Barbera, al fine di legittimare il proprio operato, risponde al consigliere Nilo Settipani facendo espresso riferimento all’art. 7 del regolamento comunale (non citato peraltro in determina come correttamente fatto rilevare da Schermi nel suo esposto), lo stesso Comm.rio C/te P.M. dovrebbe poi anche spiegare perché lo stesso articolo sia stato disatteso nella parte in cui prevede tassativamente che “la richiesta è presentata almeno 60 gironi prima dello svolgimento della manifestazione e viene rilasciata almeno trenta giorni prima del suo svolgimento”. La domanda del Presidente dell’Associazione di agricoltori infatti risulta pervenuta al Comune il 27.9.2016, prot.n.53505 (almeno così si legge nella determina sindacale), mentre  “la data di inizio della fiera,” era “prevista per il 18.10.2016”. Se si fosse trattato, come asserito dal Comandante Barbera,  di “…solo un problema di tempistica…”, delle due l’una: o l’associazione ci pensava per tempo e protocollava prima la richiesta o il Comando PM negava autorizzazione per il 18.10.2016 e la faceva decorrere da altra data, rispettando così la norma. La ripubblicazione dei bandi pubblici per l’individuazione da parte della Sindaca dei nuovi responsabili esterni per i settori LL.PP., Urbanistica e Finanze, ad un anno e mezzo dal suo insediamento, suona in pratica come una solenne “stroncatura” per gli attuali titolari e più in generale per le figure professionali, con pari titoli, presenti in organico all’ente. Entro fine anno è probabile che la Sindaca riassetti i vertici dell’ente e la gestione della vicenda “Campagna Amica” (sommata agli atavici problemi di traffico per nulla risolti) non depone, di certo, a favore di una riconferma del Barbera. E i precipitosi chiarimenti potranno forse non bastare. (r.t.)

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