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Augusta| Mostra e spettacolo dei Pupi in scena al Circolo Unione

Augusta| Mostra e spettacolo dei Pupi in scena al Circolo Unione
Cultura
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E’ stata inaugurata ieri nei locali del Circolo Unione la mostra sui pupi siciliani, mentre per questo pomeriggio alle 17,30 è in programma uno spettacolo dell’opera dei pupi, dal titolo “Re Carlo e i paladini”.

La rappresentazione teatrale è messa in scena dalla compagnia del maestro Foti, composta da Gioacchino Cacciaguerra, Rosanna Scarcella, Salvo Salamone, e da Carmelo Roccazzella, Nino Amatao e Salvatore Santonocito. In esposizione vi sono i pupi di Gioacchino Cacciaguerra, allievo di Biagio Foti che è l’ultimo discendente dei Laudani, storica famiglia di pupari, del maestro, Carmelo Nardo di Lentini, di Salvo Salamone, collezionista, e di Rosanna Scarcella pittrice dei cartelli dell’opera dei pupi anch’ella allieva del maestro Foti.

La mostra resterà aperta fino a domani dalle 9,30 alle  12,30 e dalle 17,30 alle 20,30. I visitatori hanno la possibilità di interloquire con gli espositori, nonché di osservare il modo in cui si manovrano i  pupi e si da “la voce” agli stessi. I visitatori della mostra possono chiedere spiegazioni e informazioni sull’opera dei pupi. L’iniziativa è stata riproposta per il secondo anno consecutivo dopo il successo ottenuto nel gennaio del 2017.

La realizzazione dell’evento è stata fortemente voluta da Gaetana Bruno Ferraguto, presidente del Circolo Unione. Durante l’inaugurazione della mostra l’attore Gianni Sineri e il maestro puparo Biagio Foti, entrambi catanesi,  hanno presentato  l’Opera  dei pupi in Sicilia. Il Circolo Unione, dunque, è ancora cornice di un’antica tradizione siciliana custodita da pochi e che rischia, pertanto, di scomparire.

Gianni Sineri proviene da tre generazioni di pupari. “Questo mondo – dice l’attore- al quale mi sono avvicinato perché fui affidato a mia nonna che era una parlatrice di pupi, ce l’ho nel cuore. Negli anni 50’pulivo lo scudo a Orlando e nel 1978 in un film impersonai Orlando. Sono il secondo Orlando della cinematografia italiana. Un grazie ad Augusta che ha voluto il mio intervento che è stato una sorta di spettacolo fatto di poesie di aneddoti, sull’Opera dei pupi, sulla vita normale, perché i pupi siciliani non sono assolutamente differenti dalla vita normale. Ricordiamoci che ne Il Berretto a sonagli, Pirandello dice:”Pupi siamo caro signor Fifi”.

In pochi lo sanno ma ad Augusta ci sono persone impegnate a far rinascere in città l’arte tradizionale dell’opera dei pupi. Sono solo in tre, ma hanno tanta voglia di recuperare un patrimonio culturale oramai perduto. L’unica famiglia locale di pupari che si ricorda, infatti, viveva ad Augusta alla fine del 1800. Era la famiglia Puzzo della quale oggi non si ha più alcun riferimento. Gioacchino Cacciaguerra, (collezionista, costruttore e “maniante” dei pupi) Rosanna Scarcella (parlatrice dei personaggi femminili, ma soprattutto autrice dei cartelli dell’opera dei Pupi) e Salvo Salamone (collezionista, cultore e “pruituri”) stanno riproponendo ad Augusta l’opera dei Pupi, dichiarata patrimonio immateriale dell’Unesco, rifacendosi alla tradizione catanese.

“La tradizione dei pupi siciliani nella nostra terra – ricorda Cacciaguerra – si è consolidata nei primi anni del 1800, ma in realtà ha visto i suoi albori in terra partenopea, anche se sotto altra forma, rispetto a quella canonica che noi siciliani siamo abituati a vedere. L’opera dei pupi si ispira alle epiche gesta dei paladini di Francia, descritte nelle opere di Ariosto e Tasso e di altri autori, i cui scritti sono stati raccolti in vari volumi da Giusto Lodico, il Boiardo e da altri scrittori meno conosciuti. Tale forma di teatro tipica della nostra terra, sin da quando ero bambino mi ha sempre affascinato ed emozionato. Pertanto mi sono accostato sempre a essa con interesse e piacere”.

I pupi sono le marionette del teatro epico-popolare che, importate dalla Spagna, arrivarono prima a Napoli, quindi si affermarono e svilupparono, durante la prima metà del XIX secolo, soprattutto in Sicilia dove si sono distinte le due scuole palermitane e catanesi”.

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