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Augusta | ON LINE il numero 6 de ‘LA DOMENICA’, il settimanale di Webmarte

4 Dicembre 2022 | by Michele Accolla
Augusta | ON LINE il numero 6 de ‘LA DOMENICA’, il settimanale di Webmarte
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Per leggere ‘LA DOMENICA’ in formato pdf, con l’editoriale del Direttore, Michele Accolla, e tutti gli articoli pubblicati nella settimana basta cliccare qui.

L’editoriale di Michele Accolla

A volte anche le vicende della storia, come quei ‘certi amori’ cantati da Venditti, ‘fanno dei giri immensi e poi ritornano’. Così, nel giorno di festa per il riconoscimento del titolo di città al Comune di Augusta è toccato al sindaco Giuseppe Di Mare e al Prefetto di Siracusa Giusi Scaduto celebrare l’evento e scoprire insieme la targa commemorativa.

Molti ricorderanno che proprio dieci anni fa, era appunto 2012, fu proprio la dottoressa Scaduto, allora Viceprefetto Vicario della Prefettura di Siracusa, a firmare, il 7 dicembre, in qualità di presidente della Commissione di indagine, la relazione sulla base della quale l’allora Ministro dell’Interno Cancellieri propose al Consiglio dei Ministri, che decretò lo scioglimento del Consiglio Comunale di Augusta per il rischio di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi nell’attività amministrativa. Di quel Consiglio Comunale faceva parte, ed è l’ironia della storia, l’attuale sindaco Giuseppe Di Mare e di quel ceto politico oggetto delle attenzioni della Commissione, faceva parte, oltre all’autore di questa riflessione, il presidente del Consiglio comunale Marco Stella.

Ci sarebbero voluti oltre sette anni, e un processo a carico del sindaco di allora Massimo Carrubba, per arrivare alla verità, per accertare cioè che il corposo documento di oltre 4.800 pagine della DIA di Catania, sulla base del quale fu istituita la commissione presieduta appunto dalla dottoressa Scaduto, fosse in realtà infarcita di accuse generiche, ipotesi basate su dubbie interpretazioni di fatti, talvolta distorti o per nulla ascrivibili al sindaco Carrubba.

Se condividiamo la gioia della città, per l’onorificenza ottenuta, che permetterà tra l’altro di aggiungere allo stemma comunale la corona, ci sarà consentito sognare che questo evento, e in particolare la foto che ritrae insieme sindaco e prefetto mentre scoprono la lapide commemorativa, sia in qualche modo un risarcimento per l’ignominia ingiustamente subita dalla città, che chiude definitivamente la profonda ferita aperta dieci anni fa, e che la cicatrice che inevitabilmente rimane sia anche quella patrimonio storico dell’intera città.

Ci sarà inoltre consentito ricordare chi, per quella vicenda, ha sofferto più di ogni altro e ne porta le ferite, per aver vissuto un calvario giudiziario di oltre sette anni, iniziato proprio nei primi giorni di dicembre di dieci anni fa. In tanti, ne sono sicuro, durante la cerimonia, hanno pensato a Massimo Carrubba, il convitato di pietra… (clicca qui e continua a leggere)

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