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Augusta | Ottanta anni addietro l’affondamento del “Conte Rosso”

Augusta | Ottanta anni addietro l’affondamento del “Conte Rosso”
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L’ottantesimo anniversario dell’affondamento del “Conte Rosso” sarà ricordato con un programma di celebrazioni promosso dal Comune di Augusta – Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Museo della Piazzaforte e l’Associazione culturale “Lamba Doria”.

Il programma prevede un calendario fitto di appuntamenti nella giornata di sabato 22 maggio con l’apertura delle celebrazioni a Siracusa al Monumento dei Caduti d’Africa. Alle 11.00 si terrà la commemorazione con la posa di una corona d’alloro all’epigrafe dei Caduti del Conte Rosso. Nel pomeriggio, nel salone di rappresentanza del Palazzo comunale di Augusta si terrà l’evento “24 maggio 1941: la tragedia del Conte Rosso”. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Di Mare e dell’Assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino interverrà il dott. Alberto Moscuzza presidente dell’Associazione Lamba Doria che tratterà il tema “Siracusa e il Conte Rosso”; seguirà l’avv. Antonello Forestiere Direttore del Museo della Piazzaforte che tratterà su “Augusta e il Conte Rosso: una storia di accoglienza e di solidarietà”. Infine l’avv. Concetta Santangelo presenterà il suo libro “I Carabinieri del Conte Rosso”. Le conclusioni sono affidate alla prof.ssa Angela Gigli figlia di uno dei superstiti del Conte Rosso. 

Il Conte Rosso, transatlantico mercantile, requisito a guerra scoppiata dalla Regia Marina per il trasporto delle truppe italiane in Libia, venne colpito il 24 maggio 1941 da due siluri lanciati da un sommergibile inglese, alle ore 20,40, a bordo c’erano 280 uomini dell’equipaggio e 2.449 fra ufficiali, sottufficiali e soldati, per un totale di 2.729 uomini diretti verso Tripoli. Le cronache del tempo – riferisce il Sindaco Giuseppe Di Mare – riferiscono che dei 1.520 superstiti la maggior parte venne trasportata ad Augusta. I superstiti sbarcarono nel nostro porto alle ore 5.00 del mattino del 25 maggio e trasportati a bordo di camion militari coperti da soli teloni e sul volto segnati dal dolore dei tanti compagni che avevano perso la vita. Immediatamente ebbe inizio una gara di solidarietà tra la popolazione civile che nonostante le ristrettezze della guerra si mobilitò per offrire quel che poteva: pane, cibo di ogni genere, coperte, indumenti e alloggio.

I superstiti non hanno mai dimenticato l’accoglienza e l’affetto dimostrato dalla città in quella dolorosa vicenda. Lo scorso mese di marzo – dichiara l’assessore Carrabino – abbiamo consegnato al Museo della Piazzaforte una lettera autografa che per lungo tempo è stata esposta nell’ufficio di gabinetto del Sindaco. Una lettera che esprime la partecipazione emotiva e la concreta solidarietà della popolazione che praticamente adottò i sopravvissuti.

Una lapide, all’interno del palazzo comunale, ricorda l’infausta data. Ricordare questi fatti che hanno reso protagonista la nostra città e i suoi abitanti con atti di altruismo e generosità – conclude il Sindaco – è innanzitutto un dovere nei loro confronti. Ecco perché come amministrazione abbiamo ritenuto celebrare degnamente questo anniversario affinché pagine come queste siano conosciute e fatte proprie da tutta la comunità.

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