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Augusta| Pesce inquinato presente in rada sulle tavole degli abitanti della zona industriale

Augusta| Pesce inquinato presente in rada sulle tavole degli abitanti della zona industriale
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Dal convegno “Ambiente e salute nella rada di Augusta: una relazione da conoscere” è emerso che la gente mangia ancora pesce contaminato pescato illegalmente nella rada. Nonostante la stretta vigilanza operata dalla Capitaneria di porto, continua a essere praticata una pesca di frodo che alimenta un mercato sotterraneo nella zona di Augusta e di Priolo, per cui le persone, spesso  ignare di quelli che sono i pericoli, si cibano di prodotto ittico seriamente contaminato. L’inquinamento è prodotto anche dai farmaci sversati a mare per assenza di depuratore.

Questo è un dato che è emerso dai primi risultati del progetto Cisas (Centro internazionale di studi avanzati su ambiente, ecosistema e salute umana), finanziato dal Miur per lo sviluppo di una complessa e decisa azione di ricerca scientifica  finalizzata alla comprensione dei fenomeni di inquinamento ambientale e del loro impatto sull’ecosistema e la salute umana, partendo da un numero statisticamente significativo di casi studio, tra i quali Augusta- Melilli- Priolo. Progetto presentato ieri mattina nel salone “Rocco Chinnici” del Municipio, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in collaborazione con il Comune di Augusta.

Progetto ideato da Mario Sprovieri, dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr, che lo ha illustrato alla folta platea composta dai vertici della Marina militare, dalle forze dell’ordine da autorità civili e religiose e una rappresentanza di scolaresche. Tra gli intervenuti il procuratore capo della Procura della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, il quale ha ricordato le indagini condotte per accertare le responsabilità dei veleni che si respirano nell’area industriale. Sprovieri ha spiegato che nell’ambito della attività eseguite sono stati analizzati i sedimenti della rada, il prodotto ittico, l’acqua anche i capelli, il sangue e le urine di un gruppo importante di cittadini di augustani. “Questo lavoro continuerà – dichiara – abbiamo cominciato con il mercurio. L’idea è quella di verificare anche come altri inquinanti passano dal pesce all’organismo. Il progetto non è soltanto comprendere meccanismi di trasferimento dei contaminanti dall’ambiente all’uomo, ma anche capire come questi contaminanti interferiscono con il metabolismo a livello cellulare a livello dei tessuti, che tipo di malattie generano. Una parte del progetto punta a studiare le correlazioni di patologie di diverso tipo e i contaminanti, non soltanto a livello statistico”.

Si mira a comprendere quali sono i processi di interazione del contaminante dall’ambiente sulla salute dell’uomo. Riguardo a tale aspetto è tutto pronto per andare sul campo. Il progetto della durata di 3 anni, avviato nell’ottobre del 2016, è in fase avanzata per quanto riguarda il comparto ambiente e iniziale in merito a quello epidemiologico, mentre la parte che è a buon punto è quella relativa al reclutamento delle mamme selezionate alla trentaquattresima settimana di gestazione e seguita fino al primo anno di età del bambino. Al momento del parto vengono prelevati cordoni ombelicali e placente per verificare se su questo target di popolazione ci sono fenomeni di impatto dei contaminanti dalle matrici diverse, dal cibo, dall’aria sulla salute del feto e della mamma.

“Il lavoro in corso – spiega Sprovieri – sta riguardando la verifica di eventuali presenze di inquinanti su carne, latte, galline ovaiole. Uno degli aspetti più interessanti è quello legato all’aria, perché in effetti guardando la normativa, i parametri, tutto sommato ci troviamo in condizioni non estreme. Lo studio che stiamo portando avanti è quello di accertare eventi di contaminazione su una parte del particolato presente nell’aria e quindi effetti di questa componente sulla salute della popolazione, studio che finora non era mai stato fatto e sono evidenti fenomeni di impatto proprio di questa parte delle polveri più sottili presenti in atmosfera che possono avere un impatto rilevante sulla salute dell’uomo e in particolare nell’apparato respiratorio”.

Per quanto riguarda i risultati prodotti dalle centraline presenti sul territorio è stata riscontrata una corrispondenza pari all’ 80% dei dati trasmessi dai vari enti. “Al termine del progetto- continua l’ideatore del progetto – io credo che ci saranno gli elementi necessari affinché un decisore politico, non potendosi trincerare dietro l’indimostrabilità della correlazione tra inquinamento e danni alla salute e all’ambiente, dovrà agire. Lo sforzo è così profondo che si sta cercando di andare al di là di quelle che sono le debolezze di una classica indagine ambientale con tanti buchi che sono spesso legati al fatto che, la norma non è perfettamente coincidente con le necessità di un territorio o l’altro, in questo caso stiamo focalizzando l’attenzione su un territorio specifico e lo stiamo guardando nella maniera più profonda possibile e io credo che il decisore politico o la magistratura farà ciò che sarà opportuno fare.

L’ideale, secondo Sprovieri, sarebbe una revisione della normativa legata alle diverse matrici ambientali: aria, suolo, mare, in un’area a rischio come questa, ma anche ottenere azioni che permettano di incidere determinando un controllo epidemiologico, come  ha detto il sindaco Cettina Di Pietro, non più intermittente, ma che abbia una sua continuità, che consenta di capire. “La caratteristica di essere stata un petrolchimico rende unica l’area industriale di Augusta-Priolo e Melilli rispetto a quelle di Milazzo e Crotone, cioè presenza di contaminanti che sono propri di un petrolchimico, con numero rilevante di composti organici di diversa tipologia, oltre al fatto che continua a sversare dentro la rada, materiale non depurato da terra per esempio la distribuzione dei farmaci, sversati a mare in assenza di un sistema di depurazione. La bonifica della rada, continua a essere necessaria. Noi stiamo dicendo che  una delle sorgenti di impatto è certamente la contaminazione storica presente all’interno della rada di Augusta. 700 mila metri cubi sta spostare non sono l’inferno si può fare. Più si va avanti più il piacere che noi creiamo in quelli che sono contesti differenti non necessariamente legati alla popolazione determinano pruriti sempre più fastidiosi anche perché ad Augusta si produce il 37% del pil della Sicilia e il 5% del pil dell’Italia quindi non è un gioco noi siamo osservati molto ben osservati

Hanno, preso, tra gli altri la parola  il sindaco della di Augusta Maria Concetta Di Pietro,  Achille Cernigliaro, del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Salute, Franco Tisano, responsabile del registro tumori dell’Asp, Corrado Regalbuto della struttura territoriale di Siracusa di Arpa Sicilia. Dopo la relazione di Mario Sprovieri sono intervenuti: Fabrizio Bianchi dell’Istituto Fisiologia clinica del Cnr, che ha parlato di “Ricerche epidemiologiche” Fabio Cibella, dell’istituto di Biomedicina e Immunologia molecolare del Cnr che ha trattato il tema: “Sorveglianza epidemiologica di una coorte di nati”; Andrea De Gaetano dell’Istituto di Analisi dei sistemi e informatica “Antonio Ruberti” del Cnrsu “modelli matematici per l’ambiente e la salute”

I relatori hanno presentato agli studenti e alle studentesse degli Istituti scolastici di primo e di secondo grado di Augusta l’ambiziosa sfida nella quale si sono cimentati i ricercatori di quattro istituti del Cnr insieme a un numerosissimo gruppo di collaboratori appartenenti alle più importanti Istituzioni legate al mondo della ricerca italiano per investigare i fenomeni di inquinamento ambientale e il relativo impatto sull’ecosistema e sulla salute umana, partendo dalle aree di Augusta/Priolo, Milazzo e Crotone, identificate come Siti di interesse nazionale.

Liliana Cori dell’Istituto Fisiologia clinica del Cnr è intervenuta su “Attività di formazione e concorso per gli studenti”. In occasione della conferenza  è stato lanciato, infatti  un concorso per produrre un elaborato originale sul tema “ambiente e salute nella rada di Augusta” che sarà premiato durante l’anno scolastico. Per i ricercatori di Cisas gli studenti sono un interlocutore prezioso, per diffondere le conoscenze sull’ambiente locale, per promuovere l’interesse per la ricerca scientifica e per suscitare in loro interesse verso una tematica delicata e di estrema attualità nell’intera regione. Il convegno è stato moderato da Max Firreri.

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