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Augusta | Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Riflettori sempre accesi

Augusta | Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Riflettori sempre accesi
Politica
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L’assessore al porto, Patania, come «In una logica di sistema portuale europeo prim’ancora che nazionale, è incomprensibile lasciare fuori dal PNRR il primo porto container del Paese (Gioia Tauro) e il secondo porto industriale e petrolifero (Augusta) che, anche per loro posizione geografica, necessitano di un rafforzamento della competitività del sistema portuale e produttivo e di fatto invece nel Piano di resilienza nazionale hanno ottenuto una presenza marginale nella pianificazione dei trasporti».

L’assessore Tania Patania lo scorso venerdi è intervenuta al webinair di approfondimento sul documento titolato “I tre interventi che non possono mancare nel sistema dei trasporti di Sicilia e Calabria” presentato dai professori ordinari di Trasporti e costruzioni di strade, ferrovie ed aeroporti di tutte le università della Sicilia e della Calabria. Presenti anche la senatrice Silvia Gelsomina Vono (Vicepresidente commissione trasporti al Senato) e l’onorevole Antonio Viscomi. Il documento che contiene una ragionata articolazione degli interventi infrastrutturali necessari a garantire la coesione territoriale ed economica del estremo sud Italia rispetto al resto della Penisola e dell’Europa, ha già avuto il pieno sostegno dei primi cittadini di Gioia Tauro ed Augusta.

Qualche settimana fa, infatti, il Sindaco Giuseppe Di Mare e l’omologo calabrese, Aldo Alessio, hanno inviato una nota congiunta al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, al Ministro dell’Economia, Daniele Franco, al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Enrico Giovanni, al Ministro per il Sud e per la Coesione Territoriale, Mara Carfagna ed ai parlamentari Calabresi e Siciliani, con cui è stata sottolineata l’importanza per le realtà portuali delle due regioni meridionali di essere inserite nell’elenco delle priorità su cui si concentreranno gli interventi di Ripresa e Resilienza previsti dal Piano di prossima presentazione. Facendo seguito a quest’ultima nota, ribadisce l’assessore Patania, come «In una logica di  sistema portuale europeo prim’ancora che nazionale, è incomprensibile lasciare fuori dal PNRR il primo porto container del Paese (Gioia Tauro) e il secondo porto industriale e petrolifero (Augusta) che, anche per loro posizione geografica, necessitano di un rafforzamento della competitività del sistema portuale e produttivo e di fatto invece nel Piano di resilienza nazionale hanno ottenuto una presenza marginale nella pianificazione dei trasporti».

L’invito dell’assessore Patania in quell’occasione è stato quello di «Studiare sinergicamente con tutti gli attori presenti azioni concrete di intervento, affinché si possa superare il divario socio-economico del mezzogiorno con il resto del Paese attraverso interscambi di conoscenze e competenze tra porti, governo, università, imprese e sistema territoriale. E’ in questo senso – secondo l’assessore –, che peraltro vanno letti gli interventi di incentivazione allo sviluppo economico nelle forme delle ZES e delle ZLS (per quali si ancora in attesa della nomina dei relativi commissari), ed ossia la creazione di un sistema che vede insieme gli stakeholders (istituzioni e imprese della logistica, dei trasporti e dell’industria) e superando localismi spesso contraddittori e controproducenti».

«L’obiettivo – continua l’assessore Patania – è quello di cogliere appieno le opportunità offerte sul piano economico, politico e strategico dalla collocazione dei due porti lungo le rotte commerciali, specie nel rinnovato e positivo interesse che il Governo nazionale ha manifestato nel riaffermare la natura marittima e Mediterranea del nostro Paese». E’ anche in uno scenario più ampio che proprio le due realtà portuali di Augusta e Gioia Tauro fanno emergere la loro centralità nel disegno di Ripresa e Resilienza nazionale e comunitario. Dimenticare questo ruolo, queste posizioni alla vigilia di una “rivoluzione” sociale ed economica che riguarda l’intero continente, significa perseverare in una coazione a ripetere gli stessi errori già consegnati alla storia e significa pure abbandonare il Mezzogiorno di Italia che, invece, deve essere attentamente recuperato e responsabilizzato per il suo necessario contributo al benessere collettivo.

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